Data odierna 17-01-2018

Si stima che, attualmente, vi sia in Brasile una comunità di circa 2 milioni di brasiliani di origine trentina, che vive nella fascia costiera del Paese, negli Stati federali compresi dal Rio Grande do...

140 anni dalla prima emigrazione trentina in Brasile

Si stima che, attualmente, vi sia in Brasile una comunità di circa 2 milioni di brasiliani di origine trentina, che vive nella fascia costiera del Paese, negli Stati federali compresi dal Rio Grande do Sul, Santa Catarina, Paranà, San Paolo, Minas Gerais ad Espirito Santo. Si tratta dell’area dove si produce l’ottanta per cento del PIL nazionale e dove sta crescendo una robusta classe media, che ha una buona capacità di spesa. Questi i presupposti della missione istituzionale che parte oggi alla volta del grande Paese sudamericano, guidata dal governatore Ugo Rossi, assessore all’emigrazione, alla sua prima visita all’estero.
La missione è finalizzata a celebrare i 140 anni dalla prima emigrazione trentina in Brasile e per verificare le potenziali joint venture da mettere in campo.
Della delegazione, infatti, fanno parte, oltre ai consiglieri provinciali Lucia Maestri e Claudio Civettini ed ai rappresentanti dell’Unione delle Famiglie Trentine all’estero e dell’Associazione Trentini nel Mondo, anche Giorgio Fracalossi, presidente della Federazione Trentina della Cooperazione e Rudi Oss, presidente di Dolomiti Energia.
Tra il 1874 ed il 1914 emigrarono in Brasile circa 80 mila trentini. Ad oggi, sono iscritti nei registri Aire 8180 “brasiliani trentini”, su 39 mila totali (800 nel comune di Levico Terme). La quasi totalità è, ovviamente, nata in Brasile, ed ha un’età media di 37 anni.
A livello associativo, nel complesso del Paese, l’Associazione Trentini nel Mondo conta su 60 diramazioni, l’Unione Famiglie ne ha otto. L’attaccamento alle origini degli avi rimane significativo, come possono ben testimoniare i trentini “del Trentino” che vi si sono recati, protagonisti di uno scambio reciproco che la Provincia sostiene e incoraggia da molti anni e che comincia a dare i suoi frutti, ad ogni livello, anche economico.
L’interscambio con il Brasile, causa la crisi economica, ha registrato nel 2014 un forte rallentamento, passando da 35 milioni di euro a circa 16 milioni. Un dato che ha interrotto una crescente proiezione commerciale verso il Paese sudamericano, da leggersi con le difficoltà settoriali di alcune tra le principali aziende esportatrici. Vi è da registrare però un crescente attivismo da parte trentina. Nel 2014 la PAT e Trentino Sviluppo hanno organizzato una missione economica che ha visto la presenza di 16 aziende. Di recente, proprio a Santa Catarina (Rio dos Cedros), Trentino Export ha realizzato una struttura (magazzino, segreteria e servizi doganali) per supportare le imprese trentine che desiderano lavorare con il Brasile.
Le potenzialità rimangono, nonostante la crisi economica, enormi. Il Brasile, grande 28 volte l’Italia, ha larghissimi spazi di crescita e un’economia che in molti settori è già avanzata (si pensi solo ad Embraer, terzo costruttore aeronautico mondiale dopo Boeing e Airbus e specializzato in aerei a corto e medio raggio). (aise) 

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