Data odierna 21-09-2017

“Non ci vuole la campagna elettorale per scoprire l’imposta sulla casa (ICI o IMU che dir si voglia) né una particolare intuizione politica per sapere che essa è uno dei punti sensibili delle...

Voto all’estero / Farina – Garavini: Sull’IMU respingere il propagandismo e assumere impegni seri e realistici

“Non ci vuole la campagna elettorale per scoprire l’imposta sulla casa (ICI o IMU che dir si voglia) né una particolare intuizione politica per sapere che essa è uno dei punti sensibili delle scelte elettorali degli italiani, di quelli che risiedono all’estero non meno che di quelli che sono in Italia.

Se ne sta parlando da circa vent’anni, da quando cioè Amato assimilò l’abitazione non locata dei residenti all’estero alla prima casa, e la questione ebbe un’impennata populistica fuori dalle righe quando Berlusconi fece della sua abolizione l’argomento centrale della sua fortunata campagna elettorale del 2008″. Queste le riflessioni di Gianni Farina e Laura Garavini, deputati del Pd eletti in Europa, entrambi candidati alle prossime elezioni politiche, che criticano quanti – in vista della competizione elettorale – stanno “cavalcando l’onda” anti-Imu quando invece, sostengono, “chi chiede il voto agli elettori, più che agitare problemi, debba assumere impegni seri per risolverli”.

“Com’è andata a finire – scrivono Garavini e Farina – è noto a tutti, allo stesso Berlusconi, che di fronte al disastro imminente delle nostre finanze pubbliche ha dovuto sostenere la reintroduzione dell’imposta, con un’incidenza anche maggiore rispetto al passato. Salvo a riaccordare poi il vecchio strumento nel tentativo di recuperare un po’ del consenso rovinosamente perduto in ambito nazionale e internazionale. Quello che è certo, comunque, è che l’agitazione intorno alll’imposta sulla casa è stata per decenni un cavallo di battaglia della destra populista e dei demagoghi della disinvoltura, anche morale, di un Berlusconi.

Nell’attuale confronto elettorale, comunque, l’IMU è tornata al centro della discussione, per l’ovvia sensibilità popolare che ad essa è legata. L’ineffabile Berlusconi dice di volerla abolire. Italiani all’estero, attenzione: l’eliminazione dell’ICI fatta da Berlusconi nel 2008 escluse dal pagamento solo i residenti in Italia, mentre quelli all’estero perdettero anche il diritto alla detrazione di base, peggiorando la loro situazione. Monti, che pure l’ha riproposta, dice di volerla ristrutturare. Bersani, a sua volta, propone di renderla meno iniqua, esentandone le fasce più basse della popolazione.

Crediamo che la prima cosa da fare, per rispettare il patto di lealtà con gli elettori, sia quella di evitare che i cittadini, oltre ad essere costretti a pagare, siano anche presi in giro. Dire, dunque, la verità e dirla in una prospettiva di possibile soluzione del problema una volta che gli elettori avranno scelto la maggioranza che dovrà sostenere il nuovo governo e orientare l’attività del Parlamento. Riteniamo che chi chiede il voto agli elettori, più che agitare problemi, debba assumere impegni seri per risolverli. Tanto più se si presenta in una coalizione che ambisca a governare l’Italia nei prossimi anni.

Si è affacciata anche la strada del ricorso alla giurisdizione per far valere i propri diritti. Fermo restando che ogni cittadino può andare dal giudice quando e come crede per tutelare i propri interessi, siamo convinti che la politica, se vuole essere seria e credibile, non debba mimetizzarsi, ma debba fare fino in fondo il proprio mestiere. E il mestiere del parlamentare, come è fin troppo noto, è quello di assumersi impegni precisi e leali per cercare di determinare soluzioni realistiche.

Per quanto ci riguarda, una soluzione concreta del problema dell’IMU può essere vista nell’ambito della proposta avanzata da Bersani per il centrosinistra. Vale a dire riorganizzare l’imposta secondo principi di equità sociale, senza far correre all’Italia insostenibili avventure che – lo sanno pure le pietre – ormai non si può più permettere. In quella sede, sarà necessario porre il problema della casa dei cittadini residenti all’estero come un problema di giustizia e di parità rispetto ai cittadini in Italia, assimilandola alla prima casa. Anche per il ritorno di natura economica e sociale che la conservazione della casa in Italia da parte dei nostri emigrati comporta, soprattutto in sede locale. Per arrivare a questo, tuttavia, sarà necessario anche fare una battaglia di carattere più generale per allentare il cappio al collo che oggi soffoca l’autonomia dei nostri comuni.

Questo cercheremo di fare in caso di rinnovata presenza in Parlamento, rinunciando oggi a facili e ingannevoli posizioni propagandistiche, cercando di essere coerenti con gli impegni assunti, come abbiamo fatto in questi anni, e assumendoci la responsabilità degli atti compiuti”.

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