Data odierna 20-09-2017

È stata assegnata alla Commissione Affari Costituzionali della Camera la proposta di legge dell’onorevole Marco Zacchera (Pdl), sottoscritta anche dal collega Migliori, per modificare la legge...

È stata assegnata alla Commissione Affari Costituzionali della Camera la proposta di legge dell’onorevole Marco Zacchera (Pdl), sottoscritta anche dal collega Migliori, per modificare la legge sul voto all’estero – “Modifiche alla legge 27 dicembre 2001, n. 459, recante norme per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all’estero”. Il testo inizierá l’iter dalla sede referente per poi essere sottoposto ai pareri delle Commissioni Giustizia, Affari Esteri, Bilancio, Lavoro e Affari Sociali.
Obiettivo dell’iniziativa, spiega Zacchera, quello di “rendere più credibile la partecipazione alle elezioni nazionali e ai referendum dei cittadini italiani residenti all’estero, che rappresenta un fondamentale adempimento costituzionale (l’articolo 56 della Costituzione) ma, ancor prima, un importante mezzo di collegamento con la madrepatria”.
All’indomani delle elezioni del 2006 e del 2008, tante sono state le criticitá emerse, non nel merito quanto nelle modalitá del voto, che Zacchera elenca nella presentazione del testo: “segretezza del voto per corrispondenza, problematiche attinenti allo scrutinio, accertamento del requisito della residenza all’estero”.
“Con la presente proposta di legge si intende garantire la massima sicurezza del procedimento, con le necessarie garanzie per la segretezza, la genuinitá e l’efficacia del voto”, spiega il deputato Pdl che aggiunge: “per fare questo è necessario istituire seggi elettorali presso i consolati e le altre sedi di rappresentanza istituzionale (consolati onorari, istituti di cultura, scuole, patronati, sedi dell’Istituto nazionale per il commercio estero o altre sedi) sotto la tutela e il controllo delle autoritá consolari e delle Forze dell’ordine, presentando le documentazioni relative all’iscrizione all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), per comprovare questo diritto”.
Ma, precisa Zacchera, “date la vastitá del territorio della circoscrizione Estero e le derivanti grandi distanze che separano spesso le residenze degli elettori rispetto alle localitá dove possono essere organizzati dei seggi, nonché la dispersione di tali residenze, a coloro che vogliono avvalersi di questo diritto – perché veramente interessati delle vicende politiche italiane e impossibilitati di recarsi al seggio per questioni di praticitá – deve essere quindi offerta un’altra possibilitá. Questa possibilitá puó essere realizzata prevedendo l’opzione di avvalersi del voto per corrispondenza, richiedendo all’ufficio competente il plico per votare che sará poi fatto pervenire all’ufficio consolare. In questo modo si eviterá di inondare il territorio di milioni di plichi che potrebbero essere manipolati, come è stato denunciato in passato, spalancando le porte a possibili brogli”.
Altra “utile novitá” da introdurre sarebbe “la stampa dei plichi da parte dell’Istituto poligrafico e zecca dello Stato e non più delle tipografie locali, con una documentata distribuzione ai consolati di riferimento e con la restituzione altrettanto documentata dei plichi non utilizzati. Questo sistema – spiega Zacchera – non solo ridurrá la circolazione, e quindi il rischio di manipolazioni, ma – limitandone la consegna solo agli interessati – ridurrá sensibilmente anche i costi con un significativo risparmio”.
Quanto alla residenza dei candidati essi “dovranno essere rigorosamente scelti fra cittadini di comprovata residenza all’estero e iscritti all’AIRE da almeno tre anni prima della consultazione elettorale, periodo di residenza riducibile fino a un anno in caso di elezioni anticipate di oltre centottanta giorni rispetto alla loro naturale scadenza”.
Richiamata la riforma dei Comites, ancora al Senato, il deputato ricorda che le elezioni dei Comitati “potrebbero essere organizzate mediante lo stesso sistema elettorale, abituando pertanto gli elettori a recarsi a un seggio o a richiedere di esercitare il voto per posta. Non c’è dubbio – osserva – che quanto previsto comporterá una riduzione del numero dei partecipanti al voto, ma saranno meglio tutelati i diritti dei cittadini italiani residenti all’estero che effettivamente partecipano alla vita delle nostre comunitá e che sono interessati alle vicende politiche nazionali. Ció comporterá di fatto anche una riduzione delle spese generali per le elezioni all’estero, soprattutto dopo che il nuovo meccanismo sará entrato a regime”.
Concludendo, Zacchera sottolinea che “quanto previsto dalla proposta di legge tende a interpretare i desideri di numerosi nostri connazionali che in modo singolo o tramite i Comites o mediante libere associazioni hanno elaborato proposte similari che, anche in sede di audizioni presso gli organi parlamentari, dovrebbero essere debitamente prese in considerazione”. Tre gli articoli che compongono il testo.
Art. 1.
1. Alla legge 27 dicembre 2001, n. 459, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 2 dell’articolo 1 è sostituito dal seguente:
“2. Gli elettori di cui al comma 1 votano:
a) nelle sezioni consolari di cui all’articolo 12-bis;
b) su loro richiesta, per corrispondenza»;
b) l’articolo 4 è sostituito dal seguente:
“Art. 4. – 1. In occasione di ogni consultazione elettorale l’elettore puó:
a) esercitare l’opzione per il voto in Italia di cui all’articolo 1, comma 3;
b) chiedere di votare per corrispondenza ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera b).
2. Le manifestazioni di volontá di cui al comma 1 si perfezionano dandone comunicazione scritta alla rappresentanza diplomatica o consolare operante nella circoscrizione consolare di residenza entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello previsto per la scadenza naturale della legislatura. In caso di scioglimento anticipato delle Camere o di indizione di referendum popolare, l’elettore puó esprimere le manifestazioni di volontá di cui al citato comma 1 entro il decimo giorno successivo all’indizione delle votazioni.
3. Il Ministero degli affari esteri comunica, senza ritardo, al Ministero dell’interno i nominativi degli elettori che hanno espresso le manifestazioni di volontá ai sensi dei commi 1 e 2. Almeno trenta giorni prima della data stabilita per le votazioni in Italia il Ministero dell’interno comunica i nominativi degli elettori che hanno esercitato l’opzione per il voto in Italia ai comuni di ultima residenza in Italia. I comuni adottano le conseguenti misure necessarie per l’esercizio del voto in Italia.
4. Entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente articolo le rappresentanze diplomatiche e consolari, sulla base delle istruzioni impartite a tale fine dal Ministero degli affari esteri, informano, con apposita comunicazione, l’elettore della possibilitá di esprimersi ai sensi dei commi 1 e 2 specificando in particolare che l’eventuale manifestazione di volontá è valida esclusivamente per una consultazione elettorale o referendaria e che deve essere esercitata nuovamente in occasione della successiva consultazione.
5. L’elettore che intenda esprimersi ai sensi dei commi 1 e 2 per la prima consultazione elettorale o referendaria successiva alla data di entrata in vigore del presente articolo lo comunica, entro il sessantesimo giorno dalla ricezione della comunicazione, alla rappresentanza diplomatica o consolare operante nella circoscrizione consolare di residenza e comunque entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello previsto per la scadenza naturale della legislatura»;
c) l’articolo 8 è sostituito dal seguente:
“Art. 8. – 1. Ai fini della presentazione dei contrassegni e delle liste per l’attribuzione dei seggi da assegnare nella circoscrizione Estero si osservano, in quanto compatibili, le norme degli articoli da 14 a 17 e da 18-bis a 26 del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni, e in ogni caso le seguenti disposizioni:
a) le liste di candidati sono presentate per ciascuna delle ripartizioni di cui al comma 1 dell’articolo 6;
b) i candidati devono essere residenti ed elettori nella relativa ripartizione da almeno tre anni. In caso di elezioni politiche anticipate di almeno centottanta giorni rispetto alla loro naturale scadenza tale termine è ridotto dello stesso periodo di anticipazione del voto, comunque prevedendo almeno un anno di residenza all’estero;
c) la presentazione di ciascuna lista deve essere sottoscritta da almeno 500 e da non più di 1.000 elettori residenti nella relativa ripartizione;
d) le liste dei candidati devono essere presentate alla cancelleria della corte di appello di Roma dalle ore 8 del trentacinquesimo giorno alle ore 20 del trentaquattresimo giorno antecedenti quello delle votazioni.
2. Più partiti o gruppi politici possono presentare liste comuni di candidati. In tale caso, le liste devono essere contrassegnate da un simbolo composito, formato dai contrassegni di tutte le liste interessate.
3. Le liste sono formate da un numero di candidati almeno pari al numero dei seggi da assegnare nella ripartizione e non superiore al doppio di esso. Nessun candidato puó essere incluso in più liste, anche se con il medesimo contrassegno.
4. Gli elettori residenti all’estero che non hanno esercitato l’opzione di cui all’articolo 1, comma 3, non possono essere candidati nelle circoscrizioni del territorio nazionale”;
d) l’articolo 11 è sostituito dal seguente:
“Art. 11. – 1. L’assegnazione dei seggi tra le liste concorrenti è effettuata in ragione proporzionale per ciascuna ripartizione, con le modalitá previste dagli articoli 15 e 16.
2. Le schede sono di carta consistente, di colore diverso per ciascuna votazione e per ciascuna ripartizione; sono stampate dall’Istituto poligrafico e zecca dello Stato e fornite, sotto la responsabilitá del Ministero degli affari esteri, attraverso le rappresentanze diplomatiche e consolari, con le caratteristiche essenziali del modello di cui alle tabelle A, B, C e D allegate alla presente legge e riproducono in facsimile i contrassegni di tutte le liste di candidati presentate nella ripartizione. L’ordine dei contrassegni è stabilito secondo le modalitá previste per le liste di candidati dall’articolo 24, numero 2), del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni. Accanto ad ogni contrassegno, nell’ambito degli stessi spazi, sono stampate le righe per l’attribuzione del voto di preferenza.
3. L’elettore vota in modo personale ed uguale, libero e segreto tracciando un segno sul contrassegno corrispondente alla lista da lui prescelta o comunque sul rettangolo che lo contiene. Ciascun elettore puó inoltre esprimere due voti di preferenza nelle ripartizioni alle quali sono assegnati due o più deputati o senatori e un voto di preferenza nelle altre. Il voto di preferenza è espresso scrivendo il cognome del candidato nella apposita riga posta accanto al contrassegno votato. È nullo il voto di preferenza espresso per un candidato incluso in un’altra lista. Il voto di preferenza espresso validamente per un candidato è considerato quale voto alla medesima lista se l’elettore non ha tracciato un altro segno in un altro spazio della scheda”;
e) l’articolo 12 è sostituito dai seguenti:
“Art. 12. – 1. Il Ministero dell’interno consegna all’Istituto poligrafico e zecca dello Stato le liste dei candidati e i modelli delle schede elettorali non più tardi del ventiseiesimo giorno antecedente la data delle votazioni. L’Istituto provvede alla stampa del materiale elettorale e lo trasmette alle rappresentanze diplomatiche e consolari per il tramite del Ministero degli affari esteri.
2. Sulla base delle istruzioni fornite dal Ministero degli affari esteri, le rappresentanze diplomatiche e consolari provvedono a inserire il materiale ricevuto nel plico di cui al comma 3.
3. Non oltre diciotto giorni prima della data stabilita per le votazioni in Italia, gli uffici consolari inviano agli elettori che non hanno esercitato l’opzione di cui all’articolo 1, comma 3, e che hanno espresso la volontá di cui al medesimo articolo 1, comma 2, lettera b), il plico contenente il certificato elettorale, la scheda elettorale e la relativa busta e una busta affrancata recante l’indirizzo dell’ufficio consolare competente; il plico contiene, altresí, un foglio con le indicazioni delle modalitá per l’espressione del voto, il testo della presente legge e le liste dei candidati nella ripartizione di appartenenza di cui all’articolo 6.
4. Nel caso in cui le schede elettorali siano più di una per ciascun elettore, esse sono spedite nello stesso plico e sono inviate dall’elettore in un’unica busta. Un plico non puó contenere i documenti elettorali di più di un elettore.
5. Gli elettori di cui al presente articolo che, a quattordici giorni dalla data delle votazioni in Italia, non hanno ricevuto al proprio domicilio il plico di cui al comma 3 possono farne richiesta al capo dell’ufficio consolare; questi, all’elettore che si presenti personalmente, puó rilasciare, previa annotazione su un apposito registro, un altro certificato elettorale munito di apposito sigillo e una seconda scheda elettorale che deve comunque essere inviata secondo le modalitá di cui ai commi 4 e 6.
6. Una volta espresso il proprio voto sulla scheda elettorale, l’elettore introduce nell’apposita busta la scheda o le schede elettorali, sigilla la busta, l’introduce nella busta affrancata unitamente al tagliando staccato dal certificato elettorale comprovante l’esercizio del diritto di voto e la spedisce non oltre il decimo giorno precedente la data stabilita per le votazioni in Italia. Le schede e le buste che le contengono non devono recare alcun segno di riconoscimento.
7. I responsabili degli uffici consolari inviano, senza ritardo, all’ufficio centrale per la circoscrizione Estero le buste comunque pervenute non oltre le ore 16, ora locale, del giovedí antecedente la data stabilita per le votazioni in Italia, unitamente alla comunicazione del numero degli elettori della circoscrizione consolare che non hanno esercitato l’opzione di cui all’articolo 1, comma 3. Le buste sono inviate con una spedizione unica, per via aerea e con valigia diplomatica.
8. I responsabili degli uffici consolari provvedono, dopo l’invio dei plichi in Italia, a un secondo e distinto invio in Italia, all’Istituto poligrafico e zecca dello Stato, delle schede pervenute dopo la scadenza del termine di cui al comma 7 e di quelle stampate per i casi di cui al comma 5 del presente articolo e non utilizzate nelle operazioni di voto di cui all’articolo 12-bis. L’Istituto verifica la corrispondenza tra il materiale trasmesso, il materiale utilizzato e quello restituito: in caso di esito positivo, procede all’incenerimento del materiale, redigendo un apposito verbale; in caso di esito negativo, trasmette gli atti alla procura della Repubblica presso il tribunale di Roma.
Art. 12-bis. – 1. Gli elettori che non hanno esercitato l’opzione di cui all’articolo 1, comma 3, e che non hanno espresso la volontá di cui al medesimo articolo 1, comma 2, lettera b), possono votare presso le sezioni consolari appositamente istituite nel territorio dello Stato estero in cui si trovano.
2. Le sezioni consolari di cui al comma 1 sono istituite presso i consolati d’Italia, gli istituti di cultura, le scuole italiane e altri locali eventualmente messi a disposizione dallo Stato estero. Qualora tali locali non risultino in misura sufficiente, la scelta di ulteriori sedi per l’istituzione delle sezioni elettorali dovrá cadere su locali utilizzati dallo Stato italiano o su altri locali idonei alle operazioni di voto, evitando che i seggi stessi siano ubicati presso sedi di partiti politici o di organismi sindacali, italiani o stranieri, ovvero in edifici destinati al culto o ad attivitá industriali e commerciali. Ai fini del presente articolo, per uffici consolari si intendono i consolati generali di 1a categoria, i consolati di 1a categoria, i vice consolati di 1a categoria e le agenzie consolari di 1a categoria. Le relative circoscrizioni comprendono quelle degli uffici consolari che sono ad essi aggregati con decreto del Ministro degli affari esteri. Nei Paesi membri dell’Unione europea in cui non esistono gli uffici consolari di 1a categoria indicati, le funzioni elettorali previste dal presente articolo sono svolte dalle ambasciate.
3. Il Ministero degli affari esteri redige, sulla base degli elenchi di cui all’articolo 5, la lista elettorale di coloro che rientrano nella previsione del comma 1 del presente articolo e provvede al successivo inoltro alle rappresentanze diplomatiche e consolari, le quali, sulla base della lista ricevuta, procedono, entro il quindicesimo giorno precedente la data della votazione, a spedire il certificato elettorale agli elettori di cui al presente articolo, dando loro notizia del giorno e degli orari della votazione, nonché della localitá della votazione.
4. Gli elettori di cui al comma 3 che, entro il quinto giorno precedente quello della votazione, non hanno ricevuto a domicilio il certificato elettorale, possono farne richiesta al capo dell’ufficio consolare della circoscrizione, il quale, accertato preventivamente che il nominativo dell’elettore richiedente è incluso negli elenchi trasmessi dal Ministero dell’interno ai sensi del comma 3, rilascia un’apposita certificazione per l’ammissione al voto e provvede a includere i nomi degli elettori interessati in appositi elenchi, aggiunti a quelli previsti dal citato comma 3, da consegnare ai presidenti delle sezioni alle quali gli elettori stessi sono assegnati.
5. La data e l’orario per la votazione degli elettori italiani di cui al comma 3 che, salvo il fuso orario, devono possibilmente coincidere con quelli fissati per le elezioni che hanno luogo nel territorio nazionale, nonché la data e l’orario per le conseguenti operazioni di scrutinio sono determinati, per ciascun Paese, con decreto del Ministro dell’interno, previe intese con i governi dei Paesi stessi stipulate dal Ministero degli affari esteri. Le rappresentanze diplomatiche e consolari italiane, dalla data della votazione nei rispettivi Paesi, stabilita ai sensi del presente comma, danno avviso alle comunitá italiane del luogo a mezzo di manifesti da affiggere nella sede della rappresentanza e con ogni altro idoneo mezzo di comunicazione.
6. Gli elettori di cui al comma 3, se rimpatriano, possono esprimere il voto presso la sezione nelle cui liste sono iscritti. A tal fine essi devono comunicare entro il giorno precedente quello della votazione, al sindaco del comune nelle cui liste elettorali sono iscritti, che intendono votare nel comune stesso. Il sindaco dá atto di tale comunicazione in calce al certificato elettorale. Di tale annotazione il presidente dell’ufficio elettorale di sezione prende nota accanto al nominativo dell’elettore, nelle liste della sezione.
7. Salvo quanto disposto dal presente articolo, le operazioni di votazione nelle sezioni consolari hanno luogo secondo le disposizioni del titolo IV del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni.
8. Gli elettori, per essere ammessi a votare nelle sezioni di cui al comma 1, devono esibire il certificato elettorale. Ha, inoltre, diritto di votare chi si presenta munito del certificato elettorale attestante la sua assegnazione alla sezione, anche se non iscritto nel relativo elenco degli elettori: in tal caso gli elettori, all’atto della votazione, sono iscritti, a cura del presidente, in calce all’elenco degli elettori della sezione e di essi è presa nota nel verbale.
9. Le schede votate sono immesse nell’unica urna di cui il seggio è dotato.
10. Alle sezioni elettorali istituite ai sensi del presente articolo non si applicano le disposizioni degli articoli 49, 50, 51, 52, 53 e 54 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni, degli articoli 8 e 9 della legge 23 aprile 1976, n. 136, e successive modificazioni.
11. Il presidente, gli scrutatori e il segretario del seggio votano, previa esibizione dei documenti, nella sezione presso la quale esercitano il loro ufficio anche se sono iscritti come elettori in un’altra sezione, costituita all’estero ai sensi del presente articolo.
12. I rappresentanti delle liste dei candidati votano nella sezione presso la quale esercitano il loro ufficio, oppure, se non sono iscritti come elettori in alcuna delle sezioni costituite all’estero, previa esibizione del certificato elettorale.
13. I certificati medici eventualmente richiesti dagli elettori agli effetti dell’articolo 55 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni, possono essere rilasciati da un medico del luogo di residenza o domicilio dell’elettore.
14. Il capo dell’ufficio consolare mette a disposizione i locali utilizzati dallo Stato italiano che risultano idonei allo svolgimento della propaganda elettorale per i partiti presenti con propria lista.
15. Con dichiarazione scritta, autenticata da un notaio o da un sindaco o da un’autoritá diplomatica o consolare, i delegati dei partiti o gruppi politici che hanno presentato e che hanno avuto ammessa una lista di candidati in almeno una ripartizione elettorale nella circoscrizione Estero, o persone da essi autorizzate con atto autenticato nei modi indicati dal presente comma, hanno diritto di designare:
a) un rappresentante effettivo e uno supplente del partito o del gruppo politico per ciascuna circoscrizione consolare del Paese per il quale sono stati designati, perché siano sentiti dal capo dell’ufficio consolare, per la nomina degli scrutatori e dei segretari dei seggi istituiti nella circoscrizione stessa, nonché per l’azione da lui svolta;
b) un rappresentante effettivo e uno supplente presso l’ufficio di ciascuna sezione istituita nella circoscrizione consolare.
16. Per le designazioni di cui al comma 15, i delegati devono dimostrare la loro qualifica. Nel caso che alla designazione dei rappresentanti di cui alle lettere a) e b) del medesimo comma provvedano delegati dei delegati, il notaio, il sindaco o l’ufficiale diplomatico o consolare, nell’autenticare la firma, danno atto dell’esibizione loro fatta della ricevuta rilasciata dal Ministero dell’interno all’atto del deposito del contrassegno di lista.
17. Le designazioni di cui al comma 15, lettera a), sono presentate entro il ventiduesimo giorno precedente quello della votazione al capo dell’ufficio consolare; quelle di cui alla lettera b) del medesimo comma sono presentate entro il giorno precedente quello della votazione, al capo del predetto ufficio, che ne deve curare la trasmissione ai presidenti delle sezioni consolari, ovvero direttamente ai singoli presidenti delle sezioni prima dell’inizio della votazione.
18. La nomina dei presidenti di seggio per ogni sezione consolare è effettuata dal presidente della corte d’appello di Roma entro il quindicesimo giorno precedente quello della votazione, fra gli iscritti a un elenco di elettori residenti nel Paese che sono idonei all’ufficio. La nomina è comunicata agli interessati per il tramite delle rappresentanze consolari competenti. L’elenco di cui al presente comma è formato dalla cancelleria della corte d’appello di Roma, secondo norme stabilite con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con i Ministri degli affari esteri e dell’interno, entro il quinto giorno successivo a quello della pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi. In caso di impedimento del presidente nominato con le modalitá di cui al presente comma, il capo dell’ufficio consolare procede a nominare un altro elettore idoneo, prima della costituzione dell’ufficio elettorale di sezione. Tra il quindicesimo e l’ottavo giorno precedente quello della votazione, il capo dell’ufficio consolare nomina tra gli elettori italiani residenti nel Paese, sentiti i rappresentanti di cui al comma 15, un segretario e tre scrutatori, di cui uno, a scelta del presidente, assumerá le funzioni di vice presidente, per ogni ufficio di sezione istituito. Nel caso in cui il segretario non sia presente all’atto dell’insediamento del seggio o ne sia mancata la designazione, si applicano le disposizioni del secondo comma dell’articolo 41 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361. È escluso dalle funzioni di presidente, di scrutatore e di segretario delle sezioni consolari, il personale di ruolo del Ministero degli affari esteri in servizio presso le rappresentanze diplomatiche e consolari. Prima dell’insediamento del seggio, il capo dell’ufficio consolare provvede a far consegnare al presidente di ogni sezione consolare:
a) il plico sigillato contenente il bollo della sezione;
b) copia dei provvedimenti di nomina degli scrutatori e del segretario;
c) le designazioni dei rappresentanti di lista;
d) un’urna per la votazione;
e) un congruo numero di matite copiative da utilizzare per l’espressione del voto;
f) un esemplare dell’elenco degli elettori della sezione nonché un esemplare degli elenchi aggiunti;
g) tre copie del manifesto contenente le liste dei candidati;
h) il pacco delle schede sigillate, con l’indicazione, sull’involucro esterno, del numero delle schede contenute.
19. Al presidente e ai componenti degli uffici elettorali di sezione istituiti ai sensi del presente articolo è corrisposto dal capo dell’ufficio consolare un onorario fisso ammontante, rispettivamente, a 60 euro e 30 euro al lordo delle ritenute di legge. Ad essi spetta, inoltre, se non residenti nel luogo della votazione, il trattamento economico di missione, in applicazione delle norme relative ai dipendenti statali e nella misura, rispettivamente, corrispondente a quella che spetta, per le missioni compiute nel territorio nazionale, ai consiglieri di Corte di cassazione e ai consiglieri di corte d’appello. Ai dipendenti statali con qualifica superiore spetta il trattamento di missione inerente alla qualifica rivestita.
20. Dopo che gli elettori hanno votato, il presidente procede alle operazioni previste dall’articolo 67 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni.
21. Successivamente a quanto previsto al comma 20, il presidente del seggio suddivide le schede votate per circoscrizione consolare e chiude ogni gruppo di schede in un plico che, sigillato con il bollo della sezione, è recapitato immediatamente al capo dell’ufficio consolare, il quale inoltra i plichi stessi, per via aerea, a mezzo di corriere diplomatico accompagnato, all’ufficio centrale per la circoscrizione Estero presso la corte d’appello di Roma. I plichi formati ai sensi dell’articolo 67 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni, devono essere consegnati, contemporaneamente, da appositi incaricati, al capo dell’ufficio consolare, il quale provvede per via aerea, a mezzo di corriere diplomatico accompagnato, a inoltrare i suddetti plichi alla corte d’appello di Roma. Ogni ufficio di sezione deve provvedere a restituire l’urna, il timbro, le matite e il materiale non consumato al capo dell’ufficio consolare che ne cura la conservazione e la restituzione ai competenti uffici.
22. Alle operazioni di spoglio e di scrutinio dei voti inviati dagli uffici consolari ai sensi del presente articolo si provvede ad opera degli uffici di cui agli articoli 14 e 15, con le procedure in essi previste in quanto compatibili.
23. Il Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro degli affari esteri, con proprio decreto da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, adotta il regolamento di attuazione del presente articolo, nel rispetto della paritá dei partiti politici italiani e dei princípi della libertá di riunione e di propaganda politica, nonché della segretezza e della libertá del voto, assicurando, altresí, che la partecipazione alla propaganda elettorale o ad operazioni previste dalla presente legge non comporti alcun pregiudizio ai fini della conservazione del posto di lavoro e della tutela dei diritti individuali degli elettori”;
f) il comma 1 dell’articolo 13 è sostituito dal seguente:
“1. Presso l’ufficio centrale per la circoscrizione Estero è costituito un seggio elettorale per ogni cinquemila elettori residenti all’estero che non abbiano esercitato l’opzione di cui all’articolo 1, comma 3, e che abbiano espresso la volontá di cui all’articolo 1, comma 2, lettera b), con il compito di provvedere alle operazioni di spoglio e di scrutinio dei voti inviati dagli elettori. Ciascun seggio elettorale è competente per lo spoglio dei voti provenienti da un’unica ripartizione di cui all’articolo 6, comma 1. L’assegnazione delle buste contenenti le schede ai singoli seggi è effettuata a cura dell’ufficio centrale per la circoscrizione Estero”.
Art. 2.
1. Dopo l’articolo 6 del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, è inserito il seguente:
“Art. 6-bis. – 1. La presentazione della dichiarazione di accettazione della candidatura è corredata del certificato di nascita, o documento equipollente, e del certificato d’iscrizione nelle liste elettorali di un comune della Repubblica; per i candidati alla circoscrizione Estero il certificato d’iscrizione all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) deve attestare che la residenza all’estero prosegue ininterrottamente da almeno tre anni, salvo il caso di elezioni politiche anticipate previsto dall’articolo 8 della legge 27 dicembre 2001, n. 459, e successive modificazioni.
2. La falsitá o la non attualitá delle condizioni soggettive attestate con i documenti di cui al comma 1 sono eccepite in sede di procedimento di ammissione delle candidature, da parte di chiunque vi abbia interesse. Il rigetto dell’eccezione è impugnabile con le modalitá previste per gli atti elettorali preparatori.
3. Qualora, successivamente all’elezione, venga meno in capo all’eletto l’iscrizione all’AIRE, ovvero essa sia carente al momento della candidatura ma non sia stata rilevata in sede di ammissione delle liste, la Camera di cui l’interessato fa parte gliela contesta, secondo le norme del rispettivo Regolamento. L’interessato ha dieci giorni di tempo per formulare osservazioni.
4. Entro i dieci giorni successivi alla scadenza del termine di cui al comma 3, su proposta della Giunta competente, l’Assemblea della Camera di appartenenza dell’interessato delibera definitivamente e, ove ritenga fondato l’addebito, lo dichiara decaduto, se del caso mediante l’annullamento della convalida dell’elezione. La deliberazione è depositata nella segreteria dell’Assemblea il giorno successivo ed è notificata, entro i cinque giorni successivi, a colui che è stato dichiarato decaduto.
5. Le deliberazioni di cui al presente articolo sono adottate di ufficio o su istanza di qualsiasi elettore”.
Art. 3.
1. Entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il Governo provvede ad apportare le modifiche necessarie all’articolo 18 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 2 aprile 2003, n. 104, al fine di adeguarlo a quanto disposto dalla legge 27 dicembre 2001, n. 459, come da ultimo modificata dall’articolo 1 della presente legge”.

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