Data odierna 20-09-2017

Le considerazione della relatrice Mosca e le precisazioni del vice presidente della Commissione Esteri Narducci. Ora il provvedimento passa all’esame del Senato. Con un voto quasi unanime,...

Guarda le immagini VIA LIBERA DELL’AULA AL DISEGNO DI LEGGE SUGLI INCENTIVI FISCALI PER IL RIENTRO DEI LAVORATORI IN ITALIA

Le considerazione della relatrice Mosca e le precisazioni del vice presidente della Commissione Esteri Narducci. Ora il provvedimento passa all’esame del Senato. Con un voto quasi unanime, su 490 deputati presenti 485 hanno votato sí e 5 si sono astenuti, la Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge sugli incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia. Il provvedimento si rivolge ai soggetti di etá inferiore ai quaranta anni, che abbiano risieduto continuativamente per almeno ventiquattro mesi in Italia, che studiano, lavorano o che hanno conseguito una specializzazione post lauream all’estero e che decidono di fare rientro nel nostro paese. Per costoro è introdotto uno specifico beneficio fiscale che prevede una base imponibile ridotta,  pari al 30% per uomini e al 20% per le donne. Ora il disegno di legge passerá all’esame del Senato.

“La nostra proposta – ha spiegato in Aula la relatrice del disegno di legge Alessia Maria Mosca  -  cerca di dare una prima risposta al fenomeno della fuga di cervelli, senza dimenticare la necessitá di valorizzare la mobilitá”. La relatrice dopo aver ricordato che alla stesura del testo hanno collaborato anche una serie di associazioni di giovani residenti all’estero, ha puntualizzato come questo provvedimento in pratica estenda gli incentivi, in parte giá previsti per ricercatori e ai professori universitari, ad una platea più ampia formata dai laureati che esercitano all’estero altre professioni.

Durante la fase conclusiva del dibattito ha preso la parola anche il vice presidente della Commissione Esteri Franco Narducci che ha precisato come , alla luce delle modifiche sostanziali apportate dall’Aula sul testo per quanto riguarda i vincoli territoriali rispetto alle regioni del sud e le sollecitazioni imposte dal provvedimento sulla rete diplomatico-consolare., il parere negativo espresso dalla III Commissione sul disegno di legge risulti ora meno rilevante.

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