Data odierna 25-09-2017

Così anche la CITIBANK, come a suo tempo l’Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane (ICBPI), non essendo riuscita a risolvere compiutamente la verifica dell’esistenza in vita dei pensionati...

Verifica dell’esistenza in vita dei pensionati INPS all’estero

Così anche la CITIBANK, come a suo tempo l’Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane (ICBPI), non essendo riuscita a risolvere compiutamente la verifica dell’esistenza in vita dei pensionati INPS residenti all’estero, è dovuta ricorrere alla Western Union. Infatti per tutti quei pensionati che ancora non risultano aver attestato la loro esistenza in vita (peraltro non sempre per propria colpa ma soprattutto per la mala gestione della verifica, da parte prima dell’ICBPI poi della CITIBANK, ovvero per la farraginosità dei sistemi adottati) e che, quindi, non stanno ricevendo la loro pensione da mesi e mesi, adesso, come informa l’INPS con un suo comunicato “(..) è stata concordata la localizzazione del pagamento della sola rata di luglio a sportelli Western Union per la riscossione personale da parte dei pensionati (con esclusione di delegati e tutori), già sperimentata negli scorsi anni. Come avvenuto negli anni scorsi, la riscossione personale da parte del pensionato allo sportello Western Union costituisce prova dell’esistenza in vita. Per incassare il pagamento il pensionato dovrà esibire un documento in corso di validità con foto e con dati anagrafici corrispondenti a quelli con i quali è stato disposto il pagamento. Una volta completata in tal modo la verifica, il pagamento delle rate successive della pensione viene effettuato secondo le ordinarie modalità. Tuttavia, per produrre il suddetto effetto, la riscossione personale da parte del pensionato deve avvenire entro il 19 luglio p.v., in tempo utile per la predisposizione delle rate di agosto da parte di Citibank. Nel caso in cui il pensionato non riscuota la pensione entro la suddetta data o, nel frattempo, non faccia pervenire l’ordinaria attestazione dell’esistenza in
vita, i pagamenti della pensione saranno sospesi a partire dalla rata di agosto p.v.. Si precisa che, malgrado la sospensione della pensione la rata di luglio resterà disponibile presso Western Union fino al 25 settembre p.v.. Il pensionato, quindi, entro tale ultima data avrà ancora la possibilità di riscuotere la pensione e dimostrare in questo modo di essere in vita. In alternativa, avrà la possibilità di far pervenire in ogni momento l’ordinaria attestazione di esistenza in vita e chiedere il ripristino dei pagamenti. Riassumendo, nel caso in cui il pagamento in contante della rata di luglio fosse incassato dopo la scadenza del 19 luglio 2012, il ripristino dei pagamenti della pensione avverrà come segue:
• se la riscossione della rata di luglio avverrà tra il 20 luglio 2012 e il 19 agosto 2012, il ripristino dei pagamenti delle pensioni
• avverrà a partire del rateo di Settembre 2012.
se il ritiro del pagamento di luglio avverrà tra il 20 agosto 2012 e il 19 settembre 2012, il ripristino dei pagamenti delle pensioni
• avverrà a partire del rateo di Ottobre 2012.
se il ritiro del pagamento di luglio avverrà tra il 20 settembre 2012 e il 25 settembre 2012, il ripristino dei pagamenti delle pensioni
• avverrà a partire del rateo di Novembre 2012.

In questi casi, il pensionato richiederà la riemissione delle rate eventualmente sospese alla struttura INPS che gestisce la pensione, che potrà disporre il pagamento solo previa verifica dell’avvenuto accertamento da parte della Banca, accedendo al sistema CitiDirect, o dopo aver accertato con modalità alternative l’esistenza in vita del pensionato. Per avvertire i pensionati della possibilità di riscuotere la pensione presso Western Union, Citibank invierà una comunicazione personalizzata secondo il modello già in uso per i pensionati che riscuotono ordinariamente la pensione attraverso il suddetto Operatore. (..)”. Da parte nostra apprezziamo, naturalmente, lo sforzo dell’INPS, sollecitato dai Patronati, per riuscire a porre finalmente fine a questo tormentone della verifica dell’esistenza in vita a cui sono stati sottoposti ripetutamente da oltre un anno i pensionati emigrati, anche se temiamo che il problema del mancato percepimento della pensione INPS resterà ancora irrisolto per molti pensionati. Quantomeno per tutti quelli che vivono in alcuni Paesi in cui, come ricorda ancora l’INPS nel suo comunicato, “(..) la riscossione personale non sarà comunque effettuata: in Sud Africa, Serbia, Bosnia, Ungheria, Macedonia, India, Sri Lanka, Bangladesh, Antille Olandesi, Nigeria, Swaziland, Andorra, Repubblica di Corea, Cuba, Siria e Iran. In tali Paesi, non essendo stato possibile assicurare modalità di pagamento che offrano sufficienti garanzie di assenza di rischio di pagamento a persona diversa dal beneficiario, si procederà alla sospensione delle pensioni intestate ai soggetti che non hanno fatto pervenire l’attestazione richiesta. (..)”. Pertanto per i pensionati INPS che vivono in questi Paesi il problema economico è , ovviamente, gravissimo perché sono nazioni prive di qualsiasi protezione sociale: basti pensare alla situazione drammatica, denunciata dai
Comites, dai rappresentanti del Cgie e dai patronati, in cui si trovano tantissimi pensionati italiani residenti in Sud Africa. Vogliamo sperare che l’INPS, si faccia carico comunque di risolvere al più presto la situazione di questi pensionati che ormai quotidianamente assediano gli uffici dei patronati ed i consolati italiani per avere notizie della loro pensione.
Ma l’intera vicenda della verifica dell’esistenza in vita, vissuta in quest’ultimo anno e mezzo dai pensionati INPS emigrati, di cui siamo stati testimoni come operatori di patronato e come rappresentanti degli italiani all’estero nei Comites e nel Cgie, ci porta a ribadire ancora una volta un concetto già espresso in passato e cioè che quello a cui sono stati, e sono tuttora, sottoposti i pensionati INPS residenti all’estero è un trattamento inaccettabile, che, a nostro avviso, mai l’Istituto previdenziale si sarebbe potuto permettere di usare con i pensionati in Italia. E non ci si venga a dire che la colpa è dell’ICBPI o della Citibank, cioè delle banche che vincono i bandi di concorso per il pagamento delle pensioni all’estero. No, la responsabilità è dell’INPS che non può permettersi di abbandonare i suoi pensionati in balia di questo e quell’istituto bancario indipendentemente che risiedano sul territorio nazionale o all’estero. Una vera e propria vergogna per l’ente previdenziale e, in definitiva, per l‘Italia!

Dino Nardi, coordinatore UIM per l’Europa e membro Cgie

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