Data odierna 24-09-2017

Coordinatore della Saig, organismo che raggruppa tutte le associazioni italiane attive nella circoscrizione di Ginevra, Carmelo Vaccaro si scaglia oggi contro Thierry Meury, comico e giornalista autore...

Coordinatore della Saig, organismo che raggruppa tutte le associazioni italiane attive nella circoscrizione di Ginevra, Carmelo Vaccaro si scaglia oggi contro Thierry Meury, comico e giornalista autore di un articolo “insultante e diffamatorio” nei confronti del Governo italiano e “di tutti gli italiani”, pubblicato nel numero del 28-29 luglio del settimanale “Genève Home Informations”. Oltre a criticare Meury, che definisce “ciarlatano moralista di turno”, Vaccaro riporta anche la reazione del Console italiano a Ginevra, Alberto Colella, che, dopo la pubblicazione dell’articolo, ha voluto incontrare il direttore del settimanale, Charles-André Aymon.
Di seguito la traduzione dell’articolo curata da Vaccaro.
“Impossibile non pensare, arrivando in vacanza in Italia, che questo Paese è ancora governato da Berlusconi, l’uomo dei lifting, dei trapianti, dei sopratacchi, dal sorriso modello pubblicità Colgate, dai 72 anni che cerca di dimenticare accompagnandosi con delle puttanelle in Sardegna. Un uomo dallo spirito limitato al quale il colore della pelle di Obama, l’omosessualità di alcuni suoi avversari o anche i guai dei terremotati dell’Aquila ispirano barzellette che non farebbero ridere nemmeno in una serata in compagnia dell’esercito svizzero. Censore dei comici satirici, degli artisti, dei giornalisti e dei cineasti, questo tizio, rifatto dai piedi alla testa, un Mussolini da operetta, piccolo, complessato, mentalmente deficiente, mafioso non pentito, si fabbrica per giunta delle leggi di auto-amnistia su misura votate dal suo parlamento. In breve, un miliardario morboso e megalomane che nessun popolo civilizzato in un Paese democratico avrebbe eletto e meno che mai rieletto. Non poteva accadere che in Italia…
Ora immaginatevi al volante della vostra auto sulle piccole e grandi strade della Sardegna: se certi turisti dovessero sparire in quest’Isola, non sarebbe colpa di un qualunque gruppo armato di liberazione nazionale. No. Basterebbe la segnaletica stradale a prendere gli stranieri in ostaggio. Anche i GPS perdono il loro inglese! Forse Kafka e Ionesco insieme sono i padroni dell’urbanismo nell’Isola. Ebbene, dopo tre crisi di nervi, ci si dice che i sardi e gli italiani in genere devono partire dal principio che tutte le strade portano a Roma e quelli che non ci vanno non hanno che da sbrigarsela…
In effetti e come avete avuto modo di leggere, la Mafia calabrese e la Ndrangheta hanno visto più di 300 dei suoi membri arrestati recentemente. Nota positiva a relativizzare immediatamente: 300 mafiosi interpellati qui corrispondono più o meno ad un Ministro licenziato da Sarko, che sarebbe una briciola. In Italia, non ci sono affari Woerth (L’affare Woerth si riferisce al Ministro del Lavoro francese Eric Woerth, indagato per conflitto d’interessi nello scandalo Liliane Bettencourt). No, l’Italia è un affare Woerth, nuance”.
“Queste frasi – commenta Vaccaro – non hanno niente di satirico, di comico o di polemico, sembrano più le solite idiozie senza senso di un nevrotico razzista. Sulla base di cosa e a quale titolo un demente del genere si permette di trattare gli italiani ed i suoi governati da incivili e mafiosi? Come è stato possibile che il Direttore del GHI, Charles-André Aymon, abbia dato l’accordo per la pubblicazione di questa schifezza? Chiunque ha il diritto di avere idee politiche diverse o di critica su una persona pubblica, ma disapprovare l’operato del governo di un altro Paese in questo modo non è accettabile ed è una cosa; offendere spudoratamente tutta una Nazione è tutt’altra questione. Questa non è libertà di stampa!”.
“Il sig. Meury – prosegue Vaccaro – da pessimo moralista in cerca di notorietà, ha una visione distolta della democrazia che non corrisponde affatto a quella che conosciamo in Svizzera. Evidentemente, da ignorante, non sa che in primis ha offeso i 45.000 italiani che vivono a Ginevra, tra l’altro, molti lettori del GHI e i circa 500.000 italiani in Svizzera. Indubbiamente, non conosce nemmeno la storia d’Italia ne quella degli italiani nel Mondo”. Per Vaccaro “è scandaloso che un giornale rispettoso come GHI possa diventare lo strumento distruttivo di personaggi indefinibili che, con calunnie e propositi diffamatori, largamente spiana la volgarità di questo scriteriato personaggio che, senza un motivo apparente, si permette di diffamare in questa maniera barbara. Per quale motivo è stato pubblicata questa sporcizia, forse non lo sapremo mai, ma quello che si sa è che noi italiani di Ginevra che abbiamo letto queste calunnie, ci sentiamo gravemente oltraggiati da queste diffamazioni da parte dell’autore e dal GHI, dal quale, ci aspettiamo delle scuse pubbliche per questi eloquenti e inutili insulti”.
Il coordinatore della Saig scrive anche delle reazioni del Console Generale d’Italia, Colella, che, dopo la pubblicazione dell’articolo, ha incontrato il direttore del GHI, Charles-André Aymon. Colella, scrive Vaccaro, “gli ha manifestato il proprio rammarico e chiesto spiegazioni sull’articolo che non solo è diffamatorio per il Presidente del Consiglio italiano ma, nella parte finale, offende tutti gli italiani”. In questa occasione, il Console “ha tenuto a precisare di avere ricevuto lamentele da parte di alcuni connazionali e che non pochi italiani che vivono nel Cantone si sono sentiti offesi”.
“Il direttore – prosegue Vaccaro – si è giustificato affermando che effettivamente anche lui ha ricevuto una serie di messaggi di lamentele su questo articolo, ma ha tenuto a precisare che Meury è un comico conosciuto, un polemista satirico, e che il suo stile è volutamente provocatorio. Quasi tutti i suoi articoli sollevano critiche e prese di posizioni assai dure. Il Console ha ribadito che, satirico o non satirico, come italiano si è sentito offeso dall’accostamento tra italiani e mafia: non tutti gli italiani sono mafiosi, al contrario, il nostro Paese ospita un popolo di gente per lo più onesta e lavoratrice. Sempre nel GHI, nel numero dell’11-12 agosto, è stata pubblicata la prima risposta di un nostro connazionale che si nomina “Roberto Giusy”, il quale disgustato tratta Meury da persona aggressiva e maleducata. Per concludere, se questo tipo dalle ambiguità mentali si ritiene essere un comico o un satiro ha una concezione del suo mestiere molto elevata ed errata, perché, quello che ha scritto, in Italia o in qualsiasi parte del mondo, non farebbe ridere nemmeno i polli. E in Svizzera?”.

Oppure condividila!

Piaciuta la notizia? Forse ti può interessare..

Lascia un commento

Invia il commento