Data odierna 22-10-2017

È stata presentata in questi giorni la proposta di legge dei deputati Pierferdinando Casini (Udc) e Ricardo Merlo (Maie) volta a modificare il sistema di voto all’estero. “La legge 459 –...

È stata presentata in questi giorni la proposta di legge dei deputati Pierferdinando Casini (Udc) e Ricardo Merlo (Maie) volta a modificare il sistema di voto all’estero.
“La legge 459 – spiega Merlo – ha rappresentato una conquista per noi cittadini italiani residenti all’estero e rappresenta una tappa fondamentale della nostra partecipazione alla vita politica del paese. Tuttavia, alla luce delle problematiche riscontrate nel corso delle elezioni politiche del 2008, con l’on. Casini abbiamo voluto proporre alcuni aggiustamenti al testo in vigore, in considerazione di alcune carenze rilevate nel sistema di controllo sulle operazioni preliminari e successive al voto stesso. La presente proposta di legge – chiarisce il deputato eletto in Sud America – intende intervenire su quegli specifici aspetti che hanno manifestato un’obiettiva criticità alla luce delle consultazioni elettorali all’estero, senza intaccare l’impianto generale del sistema del voto – che vede i suoi capisaldi nel voto per corrispondenza, e nell’ opzione di voto espressa solo per chi sceglie di votare in Italia, invece che nella circoscrizione consolare di residenza – previsto dalla legge n.459 che, a nostro parere, resta il migliore tra quelli possibili”.
“Con il presidente Casini abbiamo lavorato insieme su un testo legislativo: e questo è solo il primo. Questo – conclude – dimostra la sensibilità e disponibilità del Presidente Pier Ferdinando Casini che insieme al MAIE interviene su temi centrali per i nostri connazionali”.
La proposta di legge in questione non intacca l’impianto generale del sistema del voto: restano saldi il voto per corrispondenza e l’opzione di voto espressa solo per chi sceglie di votare in Italia.
Le novità sono invece rivolte a garantire un più elevato livello di sicurezza e di controllo delle operazioni del voto all’estero, prevedendo nello specifico: la costituzione in ogni Circoscrizione consolare dei Comitati di controllo dello svolgimento delle elezioni per rendere possibile una reale supervisione su tutte le operazioni preliminari e successive al voto stesso, svolte nei consolati; l’introduzione di nuovi criteri per promuovere il controllo da parte di tutti i partiti che partecipano all’elezione (anche con la partecipazione di Comites e CGIE) nel controllo di tutte le operazioni che riguardano diretta e indirettamente le operazioni di voto; l’introduzione dell’obbligo dell’effettiva e continuativa residenza all’estero, per almeno i tre anni precedenti alle consultazioni elettorali.

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Una risposta to "UNA PROPOSTA DI LEGGE PER MODIFICARE LA LEGGE TREMAGLIA"

  1. E’ l’impianto stesso della legge che deve essere cambiato. Il voto per gli italiani all’estero deve comprendere tutti gli italiani che si trovano all’estero non solo quelli che hanno la residenza all’estero.
    Ci sono migliaia di italiani che si trovano al momento di esercitare il diritto di voto, in Australia, Nuova Zelanda, Africa, Asia per ragioni di turismo, studio, imegni di affari e di lavoro, convegni, fiere, mostre.
    Parlare della legge in questione come una legge che segna una conquista puo’ esserlo solo per alcuni italiani i quali sia detto per inciso non sono cittadini italiani in quanto non residenti in Italia ma sono italiani in moltissimi casi con doppia cittadinanza e quindi in grado di votare per due paesi.

    Per altri italiani veri cittadinini italiani perche’ residenti in Italia e’ una frustazione constatare di essere essere esclusi da questo diritto tranne che non si sobbarchino l’onere di un lungo viaggio aereo interrompendo i propri impegni in Australia ad esempio.

    Sotto il profilo costituzionale questa legge e’ ammissibile dal momento che discrimina tra italiani residenti all’estero permamentemente ed altri solo temporaneamente ?

    Quando si promulgano leggi di questo tipo si dovrebbe consultare anche l’esperienza che paesi civili ed altamente evoluti hanno in materia.
    Si dovrebbe nel caso specifico verificare la legge australiana che consente di votare a tutti gli australiani che si trovano all’estero nel momento di dover esercitare il diritto di voto.

    Mi si lasci commentare : Tremaglia si e’ sforzato di fare approvare questa legge nella illusione che gli italiani all’estero fossero tutti o quasi nostalgici del fascismo e quindi simpatizzanti del suo partito. Aveva evidentemente perso i contatti con la realta’ e l’evoluzione del mondo e della gente, il risultato e’ stato che alla prima prova pratica di aplicazione di questa sua legge il suo partito e’ stato sconfitto proprio da voto degli italiani residenti all’estero.

    Grazie per l’attenzione e cordiali saluti.

    VINCENZO ROMITI
    Associazione Italia-Australia

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