Data odierna 23-09-2017

“Sta succedendo qualcosa di importante in Italia, nel Centrosinistra e nel Partito Democratico. Lo abbiamo visto in questa prima tornata elettorale per le elezioni amministrative, che hanno confermato...

Guarda le immagini Una fase nuova del PD e del centrosinistra – di Eugenio Marino

“Sta succedendo qualcosa di importante in Italia, nel Centrosinistra e nel Partito Democratico. Lo abbiamo visto in questa prima tornata elettorale per le elezioni amministrative, che hanno confermato al primo turno i sindaci del Centrosinistra di Torino e Bologna, Fassino e Merola, e mandato al ballottaggio quelli di Napoli e Milano, De Magistris e Pisapia. Con l’importante conferma che Pisapia e il Centrosinistra hanno ottenuto il sorpasso sul Centrodestra e la Moratti con un ampio margine, fino a ieri impensabile a Milano.

Inoltre Berlusconi, che si era dato come obiettivo minimo 53mila preferenze sul suo nome, ne ha avute meno di 30mila, incassando un brutto colpo alla sua credibilità anche tra i suoi. È la conferma migliore che qualcosa stia cambiando in Italia, quella conferma che molti negavano fosse arrivata e nella quale molti altri non speravano”. Inizia così l’editoriale con cui Eugenio Marino, coordinatore del dipartimento italiani nel mondo del Pd, apre l’ultimo numero di “Pd cittadini del mondo”, notiziario del Pd per gli italiani all’estero. Ne riportiamo a seguire il testo integrale.

“Queste elezioni ci dicono che il Centrosinistra, il nuovo Ulivo voluto da Bersani e apprezzato da Prodi, rappresentano una proposta credibile e possono tornare a vincere e governare il Paese.

Si tratta di continuare su questa strada per costruire organicamente programmi e alleanze per le politiche. In questa fase, quindi, in questo progetto, il Partito Democratico non può che essere il motore principale sia nell’elaborazione politica che nell’aggregazione delle forze democratiche e costituzionali alternative a Berlusconi e al Centrodestra. Tutto ciò, naturalmente, vale anche per l’estero. E tutto il Partito Democratico ne è consapevole. Per questo si è fatto promotore, tramite il Centro studi, l’Ufficio italiani nel mondo, la Consulta del PD e insieme a forze del mondo associativo e di altri partiti del centrosinistra, dell’organizzazione del seminario “Una grande Italia oltre l’Italia”, tenutosi a Roma il 5 maggio scorso.

Un seminario al quale abbiamo voluto alcuni tra i più autorevoli studiosi dell’emigrazione italiana, artisti che hanno trattato il tema dell’emigrazione, rappresentanti di associazioni, politici e parlamentari italiani ed eletti all’estero. L’intento era quello di leggere il fenomeno migratorio nella sua genesi ed evoluzione storica, individuandone problemi e potenzialità, per proporre una visione e un progetto politico in grado di sviluppare proprio quelle potenzialità, in armonia con tempi e contesti di società in mutamento. Più volte abbiamo detto che nel nostro Paese vi è stato, in questi 150 anni di unità nazionale, un atteggiamento di rimozione del fenomeno migratorio, dalla storiografia e dall’elaborazione culturale. O per lo meno una sottovalutazione di quanto l’emigrazione abbia rappresentato per l’Italia. Per questo abbiamo voluto una riflessione approfondita.

Da qui in avanti, dunque, dovremo accelerare e portare a termine in forma organica e strutturata il programma e l’alleanza del PD e del Centrosinistra all’estero per dare in Parlamento e ai problemi degli italiani nel mondo quelle risposte che in questi quasi tre anni di legislatura il Governo Berlusconi e della Destra non ha saputo e voluto dare.

I risultati delle elezioni amministrative, poi, ci incoraggiano in questa direzione e ci spronano a continuare il nostro lavoro, lasciandoci intendere che il voto anticipato per le politiche potrebbe essere altamente probabile. Abbiamo tentato, e la partecipazione di pubblico e la conclusione dei lavori hanno dimostrato che ci siamo riusciti, ad elaborare una visione nuova delle nostre comunità nel mondo, che comprenda la capacità di non recidere il loro storico legame con il Paese d’origine, ma allo stesso tempo di insistere sull’integrazione nei paesi ospiti, sul cosmopolitismo di questi italiani e sulla capacità di fare rete e sistema con l’Italia. Abbiamo dimostrato, e il Segretario Bersani lo ha detto chiaramente, che solo il centrosinistra e il PD hanno le radici democratiche e il retroterra culturale per affrontare seriamente e a tutti i livelli le questioni che riguardano l’emigrazione, facendole entrare nell’agenda e nel dibattito politico e parlamentare italiano senza retorica, senza indulgere a richiami demagogici, recriminatori o caritatevoli, ma proponendo politiche riformiste moderne e adeguate a un mondo in continua evoluzione e a un’Italia che vuole competere a livello globale da protagonista.

Bersani è stato chiaro nel suo impegno e quello del PD verso i nostri connazionali all’estero, quando nel suo intervento al seminario ha detto, tra le altre cose: “siamo un partito di patrioti, autonomisti e riformatori e quindi di italiani all’estero”. Siamo un partito di italiani all’estero! E poi vi sono agli atti le importanti relazioni degli studiosi, gli interventi dei rappresentanti del mondo dell’associazionismo, del Presidente del Centro studi del PD. Documenti e interventi che rappresentano una base importante e di qualità della discussione sugli italiani nel mondo e tracciano le linee guida dell’elaborazione politica e programmatica del PD e del centrosinistra per il futuro.

Una elaborazione sulla quale ha detto molto l’ex Ministro degli esteri e attuale Presidente della FEPS (Fondazione Europea per gli Studi Progressisti) Massimo D’Alema. Nelle sue lunghe e meditate conclusioni, D’Alema ha confermato il grande impegno di tutto il PD verso gli italiani all’estero, ha dato il via a una fase politica, programmatica ed elettorale nuova per l’estero. Ha collocato gli italiani nel mondo nella giusta dimensione storica come in quella di partito, di cittadini italiani e dei paesi ospiti e di potenzialità per l’Italia. Ha insistito sulla necessità di non rivolgersi solo ai circa quattro milioni di titolari di passaporto, ma di guardare ai molti milioni di discendenti, soprattutto coinvolgendo le nuove generazioni e le forze economiche. Dunque, il seminario del 5 maggio rappresenta il consolidamento di una lavoro politico, organizzativo, strutturale e di prospettiva per il PD e per il Centrosinistra, l’inizio di una fase nuova. In questo ultimo anno, infatti, come Partito ci siamo dati regole certe e luoghi di discussione, elaborazione e decisione; abbiamo fatto notevoli passi avanti nell’organizzazione sul territorio e avviato il percorso per consolidare le strutture locali. Con il seminario abbiamo fatto un salto di qualità nella riflessione politica e programmatica e nel percorso di costruzione delle future alleanze. Da qui in avanti, dunque, dovremo accelerare e portare a termine in forma organica e strutturata il programma e l’alleanza del PD e del Centrosinistra all’estero per dare in Parlamento e ai problemi degli italiani nel mondo quelle risposte che in questi quasi tre anni di legislatura il Governo Berlusconi e della Destra non ha saputo e voluto dare. I risultati delle elezioni amministrative, poi, ci incoraggiano in questa direzione e ci spronano a continuare il nostro lavoro, lasciandoci intendere che il voto anticipato per le politiche potrebbe essere altamente probabile”

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