Data odierna 22-09-2017

L’impegno a presentare quanto prima una proposta di legge che confermi il voto per corrispondenza legato però all’opzione dell’elettore. Le critiche al rinvio delle elezioni del Comites...

L’impegno a presentare quanto prima una proposta di legge che confermi il voto per corrispondenza legato però all’opzione dell’elettore. Le critiche al rinvio delle elezioni del Comites Giovedì 22 aprile si è svolto un seminario del Partito democratico sul voto degli italiani all’estero, alla presenza del responsabile del Forum esteri del Pd, Piero Fassino, del responsabile organizzazione e membro della segreteria nazionale del partito, Nico Stumpo, e di numerosi deputati e senatori delle Commissioni affari esteri e costituzionali dei due rami del Parlamento.

A introdurre la discussione è stata una relazione del responsabile del Pd per gli italiani all’estero, Eugenio Marino.

Dopo aver ricordato il processo di costituzionalizzazione e di definizione normativa del voto in loco dei cittadini italiani all’estero, Marino ha affermato – si legge in una nota diffusa in proposito – “l’esigenza di difendere questo fondamentale diritto di cittadinanza riformandone le procedure per metterle al riparo da inquinamenti come quelli di cui la cronaca recente si è occupata e per rispondere pienamente alle prerogative costituzionali di libertà, segretezza e personalità”.

Attraverso gli interventi di Fassino, dei partecipanti e le conclusioni tracciate da Nico Stumpo, sono stati definiti i seguenti impegni politici operativi: la formazione di un gruppo di lavoro interparlamentare per la messa a punto, in tempi brevi, di una proposta di riforma della legge 459/2001 sul voto all’estero; la presentazione, nei due rami del Parlamento, di un disegno di legge che rispecchi gli orientamenti del Pd su questi temi, a partire dalla conferma del voto per corrispondenza legato però all’opzione dell’elettore.

Nell’ambito del seminario è stata anche affrontata la questione del rinvio del voto per il rinnovo di Comites e Cgie. Questa ipotesi, adottata dal Governo nei giorni scorsi (vedi Inform n°79 del 23 aprile: http://www.mclink.it/com/inform/art/10n07911.htm), è stata stigmatizzata e condannata da Nico Stumpo ed Eugenio Marino poiché “priva la comunità italiana all’estero di un essenziale e operoso riferimento istituzionale in un momento di grave crisi delle politiche migratorie e di fatto equivale ad un colpo gravissimo dato alla credibilità e alla funzionalità di questi organi di rappresentanza”.

Nel seminario è stato inoltre espresso sostegno al segretario generale del Cgie, Elio Carozza, per le critiche ricevute dal sottosegretario Mantica, e a tutto il Consiglio per la complessa funzione di interlocutore da esso esercitata tra il Governo e le rappresentanze degli italiani all’estero.

Oppure condividila!

Piaciuta la notizia? Forse ti può interessare..

Lascia un commento

Invia il commento