Data odierna 20-09-2017

Una “svolta epocale” nei rapporti tra sindacato e Consolato: così Francesco Torellini definisce l’incontro al Consolato Generale di Zurigo del 9 febbraio scorso. Con lui, delegato della...

Ugl incontra il Console Fridegotto

Una “svolta epocale” nei rapporti tra sindacato e Consolato: così Francesco Torellini definisce l’incontro al Consolato Generale di Zurigo del 9 febbraio scorso. Con lui, delegato della UGL Scuola Estero in Svizzera, hanno incontrato il Console Mario Fridegotto, il Dirigente dei corsi di lingua italiana Marco Tovani, e il segretario generale della UGL scuola Giuseppe Mascolo.

“L’incontro – commenta Torellini – ha sancito una svolta che si potrebbe definire epocale nei rapporti sindacali, illuminati dall’attenzione pluriennale della Ugl e dal buon senso del Console si è finalmente entrati nel cuore di diversi problemi. Accantonato ogni sorta di pregiudizio, si è passati finalmente a scandagliare le varie e reali problematiche che interessano il comparto della Scuola Estero di Zurigo”.

Primo passo, spiega, è stato “cercare di scindere i problemi innescati dal MAE da quelli inerenti la competenza del consolato di Zurigo. Il segretario Mascolo ha tenuto ad evidenziare che c’è bisogno anzitutto di un incisivo intervento politico atto a rivedere finalmente la normativa vigente. Inoltre, ha ribadito la necessità di avviare un nuovo modo di pianificare, anche con l’attuale assetto giuridico, finalizzato a rendere ottimale l’erogazione dei servizi”.

Obiettivi che possono essere raggiunti “solo se prima si stabilizza il personale docente, rispettando le date di pagamento delle remunerazioni, i cui ritardi stanno tuttora creando disagi, malumori, umiliazioni e grave stress agli insegnanti”.

Mascolo, annota Torellini, “ha, inoltre, condiviso le varie responsabilità del MAE illustrate dal Console e in particolare sul farraginoso sistema delle retribuzioni dei supplenti ed altre disfunzioni localistiche trascinatesi per tempi molto lunghi per le quali il Ministro ha assicurato essere pronta una via di soluzione”. Il console ha pure “rimarcato l’esigenza di un Direttore Amministrativo, tagliato dall’organico l’anno precedente e rimandato in Italia, ma poi riassegnato ad altra sede estera grazie al Milleproroghe. A Zurigo invece fu riassegnato solo un assistente amministrativo. Una rimodulazione dell’organico anche riassegnando solo il direttore senza assistente sembrerebbe una soluzione compresa da Roma”.

Il sindacato, invece, ha segnalato che “bisogna fare attenzione alla preparazione specifica dei dipendenti chiamati a rivestire ruoli di gestione del personale”.

“Ovviamente – prosegue Torellini – non si è trascurato di prendere in esame la carenza del personale di ruolo che, nell’area tedesca, è diventata ormai cronica. Non si è trascurato nemmeno di focalizzare l’attenzione sulle difficoltà che hanno i docenti italiani a studiare la lingua tedesca. Si sa che la graduatoria Estero viene sempre ad esaurirsi, per cui si è costretti a ricorrere all’assunzione di personale supplente: sui corsi di Zurigo, infatti, si è pervenuti a nominare finanche 12 supplenti su un totale di 19 docenti in organico. Un altro intruglio poi si è creato con la Bildungsdirektion di Zurigo, che pretende anche dai supplenti la conoscenza della lingua tedesca da imparare nell’arco di un anno. Su tale argomento è inspiegabile come l’Amministrazione non abbia proposto una deroga, onde facilitare l’assunzione di personale supplente nella “vacatio” della sistemazione del personale di ruolo e nel contempo d’ingenerare un conflitto tra la normativa italiana e quella Cantonale”. Per Torellini, “tali responsabilità sono certamente da assegnare alla Dirigenza dell’Ufficio Scuola che, miope, non ha ancora iniziato tale confronto”.

“Altro nodo – prosegue il sindacalista – è rappresentato dal bando indetto per l’assunzione dei supplenti che non prevede per costoro la conoscenza della lingua locale, scaduto l’anno scorso è stato prorogato dal MAE, mantenendo inalterata la non conoscenza della lingua locale. Il nodo fondamentale del problema sollevato dal Canton Zurich è però un altro: come si fa ad inquadrare un docente come supplente nonostante non supplisca nessuno da anni”.

Durante l’incontro, “si è discusso inoltre di come reperire personale di ruolo in altre aree linguistiche; su questo argomento riteniamo che debba intervenire il Console attraverso la richiesta di concessione di una deroga di almeno un anno, ovvero che venga assunto il personale di ruolo di area tedesca, tanto più che il concorso è stato già espletato. Altrimenti viene a questo punto da domandarsi: il personale di area non tedesca dovrebbe intraprendere gli studi di lingua tedesca? Il Dirigente scolastico, Marco Tovani, che molto sta facendo per la promozione della lingua italiana, conoscitore della lingua tedesca, ha manifestato invece sue perplessità sull’argomento non molto condivise dal Ministro Fridegotto”.

Ma, riferisce Torellini, non sono mancate note positive: la prima “riguarda l’apertura a risolvere le questioni sospese sui contratti dei docenti supplenti, tematiche stagnanti da anni e che hanno costituito motivo di lotta del nostro sindacato”. Quattro gli obiettivi di Ugl Scuola: “pagamento dei salari: il sistema non è ancora a regime e si attende con ansia la soluzione definitiva; qualche docente si è già licenziato; Adeguamento retribuzioni supplenti residenti alle tabelle svizzere in corso di contratto: è stato accolto e partirà già da quest’anno con soddisfazione del Segretario Nazionale e di tutti i supplenti interessati; Tassazione delle retribuzioni dei supplenti residenti: l’UGL ritiene che il personale residente debba essere tassato in loco, considerato che non percepisce nessuna indennità. Troppo penalizzante è l’attuale tassazione italiana che arriva ad incidere fino al 43% e non consente detrazioni dei costi sostenuti in Svizzera (è stato inoltrato in merito un quesito al MEF per chiarimenti); altro punto contestato è il pagamento dei contributi in Italia dei supplenti residenti, su una retribuzione figurativa: questi colleghi stanno subendo un gravissimo danno e non potranno vivere nei paesi ove risiedono per grave disattenzione dell’Amministrazione ( sarà affrontato tra breve dall’Ugl)”.

Altra questione affrontata con il Console è stata la modalità di assunzione del personale Casli: “attingere seguendo un ordine prioritario dalla graduatoria dei residenti – a parere dell’Ugl Scuola – potrebbe rendere più trasparente l’attività dell’Ente; si taglierebbero con questi interventi anche le spiacevoli interconnessioni tra politici locali e assunzione in loco”. Si tratta di una “proposta da studiare anche in base a ciò che accadrà al medesimo Casli, ormai a rischio chiusura”, precisa il sindacato, “chiusura che non ha nulla a che vedere con il servizio all’utenza. Il personale potrebbe essere gestito dal Consolato se si acconsentisse alla nomina su spezzoni di cattedre. Sarebbe una garanzia per tutti”.

Quanto alla copertura del personale MAE, per l’Ugl Scuola “potrebbe essere risolutivo un intervento tendente a coprire almeno il 30% dei posti di ruolo con i supplenti residenti; supplenze che potrebbero tranquillamente essere triennali, evitando così continue nomine e cambi di docenti. Il salto di qualità sarebbe comunque assegnare tutto alla gestione consolare garantendo una quota dei corsi ai docenti residenti. Una soluzione economica e valida per tutti: non si possono penalizzare docenti solo per il fatto che risiedono all’estero”.

Quanto all’idea di spezzoni ministeriali, da assegnare ai supplenti residenti con cattedre parziali, “potrebbe consentire più elasticità nella gestione del personale rendendo più agevole il lavoro al Dirigente scolastico. Logicamente si dovrà lavorare molto sulla qualità delle cattedre, gli spezzoni vanno ridotti a situazioni eccezionali. Per i costi dei corsi, in un momento di grave crisi, sarebbe da rivedere l’esperimento condotto consentendo l’iscrizione dei bambini del 2° del Kindergarden a corsi pluriclasse. Azione che maschera una carenza di iscritti, che protegge qualche posto di lavoro ma che danneggia la qualità dei corsi, già sottoposti a problematiche, quali la gestione contemporanea di diversi livelli di partenza e, spesso, la carenza di motivazione visto che trattasi di corsi pomeridiani”. Per il sindacato, “sciogliendo tali nodi, si eliminerebbero tensioni tra locali e personale non residente. Il Dirigente scolastico, una volta diramata tale questione, potrebbe esercitare le sue funzioni con maggiore tranquillità e incisività. La richiesta dei posti in organico, incontro sulla concertazione svoltosi il 2 febbraio, anche quest’anno è avvenuta tramite la costituzione a parte dei corsi dell’Ente Casli, senza nemmeno sondare la possibilità di costituire altre cattedre di natura ministeriale”.

Quanto ai docenti supplenti non residenti, Giuseppe Mascolo, che ha incontrato anche la Preside Maria Stella Giuffrida e il Direttore Amministrativo della Casa d’Italia Giuseppe Canna, ha suggerito che si debba “intervenire portando subito al 99% la percentuale dell’assegno di sede su quello del personale”. Una questione, ricorda Torellini, che “sollevo da anni e che ora è condivisa anche dalla Cgil e dalla Uil. È ingiusto che l’assegno di sede sia per costoro molto inferiore a quello dei propri colleghi. Un’operazione possibile, senza dovere attendere modifiche al contratto scuola e dando un segnale forte a difesa dei precari”.

Quanto alla Casa d’Italia, per Mascolo “l’operazione che ha consentito all’ECAP di accaparrarsi la gestione della scuola media sembra poco razionale. Da un lato una scuola dell’infanzia e una primaria, con un bilinguismo riconosciuto a gestione pubblica che sembrano voler decollare e, dall’altro, una scuola media affidata ad un ente di formazione. Pur di favorire la privatizzazione – questa la critica dell’Ugl Scuola – si è stati costretti a subire la svendita di un servizio pubblico per motivi economici. I fondi andavano stanziati per tempo, evitando un’apertura di un canale improprio. La formazione non è la scuola dell’obbligo”. Mascolo, a conclusione dei lavori, ha annunciato “una prossima visita al MAE, in cui intende chiarire quali le soluzioni da adottare su organico, fondi agli Enti Gestori e nomine dei docenti supplenti. Altri docenti di ruolo rientreranno in Italia per scadenza di mandato e – conclude il sindacato – pertanto ci si deve attivare in tempo, onde garantire un regolare servizio agli utenti: bisogna studiare una strategia per attuare soluzioni stabili e definitive e non intervenendo a tappare saltuariamente i buchi che si aprono sui vari fronti della scuola estero”. (aise)

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