Data odierna 23-09-2017

“Giù le mani” dai magistrati. E’ il monito rivolto alla politica italiana dal vice presidente della Commissione e commissario Ue alla giustizia, Viviane Reding, presentando a Bruxelles...

UE: Politica italiana, giù le mani dai magistrati

“Giù le mani” dai magistrati. E’ il monito rivolto alla politica italiana dal vice presidente della Commissione e commissario Ue alla giustizia, Viviane Reding, presentando a Bruxelles i risultati di un monitoraggio sulla giustizia pubblicato oggi, per la prima volta, dalla Commissione Europea, che pone l’Italia agli ultimi posti della graduatoria. “Se vogliamo avere un sistema giudiziario indipendente – ha detto la Reding, rispondendo a una domanda sullo scontro fra politica e magistratura in Italia – lasciate lavorare i giudici in modo indipendente”.

“L’Italia e il governo Monti – ha sottolineato la Reding – sono consapevoli che il problema dell’efficienza del sistema della giustizia civile e amministrativa ha un impatto molto negativo sugli investimenti”. Il commissario ha quindi spiegato che nell’ultimo anno ha “lavorato in stretto contatto con le autorità per riformare il sistema e renderlo più efficiente, affinché i casi amministrativi trovino risposte più rapide e gli investitori abbiano certezza legale”. Ma il lavoro “deve continuare”.

Tra le pieghe del rapporto Ue sulla giustizia, strumento per individuare obiettivi strategici per il funzionamento del sistema giudiziario nei 27 paesi membri, emerge che In Italia occorrono in media più di 800 giorni per risolvere i procedimenti giudiziari che riguardano cause civili e commerciali. Nella classifica della lentezza delle cause civili e commerciali, l’Italia è terzultima in Europa, processi più lunghi si registrano solo a Cipro e Malta. L’Italia è anche il paese europeo con il maggior numero di cause civili e commerciali pendenti per ogni 100 abitanti: 7, il doppio del Portogallo, secondo in classifica con 3,5 cause in sospeso per 100 abitanti.

“L’attrattiva di un paese – spiega il vice presidente della Commissione e commissario Ue alla giustizia, Viviane Reding – per essere un luogo dove investire e fare business è senza dubbio rafforzata dall’avere un sistema giudiziario indipendente ed efficiente. Per questo sono importanti decisioni legali prevedibili, puntuali e applicabili. E per questo le riforme in tema di giustizia sono diventate un’importante componente strutturale della strategia economica europea. La nuova ‘Classifica della giustizia europea’ avrà la funzione di un sistema di preallarme e aiuterà l’Ue e gli stati membri nei nostri sforzi per raggiungere una giustizia più efficace al servizio dei nostri cittadini e degli affari”.

Il vice presidente degli Affari economici e monetari, Olli Rhen, ha affermato: “Una giustizia efficiente, indipendente e di alta qualità è essenziale per un ambiente che favorisce il business. Questa nuova iniziativa della Ue aiuterà gli stati membri a rafforzare i loro sistemi legali e i loro sforzi per stimolare investimenti e creazione di posti di lavoro”.

Anm: “Giustizia fuori da scontro politico”. Il monito Ue è accolto con soddisfazione dall’Associazione nazionale magistrati: “La giustizia deve essere tenuta fuori dallo scontro politico, e in Italia questo non è avvenuto – afferma il presidente dell’Anm, Rodolfo Sabelli, interpellato dall’Agi – quando vicende giudiziarie sono trasferite sul piano della lotta politica, avviene qualcosa di sbagliato: la politica e la giurisdizione sono due cose distinte”. “Ben vengano questi moniti, sono importanti – osserva ancora Sabelli – noi l’abbiamo detto ripetutamente: la difesa dell’indipendenza della magistratura è anche un richiamo al principio dell’efficienza della giustizia”.

Anm: “Giudici non sono scansafatiche”. L’irragionevole durata dei processi in Italia non dipende da magistrati scansafatiche. Al contrario, i giudici italiani sono al primo posto per produttività in Europa nel campo penale e al secondo in quello civile. Il problema è che devono fare i conti con un contenzioso eccessivo. A sostenerlo è l’Associazione nazionale magistrati con un dossier che si basa sui dati della Commissione europea sull’efficienza della giustizia, resi noti oggi a Bruxelles.

Csm: “Agire con riforme su cause civili”. Il vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Michele Vietti, si dice “d’accordo con il commissario alla Giustizia Viviane Reding sia sullo stretto collegamento che esiste tra funzionamento del sistema giudiziario e attrattiva degli investimenti, sia sulla necessità che sia garantita al massimo l’indipendenza dei magistrati”. “Ho sostenuto più volte, ed ancora recentemente nel mio libro Facciamo giustizia, che tra le priorità del nuovo governo ci deve essere un posto prioritario anche per riforme strutturali della giustizia, che ci liberino dalla maglia nera della eccessiva durata delle cause civili. Non possiamo più permetterci di essere il fanalino di coda dei ventisette sistemi giudiziari europei”.

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