Data odierna 23-09-2017

I 12 deputati eletti nella Circoscrizione Estero hanno rivolto al Presidente Giorgio Napolitano un appello perché si arrivi prima del rinnovo del Parlamento ad una riforma della legge 459/2001 sul voto...

I 12 deputati eletti nella Circoscrizione Estero hanno rivolto al Presidente Giorgio Napolitano un appello perché si arrivi prima del rinnovo del Parlamento ad una riforma della legge 459/2001 sul voto per corrispondenza dei cittadini italiani residenti all’estero, in modo da confermarne la funzione di strumento di ampia partecipazione superando i punti di debolezza evidenziatisi nel recente passato.
L’esigenza posta dai parlamentari è quella di avere nel più breve tempo possibile, partendo dalle numerose proposte di legge già presentate, un testo ampiamente condiviso che rafforzi gli aspetti di sicurezza del voto e consenta di difendere un istituto di democrazia fondamentale per milioni di cittadini in condizione di usufruirne.
L’appello al Presidente della Repubblica, spiegano, “si giustifica con l’opportunità di rappresentare ad un’istanza istituzionale autorevole e super partes l’opportunità di un intervento di riforma che, per essere realizzato nei tempi giusti, richiede l’impegno convinto dei Presidenti delle Camere e dei gruppi parlamentari”.
Di seguito, il testo integrale della lettera firmata da Giuseppe Angeli, Amato Berardi, Gino Bucchino, Aldo Di Biagio, Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini, Ricardo Antonio Merlo, Franco Narducci, Guglielmo Picchi, Fabio Porta e Antonio Razzi.
“Gentile Signor Presidente,
siamo parlamentari eletti nella Circoscrizione Estero e Le scriviamo per manifestarLe alcune preoccupazioni sul concreto riconoscimento di fondamentali diritti riguardanti i cittadini italiani all’estero. Ci riferiamo, in particolare, alla possibilità di continuare a votare nelle consultazioni elettorali generali con il voto per corrispondenza, regolato dalla legge 459/2001, spesso evocato con accenti critici come in occasione di recenti vicende di cronaca che hanno coinvolto un eletto dichiarato decaduto dal Senato della Repubblica.
Ci rivolgiamo a Lei come supremo garante dei diritti costituzionali dei nostri cittadini, ovunque risiedano, e per il sincero apprezzamento che nutriamo per l’equilibrio e il senso di responsabilità con cui Ella esercita le Sue alte funzioni in una fase tanto delicata della nostra vita politica e istituzionale.
L’inserimento della Circoscrizione Estero nella Costituzione e la scelta della modalità di voto per corrispondenza hanno consentito di concretizzare un fondamentale diritto di cittadinanza che in passato era riconosciuto sul piano formale, ma limitato nel suo effettivo esercizio. Rimettere in discussione questi due fondamentali presupposti significherebbe non solo incidere su diritti essenziali, ma regredire verso situazioni superate con la fattiva partecipazione delle nostre comunità all’estero e con una vasta espressione del nostro Parlamento.
Nello stesso tempo, Signor Presidente, siamo noi stessi consapevoli che il modo migliore per affermare con pienezza un diritto sia quello di garantirne il corretto esercizio, mettendolo al sicuro da possibili irregolarità. Il voto per corrispondenza, in verità, è tanto necessario come strumento di espressione democratica in un contesto atipico come quello di cittadini residenti all’estero quanto esposto ad alcuni rischi, che si sono manifestati in occasione delle ultime due tornate elettorali e che possono essere ridotti o eliminati con alcune modifiche mirate della legge che ne regolamenta lo svolgimento.
In Parlamento sono già state depositate numerose proposte di legge da parte di parlamentari di diverso schieramento politico che contengono suggerimenti e soluzioni adatti a rafforzare le garanzie di regolarità nei diversi passaggi che la legge prevede: dalla stampa centralizzata delle schede all’iscrizione per il voto per corrispondenza, dalla più vigile custodia dei materiali alla formalizzazione della consegna delle schede agli aventi diritto, dai comitati di controllo nell’ambito delle circoscrizioni consolari alla migliore organizzazione dello scrutinio.
La situazione politica presenta tali aspetti di complessità che è difficile confidare nella possibilità di pervenire in tempi brevi all’adozione di alcune necessarie correzioni della legge 459/2001, in modo che possano essere applicate nella prossima consultazione elettorale.
Ci rivolgiamo a Lei, tuttavia, perché l’esigenza di un provvedimento che rafforzi le condizioni di legalità dell’esercizio del voto per corrispondenza, nel quale si riconosca un ampio schieramento di forze, possa essere rappresentata autorevolmente e con il crisma dell’imparzialità al Governo e ai Presidenti dei rami del Parlamento.
In passato, gli italiani all’estero nella più elevata carica della Repubblica hanno trovato attenzione e considerazione, spesso, anzi, solo in essa. Siamo convinti che anche in questa occasione non mancherà una parola di incoraggiamento e di sostegno.
Con i sensi del nostro più sincero rispetto, La salutiamo distintamente.
I deputati: Giuseppe Angeli, Amato Berardi, Gino Bucchino, Aldo Di Biagio, Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini, Ricardo Antonio Merlo, Franco Narducci, Guglielmo Picchi, Fabio Porta, Antonio Razzi”.

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