Data odierna 22-10-2017

“Il Pd deve scegliere se stare nel governo da protagonista. Penso che il centrosinistra debba smettere di vivere di paura e contrasti. Dobbiamo dire purtroppo non abbiamo vinto le elezioni e non...

Sul tavolo di Napolitano l’ipotesi Renzi

“Il Pd deve scegliere se stare nel governo da protagonista. Penso che il centrosinistra debba smettere di vivere di paura e contrasti. Dobbiamo dire purtroppo non abbiamo vinto le elezioni e non possiamo andare alle elezioni, ci tocca governare con altri, come abbiamo fatto dal 2011 al 2013″. Questo il biglietto da visita presentato ieri sera, via Otto e mezzo su la7, da Matteo Renzi a un Pd alla nuova ricerca di se stesso dopo il terremoto interno vissuto nei giorni dell’elezione del presidente. Un’intervista in cui il sindaco di Firenze rincara dicendosi “non portato” a guidare un partito “vecchio stile”, ma solo un Pd che serva davvero al Paese.

Renzi parla e poco dopo, a Piazza Pulita, ancora su La7, Matteo Orfini esprime la fermezza dei giovani turchi del Pd nel voler rompere gli indugi: “In direzione (anticipata oggi alle 16, in conseguenza delle consultazioni accelerate di Napolitano) proporrò Renzi alla Presidenza del Consiglio. Mi piacerebbe sapere se Renzi, che rivendica il suo coraggio e la sua voglia di dare un contributo, se la sente di accettare un’ipotesi del genere. Penso che la sua sarebbe una candidatura in grado di sfidare tutti sul terreno del governo”. Inoltre, sottolinea Orfini, “gli elettori del m5s apprezzano molto quello che dice Renzi, così come quelli del Pdl. E poi noi non possiamo votare qualsiasi governo”.

Ed ecco, dunque, come sul tavolo del presidente Giorgio Napolitano si materializzi con Matteo Renzi un’ipotesi percorribile e soprattutto alternativa al “governo del presidente” imperniato su una figura tirata in campo passando sulle teste dei partiti. Come spiega Andrea Orlando, “giovane turco” responsabile giustizia del Pd, “per la presidenza del Consiglio si può pensare o a una personalità terza di garanzia e di grande profilo istituzionale, oppure si può pensare a un leader politico. E Matteo Renzi rientra senz’altro in questo ruolo”.

Così, nel giorno delle nuove consultazioni del presidente della Repubblica, l’ipotesi Renzi premier è argomento caldissimo, nel Pd – dove la candidatura a premier del sindaco di Firenze dovrà rispecchiarsi in una chiara maggioranza a sostegno – e al di fuori di esso.

Per Piero Fassino, il sindaco di Firenze è “la persona migliore per guidare un esecutivo del presidente. Se dobbiamo assumerci delle responsabilità di governo allora bisogna farlo da posizioni di forza e non di debolezza e quindi è giusto che il Pd metta in campo l’uomo forte che rappresenta la capacità di novità”. Ed ecco Dario Franceschini definire “incontestabile” che Renzi sia una delle figure di punta, forse in questo momento la principale, su cui investire”.

Roberto Speranza, capogruppo del Pd alla Camera, a Radio24 parla di “assoluta sintonia” nella dirigenza Pd su “Renzi, un nostro dirigente, un nostro sindaco, ha tutte le qualità. Ha partecipato alle primarie, è stato votato da un milione di italiani. Poi ci sono posizioni politiche diverse e il dibattito è aperto, ma rispetto a Renzi non è certo dal Pd che arriverà alcun ostracismo o alcun veto”.

Frena Giorgio Tonini, che a Mario Adinolfi su radio Ies spiega: “Renzi vuole entrare dalla porta principale e non come premier di emergenza. Non credo nei doppi ruoli da prima repubblica, deve vincere la sfida nel partito e poi nel Paese. Non dò molto credito all’ipotesi che possa diventarlo ora, ma si dovrà rispettare lo statuto e prima vincere la partita congressuale per poi avere la legittimazione per governare il paese”.

C’è poi Pippo Civati, “contrario al governissimo in tutte le sue forme” e promette battaglia “in direzione e poi al congresso. Se proprio deve essere, sia un governo brevissimo per l’emergenza nazionale. E senza parlamentari del Pd come ministri”.

Parole a cui si riagganciano Nichi Vendola e Sel, contrari a qualsiasi commistione di governo con Berlusconi e protesi verso M5S in attesa di capire che strada prenderà il Pd. Con l’apparire dell’ipotesi Renzi, Vendola afferma di voler discutere con lui, ma la pregiudiziale è evidente: “Mi colpisce che pensi di rottamare gli inciucisti e insieme rilanciare l’inciucio”.

Interviene allora il sindaco di Bari, Michele Emiliano: “Non c’è scritto da nessuna parte che Vendola e Renzi debbano stare su palizzate diverse – afferma ad Agorà, su Raitre -. A questo bisogna lavorare perché possiamo battere Grillo, del quale però dobbiamo avere rispetto e non trattarlo come un paria della politica, e possiamo battere anche Berlusconi se abbiamo la forza di fare una proposta chiara al Paese”.

Per Laura Puppato, contraria a larghe intese di lungo termine, la “questione di Renzi” non è affatto banale. “Credo che possa risultare più accettabile anche per tutti noi dare un voto positivo a un governo ringiovanito che dia l’idea di una nuova politica e di un nuovo stile che avanza. Non so quanto gli italiani gradiscano che ad indicare la strada sia un governo con persone che sono state per molto tempo in politica, come Amato, D’Alema, Monti, Gelmini”.

Dal centrodestra, Sandro Bondi si fa portatore di una prima apertura dal Pdl. “La mia opinione del tutto personale è che un incarico a Matteo Renzi per la formazione del nuovo governo sarebbe in linea con una domanda di cambiamento che sale dal Paese e alla quale il Pdl e il presidente Silvio Berlusconi sono pronti da tempo”. Ironico invece Gianfranco Rotondi: “Renzi premier può essere una occasione di cambiamento. Per Firenze, ovviamente e finalmente”.

Su Renzi anche l’ok dei Fratelli d’Italia. Guido Crosetto ad Agorà su Raitre: “Dire lui o altri vuol dire dare un’opportunità diversa alle forze politiche che sono presenti in Parlamento, compresa quella che fino ad adesso ha fatto l’opposizione più feroce: il Movimento 5 Stelle”. Giorgia Meloni a Rtl 102.5 si dice pronta a un “patto generazionale” con Renzi, per dimostrare che “la nostra generazione” è meglio delle precedenti “nella capacità di dialogare, di trovare un terreno comune di soluzioni ai problemi su cui la gente si aspetta un impegno comune. Noi non abbiamo il problema che hanno avuto le passate generazioni che, se stavi dall’altra parte della barricata, dovevi essere un mostro”.

Il leghista Flavio Tosi: “Come sindaco (di Verona, ndr) mi piacerebbe che il Capo dello Stato considerasse l’ipotesi di affidare l’incarico a Renzi, considerando quanto oggi i sindaci rappresentino in termini di vicinanza ai cittadini e di rinnovamento”.

E sempre ad Agorà giunge su Renzi la benedizione della neoeletta governatrice del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani. “Renzi premier? In questo momento è la persona che riesce a raccogliere maggiore consenso, fiducia e speranza, perché riesce a parlare oltre il recinto del Pd e probabilmente a rappresentare di più e meglio le istanze che vengono da un elettorato ormai mescolato, che non ha più un’ideologia radicata e che va a votare non più soltanto ‘in alto a sinistra’ ma semplicemente le persone”.

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