Data odierna 18-11-2017

A due giorni dalla prima scadenza importante per i connazionali che vorranno votare per i Referendum del 12 e 13 giugno prossimi (il 14 aprile scade il termine per esercitare l’opzione per votare in...

A due giorni dalla prima scadenza importante per i connazionali che vorranno votare per i Referendum del 12 e 13 giugno prossimi (il 14 aprile scade il termine per esercitare l’opzione per votare in Italia) sul sito della Farnesina è stato pubblicato un lungo approfondimento in cui si riportano i quattro quesiti referendari (acqua, nucleare, legittimo impedimento, gestione di servizi), si ricordano le modalità di voto e si pubblicano le tabelle degli Stati con i quali il Governo italiano ha concluso o meno apposite intese elettorali per consentire ai connazionali che vi risiedono l’esercizio del voto per corrispondenza.

Sul sito anche il modulo per la Dichiarazione per l’esercizio del voto per corrispondenza che i connazionali temporaneamente all’estero dovranno consegnare entro l’8 maggio.

Ricapitolando, i cittadini stabilmente residenti all’estero votano per corrispondenza negli Stati con i quali il Governo italiano ha concluso apposite intese. Negli Stati dove non è stato possibile concludere tali intese e negli Stati con intese ma la cui situazione politica o sociale non consente l’esercizio del diritto di voto, i connazionali dovranno tornare in Italia, avendo diritto al rimborso del 75% del costo del biglietto, presentando apposita istanza all’ufficio consolare della circoscrizione di residenza.

Per i cittadini temporaneamente all’estero per motivi di servizio o missioni internazionali, la procedura da seguire per votare per corrispondenza dipende dalla categoria di appartenenza.

I militari e i dipendenti pubblici dovranno trasmettere una dichiarazione al comando o amministrazione di appartenenza, entro l’8 maggio.

I professori universitari dovranno far pervenire la dichiarazione, entro l’8 maggio, direttamente all’Ambasciata/Consolato di riferimento.

Al contrario di quanto previsto per gli italiani iscritti all’Aire, i cittadini temporaneamente all’estero possono votare per corrispondenza anche negli Stati con i quali il Governo italiano non ha potuto concludere apposite intese e negli Stati con intese ma la cui situazione politica o sociale non consente l’esercizio del diritto del voto. Per questo, se questi connazionali vorranno tornare in Italia per votare non avrebbero diritto ad alcun rimborso per le spese di viaggio.

In vista delle consultazioni il ministero ha attivato anche un indirizzo di posta elettronica dedicato: referendum2011@esteri.it.

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