Data odierna 12-12-2017

“Una cosa non la capiamo: perché Rapanà ritiene che la Fusieminacci? Dato per certo che la Fusie non ne ha la possibilità, garantiamo che non ne ha mai avuto l’intenzione. Nel suo ultimo...

“Una cosa non la capiamo: perché Rapanà ritiene che la Fusieminacci? Dato per certo che la Fusie non ne ha la possibilità, garantiamo che non ne ha mai avuto l’intenzione. Nel suo ultimo comunicato ha semplicemente richiamato ad evitare il linguaggio allusivo e fuorvianti generalizzazioni, invitando a circostanziare eventuali denunce”. Così la presidenza della Fusie, guidata da Giangi Cretti, replica alla nota con cui il consigliere del Cgie per il Canada Giovanni Rapanà criticava forma e sostanza dell’appunto con cui la Federazione richiamava editori e giornalisti italiani all’estero alla “corretta informazione”. Una nota in cui Rapanà ha ravvisato “toni di minaccia” e “dichiarazioni amletiche”.
Critiche respinte in toto dalla Fusie che, sui contenuti espressi dal consigliere del Cgie, rilancia: “qualche perplessità (e un dubbio che esprimeremo in seguito) sono invece alimentate dal resto delle affermazioni contenute nella sua nota resa pubblica lo scorso 25 ottobre. Com’é possibile – si legge nella nota – che l’amico Rapanà credesse e non creda? In fin dei conti, sarebbe sufficiente che ponesse memoria a quanto sistematicamente sostenuto negli ultimi 15 anni dalla Fusie e dai suoi esponenti nella Commissione Informazione del CGIE, nella quale, seppur saltuariamente, Rapanà é transitato. Semmai, nel caso di specifica amnesia, avrebbe potuto rileggersi i verbali di quelle riunioni, o trovare certezze nei documenti dei Congressi e dei Convegni Fusie: da Catania a Roma passando per Udine, per circoscrivere ai più recenti l’onerosa ricerca”.

“Non bastasse, – aggiunge la Presidenza Fusie – Rapanà avrebbe potuto fare capo alle dichiarazioni fornite dal presidente Domenico De Sossi in sede di audizione al Comitato per gli italiani all’estero del Senato. Oppure rileggersi la lettera di risposta, vergata da Mauro Masi, nel 2004, con la quale, l’allora Direttore generale del Dipartimento per l’editori della Presidenza del Consiglio affermava di condividere lo spirito delle proposte inviate dalla Fusie per la riforma del regolamento di attribuzione dei contributi erogati da quel Dipartimento. Non contento, oppure impigrito, avrebbe potuto rivolgersi ai nostri uffici: saremmo stati lieti di fornirgli copiosa e argomentata documentazione, che certifica in modo inequivocabile come la FUSIE abbia sempre difeso il ruolo della stampa italiana all’estero, e del pari abbia puntualmente richiesto, maggiore rigore e certezza nei controlli” .
“Stante questo inconfutabile stato di cose – conclude la nota – duriamo fatica a scacciare un fastidioso dubbio: amletico, e al contempo tautologico. Rapanà ci é o ci fa?”.

Oppure condividila!

Piaciuta la notizia? Forse ti può interessare..

Lascia un commento

Invia il commento