Data odierna 22-10-2017

L’applicazione automatica della riduzione del 20% del personale dirigenziale determinerebbe una “drastica riduzione” del corpo diplomatico e produrrebbe “effetti insostenibili”...

Spending review e Farnesina: Il parere approvato dalla commissione esteri del Senato

L’applicazione automatica della riduzione del 20% del personale dirigenziale determinerebbe una “drastica riduzione” del corpo diplomatico e produrrebbe “effetti insostenibili” sull’Amministrazione degli Esteri.

È quanto si legge nel parere approvato ieri dalla Commissione Affari Esteri del Senato in merito al decreto sulla spending review. Alla presenza del sottosegretario Marta Dassù, la Commissione ha infatti proseguito e concluso l’esame delle parti di competenza del decreto, quelle cioè che riguardano la Farnesina, personale diplomatico e scuole e docenti italiani all’estero in primis.

Nel breve dibattito di ieri, diversi senatori hanno auspicato il riconoscimento del carattere peculiare della carriera diplomatica, così come fatto anche dal sottosegretario Dassù secondo cui al MAE dovrebbe essere riconosciuta “una maggiore flessibilità nell’individuazione delle voci di spesa da ridurre, anche con misure diverse dalla riduzione degli organici del personale”.

A Mantica (Pdl) che segnalava “l’opportunità di un maggiore dettaglio nella definizione della specifica struttura degli organici del Dicastero degli esteri, vista la particolarità della carriera diplomatica”, ha replicato Micheloni (Pd) secondo cui “non può essere condivisa l’opinione per cui il Ministero degli affari esteri ha già provveduto ad una riforma della sua struttura, produttiva di risparmi. La mera operazione matematica di suddivisione del personale diplomatico tra le sedi all’estero non tiene conto del differente assetto ed importanza tra gli uffici del Ministero nel mondo. Ci sono altri margini per incisive razionalizzazioni”.

È quindi intervenuto il presidente Dini (Pdl) che, pur condividendo la necessità di una razionalizzazione della presenza del personale diplomatico nelle sedi all’estero, ha ribadito che “una mera riduzione organica di personale dirigenziale del Ministero potrebbe compromettere l’invarianza del livello dei servizi per i cittadini. Occorre dunque evitare, per quanto possibile, con riferimento alla carriera diplomatica, che quanto previsto dall’articolo 2 si traduca in un taglio lineare, come invece pare emergere dalle considerazioni contenute nel dossier del Servizio del bilancio”.

A Giordano (Pdl) che chiedeva una specificazione sulla qualifica dirigenziale del personale del Ministero, Dini ha spiegato che “hanno qualifica dirigenziale nell’ambito del Ministero degli affari esteri i componenti il corpo diplomatico in Italia e all’estero”.

Per il presidente della Commissione, quindi, invece di ridurre i dirigenti potrebbero esserlo i non-dirigenti; opinione condivisa da Tonini (Pd) secondo cui “potrebbe essere ridotto il personale amministrativo, garantendo comunque la prestazione dei servizi con il ricorso al personale a contratto nelle sedi all’estero”.

Tutte osservazioni finite nel parere approvato dalla Commissione, in cui si sottolinea anche l’importanza dell’insegnamento della lingua italiana, servizio, si legge nel parere, “che potrebbe essere garantito persino allargando la platea dei fruitori ricorrendo a docenti di italiano residenti nei Paesi terzi”.

Di seguito il testo del parere.

“La Commissione Affari esteri, emigrazione, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere favorevole.

Sottolinea che la specificità della struttura degli organici rende l’applicazione automatica della riduzione del 20 per cento del personale dirigenziale insostenibile per gli effetti sull’Amministrazione degli esteri. Ciò determinerebbe infatti una drastica riduzione del corpo diplomatico. Al riguardo rileva che la stessa entità di risparmio può ottenersi operando sull’insieme della spesa di funzionamento del MAE consentendo così di rispettare meglio il principio di invarianza dei servizi ai cittadini.

Analogo criterio si richiama per l’insegnamento della lingua italiana, servizio che potrebbe essere garantito persino allargando la platea dei fruitori ricorrendo a docenti di italiano residenti nei Paesi terzi.

Richiama inoltre la impossibilità di applicare la soppressione degli organi collegiali quando istituiti in virtù di obblighi internazionali”.

Oppure condividila!

Piaciuta la notizia? Forse ti può interessare..

Lascia un commento

Invia il commento