Data odierna 22-09-2017

Accolto un Odg che impegna il governo ad un incremento delle risorse. Approvata anche una risoluzione in merito all’organizzazione e al funzionamento del Servizio europeo per l’azione...

Guarda le immagini Sí DELLA COMMISSIONE ESTERI ALLA PROPOSTA DI LEGGE SULLA GESTIONE DEI FONDI MAE PER LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO

Accolto un Odg che impegna il governo ad un incremento delle risorse. Approvata anche una risoluzione in merito all’organizzazione e al funzionamento del Servizio europeo per l’azione esterna

Dopo il sí della Commissione Esteri della Camera, il testo di legge di modifica delle norme concernenti la gestione dei fondi del Mae per la Cooperazione allo sviluppo è stato approvato all’unanimitá anche dalla III Commissione del Senato.

Si tratta di una disposizione che introduce nuove norme in materia di cooperazione allo sviluppo, che riguardano anche le convezioni stipulate con le Ong e la gestione dei fondi dell’amministrazione del Mae nel settore.

Nel corso dell’ultima seduta, ieri, il presidente della Commissione Esteri Lamberto Dini, ha segnalato l’assenza di emendamenti presentati in proposito, mentre Giorgio Tonini (Pd) ha illustrato l’ordine del giorno da lui presentato, in qualitá di primo firmatario, inteso ad impegnare il governo ad un incremento delle risorse per la cooperazione allo sviluppo e ad una riforma normativa sulla materia.

Al governo, in particolare, si chiede nell’Odg, accolto dalla Commissione in seguito ad una parziale riformulazione suggerita dal sottosegretario agli Esteri Vincenzo Scotti, di “definire un piano pluriennale di incrementi dei fondi da destinare alla cooperazione allo sviluppo, che consenta all’Italia di rientrare nel rispetto degli impegni internazionalmente giá assunti e di rilanciare il suo ruolo in questo ambito strategico della politica estera”. Si chiede inoltre all’esecutivo di “favorire la ripresa del dibattito parlamentare sulla riforma della legge n. 49 del 26 febbraio 1987 e dare cosí seguito al proficuo lavoro svolto dalla Commissione esteri con ampio consenso da parte di tutti i gruppi parlamentari”.

Nella medesima seduta la Commissione Esteri ha anche approvato una risoluzione relativa all’atto comunitario del Consiglio dell’Unione Europea che fissa l’organizzazione e il funzionamento del servizio europeo per l’azione esterna. La risoluzione impegna il governo “a ribadire con forza le posizione favorevoli ad una sostanziale autonomia amministrativa e di bilancio del servizio di azione esterna”, strumento funzionale all’azione dell’Alto rappresentate dell’Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, “al quale spetterá garantire un efficace coordinamento tra le istituzioni coinvolte nella definizione della politica estera dell’Unione”.

Al governo si chiede inoltre di fare in modo che non venga a crearsi “una struttura sovrabbondante rispetto alle funzioni che devono essere essenzialmente quelle di garantire profilo politico e coerenza all’azione esterna dell’Unione” e di partecipare “con i candidati migliori alla selezione per le cariche più alte del Servizio, data la rilevanza che deve assumere nello scacchiere internazionale”. Indispensabile quindi “un meccanismo di selezione che garantisca rigorosi criteri di qualitá e obiettivitá delle scelte e il rispetto del principio di adeguata rappresentanza geografica”.

Nella risoluzione si auspica anche “una regolare consultazione con il Parlamento europeo che verta sui principali aspetti e sulle scelte fondamentali della Politica di sicurezza e difesa comune”. In questo ambito si invita inoltre il governo a porre come basilare “la questione di una formazione comune del personale assegnato al Servizio di azione esterna attraverso piani di studio da realizzare in istituti europei giá esistenti, appoggiando con forza e convinzione la candidatura dell’Istituto universitario europeo di Fiesole e a ribadire che l’inglese e il francese rimangano le uniche lingue di lavoro nell’attivitá del Servizio”, oltre che a riferire in proposito periodicamente al Parlamento.

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