Data odierna 24-09-2017

“Il decreto del Ministro degli affari esteri del 31 ottobre 2011 – adottato in attuazione del decreto legislativo n.71 del 2011 sulla razionalizzazione delle funzioni consolari – non ha abolito...

Servizi notarili nei consolati, Giro risponde a Caruso

“Il decreto del Ministro degli affari esteri del 31 ottobre 2011 – adottato in attuazione del decreto legislativo n.71 del 2011 sulla razionalizzazione delle funzioni consolari – non ha abolito la possibilità di erogare tali servizi.

Il relativo articolo 2 dispone infatti che, negli Stati considerati, i Capi degli Uffici consolari possano in ogni caso ricevere atti i quali, ove non sia oggettivamente possibile rivolgersi ad un notaio in loco, rivestano carattere di necessità e urgenza e il cui mancato o ritardato rilascio possa recare pregiudizio al cittadino italiano richiedente”. È quanto precisato dal sottosegretario agli esteri Mario Giro, che ieri in Commissione Affari Esteri, ha risposto alla interrogazione del deputato di Scelta Civica Mario Caruso.

“Ringrazio l’onorevole Caruso per avermi dato l’opportunità di fornire dei chiarimenti circa le novità introdotte a partire dal 1° gennaio 2012 nel settore dell’erogazione dei servizi consolari e, in particolare, dei servizi notarili in alcuni Paesi, quali Germania, Belgio, Austria, Francia e Lettonia”, ha esordito Giro, che ha quindi citato l’articolo 2 del decreto.

“Particolare attenzione – ha aggiunto – è stata dedicata ai connazionali più bisognosi d’aiuto. Penso, ad esempio, ai pensionati a cui viene spesso richiesto di dare dimostrazione della propria esistenza in vita e che potranno continuare a usufruire dell’autenticazione da parte del competente Ufficio consolare della sottoscrizione apposta sull’apposito formulario. Lo stesso articolo prevede inoltre che l’ufficio consolare possa ricevere documenti che, per loro natura, hanno un contenuto particolarmente sensibile e dai rilevanti effetti patrimoniali, come i testamenti pubblici, segreti ovvero internazionali”.

“Faccio poi notare – ha continuato il sottosegretario – come le soluzioni adottate con il decreto del Ministero degli affari esteri siano state ampiamente condivise dagli operatori giuridici del settore. Il Consiglio nazionale del notariato (CNN) ha partecipato infatti alla redazione del testo e, di recente, ne ha confermato il suo giudizio estremamente positivo. Dal punto di vista strettamente giuridico, l’adesione di Paesi, quali Germania, Francia, Belgio, Austria e Lettonia all’Unione internazionale del notariato latino (U.I.N.L), rappresenta un fatto da tenere in debita considerazione. In questi Paesi, infatti il notaio è un giurista di elevata qualificazione professionale, capace di offrire una prestazione di assoluto livello. L’appartenenza al notariato latino, come confermato dal Consiglio nazionale del notariato, assicura che il documento prodotto all’estero sia effettivamente equivalente all’atto notarile interno, perché proveniente da un professionista o funzionario pubblico che nel proprio ordinamento svolge, ad esempio, il controllo di legalità del contenuto, di autenticità della sottoscrizione, di capacità e legittimazione dei soggetti interessati. L’atto così formato e produttivo dei medesimi effetti giuridici che si ritrovano nel nostro ordinamento. Tutto questo rappresenta un impianto giuridico in grado di ridurre al minimo il rischio di pratiche non utilizzabili in Italia”.

“Le soluzioni adottate con il decreto del 2011 – ha ricordato Giro – non costituiscono, in ogni caso, una decisione solo italiana. Ben prima di noi (dal 1° gennaio 2005), la Francia ha adottato una soluzione ben più radicale, abolendo del tutto l’esercizio delle funzioni notarili da parte delle proprie rappresentanze diplomatico-consolari in tutti gli Stati membri dell’Unione europea. Non sono infine da escludere i benefici di tale decisione, che ha avuto l’effetto di liberare preziose risorse umane e di impiegarle per rafforzare altri servizi non meno utili per i nostri connazionali. Ricordo, ad ogni buon fine, che stiamo parlando unicamente delle sedi consolari operanti in cinque Paesi europei nei quali l’assenza di formalità legate all’entrata dell’atto straniero nel nostro ordinamento non rende più essenziale il mantenimento di tale servizio”.

Concludendo, il sottosegretario ha assicurato che “le nostre rappresentanze diplomatico-consolari in ogni caso continueranno a monitorare costantemente l’evolversi della situazione in loco ed a valutare con la massima attenzione i suggerimenti provenienti dall’utenza per rendere il più agevole possibile il ricorso agli studi notarili locali da parte dei cittadini italiani”.

Nella sua replica, Caruso si è detto “soddisfatto” della risposta, soprattutto per “la precisazione fornita dal Governo in ordine al fatto che il decreto del ministro degli affari esteri del 31 ottobre 2011 non ha abolito la possibilità di erogare i servizi consolari e in particolare quelli notarili”.

Detto questo, però, Caruso ha riferito che “dalle notizie da me raccolte presso la nutrita comunità italiana in Germania, nella pratica risulta quasi impossibile ottenere l’erogazione di tali servizi. In Germania sono presenti circa 700 mila italiani e il 45 per cento circa di loro sono persone anziane con difficoltà di mobilità e con ridotti mezzi finanziari, circostanze che rendono estremamente difficile recarsi presso le sedi consolari”. (aise)

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