Data odierna 22-09-2017

“Ho letto con perplessitá alcune dichiarazioni sulla questione dei fondi elettorali che ricevono i partiti e in particolare il nostro movimento, il MAIE. Visto che vengono affrontati degli...

“Ho letto con perplessitá alcune dichiarazioni sulla questione dei fondi elettorali che ricevono i partiti e in particolare il nostro movimento, il MAIE. Visto che vengono affrontati degli argomenti sui quali è possibile confondere il lettore, per fare chiarezza sulla gestione dei rimborsi elettorali di un movimento di cui sono Coordinatrice per l’America latina, vorrei fare alcune precisazioni”. È quanto scrive la senatrice Mirella Giai (Maie) in risposta a quanto sostenuto dal senatore Caselli (Pdl) che in una nota diramata ieri attaccava il fondatore del Maie Ricardo Merlo, sostenendo, tra l’altro, che a lui “questa crisi parlamentare conviene, visto che, essendo segretario di un movimento politico, otterrebbe sicuramente i 5 euro per ogni voto conseguito”.
La Giai, dal canto suo, ricorda che “la Legge italiana (157/1999) regola il finanziamento pubblico dei partiti e ha la funzione di evitare i casi di finanziamento illecito o occulto dei partiti stessi. Questa legge prevede cinque fondi: per elezioni alla Camera, al Senato, al Parlamento Europeo, Regionali, e per i referendum, erogati in rate annuali. Il MAIE insieme agli altri partiti tra i quali altri rappresentanti degli italiani all’estero come l’AISA dell’ex- Senatore Luigi Pallaro, l’USEI dell’attuale coordinatore del PDL, Eugenio Sangregorio, e anche il CTIM (presente alle elezioni del 2006), che hanno partecipato anche alle elezioni precedenti, ottemperati gli obblighi formali contabili necessari, quali anche la pubblicazione del bilancio su quotidiani nazionali (il bilancio MAIE è stato pubblicato sui quotidiani “Europa” e il “Corriere di Romagna”), hanno diritto per legge a ricevere rimborsi elettorali, in quote annuali”.
In particolare, prosegue la senatrice, “il MAIE ha finora ricevuto circa 90.000 euro/anno, a cui devono sottrarsi le spese di amministrazione che – solo tra commercialisti, revisori e pubblicazione obbligatoria dei bilanci su quotidiani nazionali – ammontano annualmente a circa 10.000 euro. Il rimanente di questi fondi – precisa Giai – viene utilizzato per finanziare le molteplici attivitá, rivolte al rafforzamento e consolidamento dell’organizzazione del Movimento Associativo nell’ambito della Circoscrizione estero e in Italia. Nel 2009 abbiamo anche partecipato alle Elezioni europee, senza ricevere per questo alcun rimborso”.
Giai, quindi, ricorda che “dal 2008 ad oggi, abbiamo organizzato svariati Congressi del MAIE in Sud America, sia nazionali che continentali, corsi di formazione politica gratuiti per i partecipanti, conferenze e molto altro ancora. Tutto questo è pubblico, documentato e a disposizione di chi lo richieda. Infine, parte dei fondi sono accantonati per sostenere la campagna elettorale per le prossime elezioni politiche”.
A tal proposito, la parlamentare tiene a sottolineare che “mentre la campagna elettorale del MAIE nel 2008 si è svolta solo nella Ripartizione continentale del Sud America, in futuro, è molto probabile che saremo impegnati a livello mondiale, in tutte le ripartizioni della circoscrizione estero”.
“Questo è quanto facciamo con i rimborsi elettorali per far crescere il Movimento Associativo degli Italiani all’Estero. Questo si fa, quindi, con i rimborsi elettorali relativi a circa 160.000 voti ricevuti. La domanda da farsi – rilancia – credo sia: allora, cosa fa all’estero il Popolo della Libertá, un partito che incassa rimborsi intorno ai 75 milioni di euro?”.

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