Data odierna 22-09-2017

“Gli italiani all’estero sanno che il mondo occidentale attraversa un momento difficile, che inizia con l’11 settembre e che porta al fallimento di alcune grandi banche che trascinano questa economia...

“Gli italiani all’estero sanno che il mondo occidentale attraversa un momento difficile, che inizia con l’11 settembre e che porta al fallimento di alcune grandi banche che trascinano questa economia verso la recessione. È un momento che passerà e ci sono già i primi segnali di ripresa. L’Italia si inserisce in questo momento di ripresa: una volta completato, riprenderemo a dare maggiore spazio, consistenza e speranza a coloro i quali vogliono continuare a vivere un rapporto importante con la madrepatria”. Lo ha affermato ad ItaliaLavoroTv/Italiannetwork il Presidente del Comitato per Questioni degli Italiani all’Estero del Senato, sen. Giuseppe Firarrello, in occasione dei lavori dell’Assemblea Plenaria del CGIE.

“A complicare la condizione generale, le difficoltà politiche: siamo certi che nei prossimi mesi questo stato di cose sarà superato. E in questo, il colloquio con il CGIE e con i Comites può essere riattivato attraverso una selezione degli interventi prioritari da realizzare, tra cui la revisione necessaria del voto degli italiani all’estero. C’è, inoltre, la volontà di procedere nell’assegno sociale, di guardare con maggiore comprensione alla ristrutturazione della rete consolare e a tutto ciò che oggi è motivo di preoccupazione per gli italiani all’estero. Lo faremo di comune accordo con tutti coloro che amano l’Italia e vogliono conservare un rapporto forte con la loro patria”.

In merito all’assegno sociale, il senatore Firrarello ha presentato al Parlamento una proposta “che sono convinto andrà in porto, perché non particolarmente onerosa né di difficile attuazione”.

Secondo l’esponente del MAIE, sen. Mirella Giai “non possiamo negare la presenza di una crisi mondiale che va affrontata anche e soprattutto attraverso maggiore coraggio politico. Abbiamo una serie di questioni che devono essere trattate: il rinnovo dei Comites e del CGIE, la chiusura dei consolati, l’assistenza, la cultura. E allora dobbiamo far sapere chi siamo e far conoscere la nostra importanza: noi siamo quelli che hanno lasciato l’Italia, che anche a distanza hanno aiutato coloro che sono rimasti qui…”

“Credo che quest’Assemblea – ha concluso Giai – sia importante in quanto ci permette di discutere una serie di temi importanti su cui dobbiamo far ascoltare la nostra voce. Se non riconosciamo il nostro passato non possiamo costruire sui giovani il nostro futuro”.

Ha parlato, invece, di voto all’estero il senato del PD eletto all’estero, Claudio Micheloni: “Sul voto all’estero, sollecito il Governo ad intervenire presso la Commissione competente al Senato per dare la propria disponibilità, anche per inserire una serie di elementi di effetto immediato per rendere più sicuro il voto”.

“Sui tagli della finanziaria – ha proseguito Micheloni – condivido l’esigenza di ridurre i costi: non a caso la Commissione esteri del Senato ha accolto all’unanimità la proposta di un’indagine conoscitiva, che rivela la preoccupazione su quello che sta accadendo nell’insieme del Ministero degli Affari Esteri”.

Di nuova emigrazione, invece, si sta occupando il senatore del PdL eletto all’estero, Raffaele Fantetti: “Sono impegnato da qualche settimana su un provvedimento che riguarda la nuova emigrazione professionale, quella dei giovani: mi riferisco al disegno di legge sugli incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori. Abbiamo scelto lo stratagemma di un ordine del giorno di interpretazione che impegni il Governo, in modo da non ritoccare il testo e non tornare alla discussione alla Camera. Spero di ottenere il parere della Commissione Bilancio nelle prossime ore”.

Sulla questione dei tagli “continuo a dire – ha spiegato Fantetti – che dobbiamo essere grati al Governo, e al Ministro Tremonti, per come ha gestito e sta gestendo la situazione dei conti pubblici italiani. Una gestione che ci ha permesso di non essere attaccati dalla speculazione finanziaria internazionale. Molti Paesi, invece, sono in una condizione debitoria decisamente più negativa della nostra. I soldi esistenti sono stati messi nel lavoro, che ha garantito la tenuta sociale del Paese. Per quanto riguarda gli italiani all’estero, abbiamo salvato i tagli all’editoria, ma sono personalmente critico rispetto alla disomogeneità che, all’interno del MAE, è stata data ad alcune voci di spesa”.

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