Data odierna 20-09-2017

Nel giugno dell’anno scorso, l’onorevole Ricardo Merlo aveva presentato un’interrogazione ai Ministri Frattini e Bondi – allora alla guida del Mibac – per sapere se e come il Governo intendesse...

Nel giugno dell’anno scorso, l’onorevole Ricardo Merlo aveva presentato un’interrogazione ai Ministri Frattini e Bondi – allora alla guida del Mibac – per sapere se e come il Governo intendesse intervenire per censire gli edifici che ospitano le associazioni italiane all’estero ed eventualmente progettare un piano di restauro di sedi che, in alcuni casi, hanno un notevole valore storico ed architettonico.

L’intervento del Governo è stato escluso dal sottosegretario agli esteri Alfredo Mantica, che nel rispondere al deputato ha spiegato che “gli edifici in questione non sono di proprietà dello Stato italiano, e di conseguenza non appare possibile quanto prospettato dall’interrogante, dal momento che il Governo non può intervenire finanziariamente a favore di immobili di proprietà privata. Spetta, pertanto, alle associazioni che possiedono tali edifici pensare alla loro destinazione, ed alle soluzioni necessarie ad assicurarne la manutenzione”.

Mantica ha anche ricordato che “il Ministero degli esteri è consapevole che, come sottolineato dall’interrogante, gli edifici costruiti dagli immigrati italiani in Argentina, così come in altri paesi, hanno costituito da sempre punti di riferimento per le nostre comunità, in quanto sedi di circoli ricreativi, politici, e culturali; pertanto, oggi essi rappresentano un patrimonio delle nostre collettività all’estero, di cui rispecchiano l’evoluzione storica”.

Il Mae, si legge ancora nella risposta, “prende atto che il sostegno è andato gradualmente affievolendosi, anche per le mutate condizioni sociali delle comunità italiane all’estero, ed in tal senso le autorità diplomatiche e consolari, su richiesta delle associazioni, possono solo favorire la ricerca di sponsor privati, siano anche persone fisiche, interessati alla valorizzazione di tali edifici”.

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