Data odierna 24-09-2017

“Fini non mi piace. Non mi è mai piaciuto. E io non piaccio a lui, così siamo pari. Non ho mai digerito la sua fredda arroganza, la sua supponenza, la sua prepotenza, il suo atteggiamento di...

“Fini non mi piace. Non mi è mai piaciuto. E io non piaccio a lui, così siamo pari. Non ho mai digerito la sua fredda arroganza, la sua supponenza, la sua prepotenza, il suo atteggiamento di lei-non-sa-chi-sono-io. Mi disgusta il suo opportunismo che lo rende pronto a passare sul cadavere della nonna pur di conseguire vantaggi per se stesso. Quindi dovei godere come un matto a vederlo in grossa difficoltà dopo avere constatato che la sua minaccia di andarsene, lungi da gettare nel panico Berlusconi e il Pdl, è stata accolta con un sospiro di sollievo e dopo essersi accorto che i conti non gli tornano: quelli disposti a seguirlo per davvero sono pochini. E invece sono preoccupato”. I possibili risvolti per gli italiani nel mondo alla luce della crisi interna al Pdl “scoppiata” la scorsa settimana tra Berlusconi e Fini, con le dichiarazioni di quest’ultimo pronto a creare “gruppi autonomi” in Parlamento, sono delineati quest’oggi da Gian Luigi Ferretti nell’editoriale scritto per “L’italiano”.
“Se dovesse finire con l’uscita di Fini e fedelissimi dal Pdl il rischio è che se ne vadano i (non molti) che hanno un minimo di considerazione per gli italiani nel mondo lasciando il partito completamente in mano a coloro che li vedono come il fumo negli occhi.
Per antica militanza, conosco bene l’ambiente e gli uomini della Destra e sono in grado di indicare quali sono i parlamentari ex AN che ci vogliono bene. Sono: i deputati Mirko Tremaglia, Aldo Di Biagio, eletto in Europa e responsabile del settore italiani nel mondo del Pdl, Marco Zacchera, vice responsabile dello stesso settore, Giuseppe Angeli, eletto in Sud America, Silvano Moffa, Roberto Menia, Marcello De Angelis e il senatore Mario Baldassarri.
Tutti questi sono indicati fra coloro che sarebbero pronti a seguire Fini. Fra coloro che rimarrebbero nel Pdl non mi viene in mente nessuno che non abbia in uggia gli italiani all’estero.
Lo stesso Fini ha cambiato idea su molte cose, ma gli va dato atto di avere sempre avuto un occhio di riguardo per il mondo dell’emigrazione. Lo dimostrano i suoi discorsi, i gesti di rispetto e grande attenzione anche nei confronti del Cgie, invece umiliato da altri ex AN, per tutti il sen. Tofani.
In quale considerazione tenga gli italiani nel mondo il premier Berlusconi purtroppo lo sappiamo. Senza quel rompiballe di Fini a fare da argine, il suo disprezzo potrà finalmente tracimare. Prepariamoci al peggio”.

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