Data odierna 24-09-2017

“L’insegna luminosa “Pizzeria San Matteo” spunta da un angolo, e non è un sogno. Non siamo sul Lungomare di Salerno, ma nel cuore dell’Upper East Side, zona residenziale e benestante...

Scopri New York: La Pizzeria salernitana che fa scoprire il panuozzo

“L’insegna luminosa “Pizzeria San Matteo” spunta da un angolo, e non è un sogno. Non siamo sul Lungomare di Salerno, ma nel cuore dell’Upper East Side, zona residenziale e benestante di New York. Qui c’è un’oasi di “campanità”, che accoglie gli americani desiderosi di provare la pizza vera, quella con la mozzarella che fila, e senza il formaggio giallo”. A firmare questo pezzo è Piero Aementi, dalle pagine del portale Scopri New York, magazine di Volatour.

“Ciro (Casella) corre tra i tavoli, consiglia i vini (un Aglianico?), prepara il caffé che si è inventato lui, componendo una miscela speciale. Dietro al bancone c’è il fratello Fabio (Casella), un maestro negli affettati, riconosciuto dalle guide di New York, e poi l’altro socio Vincenzo Scardino, pizzaiolo. Di pizzaioli ce ne sono altri due, Ciro (un altro) e Antonio. Tutti campani che volevano fare gli americani, e sono venuti a guidare i clienti dell’Upper East (molto benestanti) verso un percorso culinario salernitano DOC.

In tanti hanno risposto con entusiasmo, e fanno la fila per sedere. “Questa per me è la migliore pizza della città”, sorride un cliente che viene da Boston. È qui con la moglie per visitare la figlia, e non ha dubbi: la pizza di Ciro è una rivelazione. Meglio sicuramente di quella al taglio che paghi anche un dollaro, ma poi devi metterci su il tovagliolo per assorbire l’olio.

Il locale è raccolto, familiare, e c’è molta attenzione ai dettagli: se la pizza non viene servita subito, se ne prepara un’altra. San Matteo in poco più di un anno si è guadagnato una stella Michelin, e recensioni favolose sulle guide newyorkesi, che si esaltano per una specialità importata da Salerno: il panuozzo! Spiegare cosa sia è difficile: un pane ripieno formato famiglia che fa venire l’acquolina in bocca solo a nominarlo.

Non c’è miglior modo per presentarsi al pubbico che presentando una novità. Ciro fa un espresso, e continua a raccontare: “Stiamo aprendo un nuovo locale a San Mark’s Place, ma questo sarà più giovanile, e serviremo solamente il panuozzo, iniziamo a gennaio”, Fabio intanto affetta il prosciutto di Parma, e l’altro Ciro, il pizzaiolo, sforna margherite e capricciose (“ma non fotografarmi la pancia mentre sforno la pizza”, scherza).

Comunque una peculiarità bisogna sottolinearla, San Matteo è innanzitutto un inno alla città di origine dei proprietari. Lo confermano una maglietta della Salernitana appesa alla parete e l’originale panuozzo “Di Bartolomei”, in onore del giocatore della Salernitana morto suicida nel 1994. Ma non è finita qui. Udite, udite, c’è anche una pizza “De Luca”. I clienti la ordinano, ma non sanno che questa specialità è stata pensata seguendo i gusti del sindaco salernitano Vincenzo De Luca (mozzarella, scarole e speck).

Vicienzo, come lo chiamano in città, è arrivato a New York pochi mesi fa per far disegnare il logo cittadino al grafico Massimo Vignelli, un’autorità nel suo campo. Non l’avesse mai fatto, ha ricevuto tantissime critiche, l’arrivo di Striscia la Notizia per l’eccessivo costo del logo (100mila dollari) ed è nato anche un gruppo Facebook (delle Chianchiarelle) per criticarne la megalomania.

Ma, su questo, Ciro ha le idee chiare: “Se il logo funziona si vedrà col tempo. Ma se la ricordano questi signori cos’era Salerno prima di De Luca? ” e, intanto, stappa un’altra bottiglia di vino, mentre fuori la temperatura si abbassa. Al suo fianco, campeggia proprio la S su sfondo azzurro di Vignelli… un amore sconfinato.

“E poi abbiamo il santo”, dice Fabio. “Che santo? “. “San Matteo fatto con le ceramiche vietresi”. E cosí scattiamo l’ultima foto. Quando vuoi, puoi venire a vedere le partite della serie A. Grazie, torno sicuro”

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