Data odierna 12-12-2017

Tre ordini del giorno presentati ieri alla legge finanziaria dai deputati del PD eletti all’estero, Gino Bucchino, Marco Fedi, Laura Garavini e Fabio Porta, impegnano il Governo ad assumere tutte...

Tre ordini del giorno presentati ieri alla legge finanziaria dai deputati del PD eletti all’estero, Gino Bucchino, Marco Fedi, Laura Garavini e Fabio Porta, impegnano il Governo ad assumere tutte le iniziative opportune affinché siano sanati gli indebiti pensionistici, siano esclusi anche i residenti all’estero dal pagamento dell’ICI e sia garantito l’assegno sociale agli emigrati poveri i quali rientrano in Italia. respinti gli emendamenti alla Tabella 6 del DDL, la strada degli ordini del giorno rimane l’unica percorribile per cercare di sensibilizzare il Govenro su tre questioni “molto concrete, rivendicate da tempo dai nostri connazionali residenti all’estero i quali si sentono vessati, esclusi e discriminati”.
Sugli indebiti i parlamentari hanno spiegato al Parlamento e al Governo che in seguito alla recente campagna reddituale per gli anni 2006, 2007 e 2008 effettuata dall’INPS nei confronti dei pensionati residenti all’estero allo scopo di verificare la sussistenza del diritto a prestazioni legate al reddito e di aggiornare eventualmente i relativi importi pensionistici, sono state rilevate decine di migliaia di situazioni debitorie.
“Tali indebiti, che variano da poche centinaia a migliaia di euro, – hanno sottolineato i parlamentari – sono stati determinati di norma dalla sporadicità delle campagne reddituali effettuate dall’INPS all’estero (come è noto invece in Italia vengono effettuate annualmente) e dai ritardi e dalla farraginosità del sistema adottato dall’Istituto previdenziale per la gestione della rilevazione e del recupero degli indebiti formatisi sulle pensioni erogate all’estero”.
Bucchino, Fedi, Garavini e Porta sostengono che “per le considerazioni suesposte si può escludere la presenza di dolo da parte dei pensionati interessati. Gli indebiti in genere gravano su pensionati emigrati i quali sono titolari di prestazioni legate al reddito e che si trovano quindi in uno stato di disagio economico”.
Sull’ICI i parlamentari del PD denunciano che “il risultato concreto dell’applicazione della normativa introdotta con il Decreto n.93 del 2008 è stato che gli italiani all’estero sono gli unici cittadini italiani a non usufruire della esenzione dal pagamento dell’ICI senza nemmeno poter avvalersi della ulteriore detrazione fino a 200 euro prevista dalla finanziaria per il 2008. Si chiede quindi l’impegno del Governo a valutare l’opportunità di estendere l’esenzione dall’ICI anche alle unità immobiliari possedute in Italia da cittadini italiani residenti all’estero e già equiparate ad abitazione principale in virtù della legge n. 75 del 1993, a condizione che non risultino locate”.
Infine Bucchino, Fedi, Garavini e Porta, chiedono al Governo di “rivedere la normativa che ha introdotto il requisito di dieci anni continuativi di residenza in Italia ai fini della corresponsione dell’assegno sociale perché essa penalizza soprattutto i cittadini italiani emigrati che rientrano in Italia definitivamente e che non possono far valere tale requisito, rischiando così di rimanere senza alcun reddito se non sono titolari di pensione estera”.

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