Data odierna 23-08-2017

“Se le cose stanno così, sono veramente meravigliato di come si possa fare una proposta del genere”. Così, intervistato da Repubblica, il presidente dell’Associazione nazionale magistrati,...

Sabelli: senza norme finanziamento illecito no mani pulite

“Se le cose stanno così, sono veramente meravigliato di come si possa fare una proposta del genere”. Così, intervistato da Repubblica, il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Rodolfo Sabelli, commenta il contenuto di un emendamento Pdl – di cui dà conto oggi in prima pagina lo stesso quotidiano – presentato in commissione Affari costituzionali della Camera al disegno di legge del governo sul finanziamento pubblico ai partiti e che prevede di togliere il carcere al finanziamento illecito.

L’emendamento, il cui testo è pubblicato dal quotidiano, è firmato dagli onorevoli Pdl Bianconi, Calabria, Centemero, Ravetto e Romano. “Si tratta di un intervento che può produrre effetti molto gravi – rimarca Sabelli – Tanto per capirci bisogna ricordare che Mani pulite si fondava su tre pilastri”: reato di corruzione, falso in bilancio – che “di fatto è depenalizzato, totalmente depotenziato” – e il reato di finanziamento illecito ai partiti.

“Questa proposta di depenalizzazione”, aggiunge, “vuol dire depotenziare quel terzo pilastro”. “Il finanziamento ai partiti politici da parte dei privati o di società non è vietato – spiega il magistrato -. E la norma attuale sul finanziamento illecito non vuole vietarlo, non vuole impedirlo, ma chiede la trasparenza. E quando è fatto da società si richiede la delibera dell’organo competente e l’iscrizione a bilancio. La riforma in discussione muove inoltre verso una curvatura che tende a valorizzare il profilo privato, del sostegno del privato al partito. Ma questo sostegno non può non andare di pari passo con il rafforzamento della trasparenza”.

La sanzione del carcere, sottolinea, “costituisce un rafforzamento dell’obbligo di trasparenza. È chiaro che la sanzione penale, detentiva e pecuniaria, ha una forza, ha un’efficacia dissuasiva e preventiva enormemente superiore a quella di una sanzione amministrativa”.

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