Data odierna 25-09-2017

Si terrá sabato prossimo, 3 luglio, dalle ore 16 alle 20 nel Clube Alentejano de Desportos “O Elva” (Rue Wery 87), il prossimo Congresso del Circolo del Partito Democratico di Bruxelles,durante...

Si terrá sabato prossimo, 3 luglio, dalle ore 16 alle 20 nel Clube Alentejano de Desportos “O Elva” (Rue Wery 87), il prossimo Congresso del Circolo del Partito Democratico di Bruxelles,durante il quale gli iscritti potranno a partecipare alla discussione e alle operazioni di voto per l’elezione del segretario politico, mentre tutti gli interessati avranno modo di rinnovare o sottoscrivere la tessera per il 2010. Un congresso – spiegano dal Circolo di Bruxelles – che l’esecutivo uscente ha voluto incentrare sugli obiettivi strategici delle nostre comunitá: la battaglia per la piena integrazione in Belgio e il rilancio del percorso verso la cittadinanza europea.
“I socialisti francofoni, che trionfano in Vallonia e crescono nettamente nella regione di Bruxelles”, scrivono dal Circolo del Pd nella lettera di convocazione al Congresso, “devono ora misurarsi con l’onda lunga del successo elettorale degli indipendentisti fiamminghi. Sul piano generale, invece, dopo quasi vent’anni la famiglia socialista (ovvero quella rappresentata nelle due Camere da Ps e Sp.A) torna ad essere la più importante del Regno, davanti a liberali, cristiano-democratici e verdi. Questi mutamenti determineranno le scelte che il Paese dovrá fare in tema di assetto istituzionale e di rilancio del modello socio-economico. E tutto questo nel contesto dell’imminente presidenza di turno dell’Ue, particolarmente delicata per lo stato in cui versa l’Unione”.
“Le comunitá straniere in Belgio”, si legge ancora nella lettera, “guardano con crescente preoccupazione alle spinte separatiste di una parte del Paese: l’integralismo regionalistico e il radicalismo linguistico colpiscono prima di tutto le fasce meno protette della societá, i più deboli, chi – come gli immigrati – ha giá dovuto affrontare e superare una prima sfida per l’integrazione. Queste comunitá chiedono invece unitá, coesione, crescita, lavoro, solidarietá. Sono le stesse comunitá che in queste settimane hanno manifestato a Francoforte, ad Anderlecht – per la doppia cittadinanza – e che nel febbraio scorso a Laken hanno lanciato un appello per il rilancio degli istituti di rappresentanza degli italiani all’estero. Sono queste”, sottolineano dal Circolo del Pd, “le comunitá italiane alle quali il Partito Democratico deve offrire un progetto, una visione e un’organizzazione: un progetto di emancipazione sociale, una visione di societá aperta e inclusiva, un’organizzazione forte in alleanza con le altre forze, gli istituti e i soggetti della rappresentanza italiana e dell’associazionismo. A questa immigrazione italiana si aggiunge l’immigrazione recente: quella dei giovani, dei neolaureati, dei professionisti”.
“Nel corso degli ultimi due anni”, affermano ancora dal Circolo, “il Governo Berlusconi ha raso al suolo gli istituti dell’emigrazione e smantellato le risorse per i Consolati, gli Istituti di cultura, l’insegnamento della lingua e cultura italiana, ecc. Ora, ancor più di prima, essere italiane/i all’estero vuol dire fare i conti con una condizione di minoritá civile nei confronti del Paese di origine: nel contesto dei servizi consolari ordinari, ormai fatiscenti, come nell’ambito dell’apprendimento della lingua italiana; e poi, nel quadro del tentativo da parte delle destre italiane di sopprimere gli istituti di rappresentanza delle comunitá all’estero”.

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