Data odierna 12-12-2017

“Per fortuna ieri a Ballarò c’era Raffaele Fitto. Il ministro per i rapporti con le Regioni ha saputo replicare punto per punto alle chiacchiere prive di riscontri che durante la trasmissione...

“Per fortuna ieri a Ballarò c’era Raffaele Fitto. Il ministro per i rapporti con le Regioni ha saputo replicare punto per punto alle chiacchiere prive di riscontri che durante la trasmissione Rosy Bindi, complice il conduttore Giovanni Floris, ha cercato di far passare per buone, utilizzando la solita tattica della videocrazia, ovvero, “fare presa immediata sul telespettatore con la tesi voluta, sperando che nessuno smentisca”. L’ottimo Fitto, insieme al direttore di Libero, Maurizio Belpietro, ha smantellato le accuse, rimettendo i fatti, ricostruiti ad arte, nella vera sequenza temporale”. Sono parole di Massimo Romagnoli, PdL, presidente del Movimento della Libertà, che commenta la puntata di ieri della trasmissione in onda su rai3 cui è intervenuto a sorpresa, via telefono, anche il Premier Silvio Berlusconi che accusato il conduttore e gli autori del programma di essere dei “mistificatori”.
Secondo Romagnoli, “trasmissioni come quella condotta da Giovanni Floris ormai non riescono a nascondere nemmeno ai più ingenui la propria faziosità. Ieri s’è visto con chiarezza: il presidente Berlusconi, che ha chiamato in trasmissione, è stato interrotto a pochi secondi dal suo intervento, senza alcun rispetto istituzionale; ma ha fatto in tempo a rimarcare quello che tutti notiamo: che il conduttore fa domande retoriche, lasciando spazio a chi segue la sua linea, e bloccando ogni discorso di chi quella linea può lucidamente contestarla. Questo è Ballarò, ma non solo. È la stessa strategia di Santoro, la stessa dei più audaci Fazio e Saviano, che nei loro monologhi superprotetti sono riusciti a cancellare qualsiasi forma di controcanto”.
“Siamo stanchi – continua Romagnoli – dell’ipocrisia di questi talkshow preconfezionati, che vogliono condizionare le libere opinioni, mentre paradossalmente si presentano in parlamento mozioni di sfiducia lamentando la mancanza di pluralismo. Gli elettori hanno dato la fiducia a Berlusconi e ad un programma di cambiamento reale non più di sei mesi fa: quelli che hanno cercato in tutti i modi, leciti e illeciti, di sfasciare una maggioranza granitica, non possono certo ammantarsi del ruolo di salvatori della patria; una proposta indecente – conclude Romagnoli – non può che essere rigettata”.

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