Data odierna 23-09-2017

Domenica scorsa, 25 settembre, il Coordinamento di Sinistra Ecologia Libertà in Svizzera si è riunito a Zurigo. Ai lavori hanno preso parte i rappresentanti delle diverse realtà territoriali ed è intervenuta...

Riunito il coordinamento SEL in Svizzera: approvato un documento finale

Domenica scorsa, 25 settembre, il Coordinamento di Sinistra Ecologia Libertà in Svizzera si è riunito a Zurigo. Ai lavori hanno preso parte i rappresentanti delle diverse realtà territoriali ed è intervenuta Grazia Francescato, responsabile del settore Beni comuni e membro della Presidenza nazionale del partito.

Al termine della riunione è stato approvato un documento che costituisce la sintesi dei temi discussi da Coordinamento: coniugare sviluppo economico ed sostenibilità ambientale; per una nuova politica economica e sociale, no al governo tecnico; il voto in Svizzera: arginare la destra xenofoba ed isolazionista, rafforzare il campo della sinistra; l’ipotesi di accordo bilaterale italo-svizzero in materia fiscale; diritti e cittadinanza: il filo comune che unisce gli italiani all’estero e gli immigrati in Italia; voto all’estero: alcuni impegni di SEL.

Ecco di seguito il testo integrale del documento.

Coniugare sviluppo economico ed sostenibilità ambientale

Come ha ricordato Grazia Francescato nella sua introduzione, SEL è nata con la missione di costruire in Italia una nuova e moderna sinistra popolare, capace di coniugare le istanze di giustizia sociale, le battaglie per i diritti sociali e civili con l’esigenza di una riconversione ecologica, basata su rispetto e valorizzazione del territorio e sulle opportunità date dallo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili. L’attuale crisi non è solo finanziaria. Essa è allo stesso tempo crisi sociale, morale, ambientale. Si rende urgente quindi ripensare radicalmente le forme di redistribuzione della ricchezza e il modello di produzione. SEL vuole battersi per questa prospettiva mantenendo il suo profilo e la sua identità, in alleanza, ma nello stesso tempo in piena autonomia rispetto al Partito democratico.

Per una nuova politica economica e sociale, no al governo tecnico

SEL si batte contro la manovra economica del governo: una manovra miope, che scarica i costi della crisi sulle fasce più deboli della società senza intaccare privilegi e rendite finanziarie e senza affrontare i nodi strutturali dell’economia italiana. A questo proposito SEL ha avviato una serie di iniziative di mobilitazione che il primo ottobre culmineranno nella manifestazione nazionale di Roma. In quell’occasione SEL presenterà una serie proposte alternative che muovono in primo luogo da un taglio netto alle spese militari. Grazia Francescato ha voluto anche sottolineare come, nell’ambito di una proposta complessiva di riforma del welfare, SEL intenda contribuire a ridisegnare forme e contenuti di un nuovo sistema di protezione sociale, previdenziale e di diritti, nell’ottica di un nuovo “patto generazionale” che liberi risorse in favore delle nuove generazioni. No comunque a tagli selvaggi di risorse e di diritti a carico dei ceti più deboli, anche quando alcune proposte in questo senso dovessero venire da un “governo tecnico”. È evidente che il governo Berlusconi è moralmente e politicamente insostenibile, ma la via d’uscita passa per la strada maestra delle elezioni anticipate, con l’obiettivo di un governo vero che restituisca dignità e ruolo alla politica.

Il voto in Svizzera: arginare la destra xenofoba ed isolazionista, rafforzare il campo della sinistra

A proposito delle elezioni federali svizzere SEL intende sostenere tutte le iniziative volte ad arginare la pericolosa deriva a destra perseguita dal SVP/UDC e favorire l’affermazione di uno schieramento di sinistra forte, in grado di coniugare i diritti sociali con una forte impronta ecologista. Il primo obiettivo comune di tutte le forze democratiche di questo Paese è quindi quello di combattere una destra pericolosa che, strumentalizzando diffusi sentimenti di paura, sta iniettando nella società elvetica dosi massicce di razzismo e sta spingendo pericolosamente verso l’isolamento della Svizzera rispetto all’Europa e alle sue istituzioni. SEL vede con molta preoccupazione uno stallo nei processi di integrazione e di estensione dei diritti e paventa il rischio che, per calcolo elettorale, alcune componenti della sinistra non reagiscano con adeguata fermezza e convinzione alle campagne xenofobe. Altrettanto grande è la nostra preoccupazione per il profilarsi di manovre economiche che, in nome della crisi finanziaria e in conseguenza del forte apprezzamento del franco svizzero, puntano ad attuare tagli e risparmi sui diritti e sulle tutele sociali. In coerenza con la sua identità costitutiva, SEL in Svizzera sostiene pertanto tutte le forze della sinistra, a partire dal Partito Socialista e dai Verdi, rivolgendo un appello ai doppi cittadini di origine italiana ad esprimere a livello locale preferenze per quei candidati di questi partiti che più e meglio di altri si fanno carico dei bisogni delle comunità immigrate ed operano per un’estensione sostanziale della cittadinanza. Particolare sostegno va espresso anche alle candidature dei “secondo” che hanno il merito di dare rappresentanza e protagonismo alle generazioni di giovani immigrati nati e cresciuti in questo Paese.

L’ipotesi di accordo bilaterale italo-svizzero in materia fiscale

Il Coordinamento di SEL si è posto diversi interrogativi circa le ipotesi sulla revisione dell’accordo italo-svizzero sulla doppia imposizione circolate sulla stampa e sostenute con forza, nell’ambito di un’iniziativa “bipartisan”, da due parlamentari del PD eletti all’estero: l’ On. Franco Narducci e il Senatore Claudio Micheloni. Trattasi, come è chiaro, di materia complessa e delicata che chiama in causa gli interessi della Svizzera, della nostra collettività qui residente, ma anche e soprattutto dell’Italia, oggi esposta al rischio di un drammatico dissesto finanziario. A quanto pare di capire l’obiettivo è quello di ottenere dalla Svizzera un ristorno all’erario italiano di una parte della tassazione preventiva imposta ed incassata dal fisco svizzero. Il modello a cui ci si richiamerebbe è quello dell’ipotesi di accordo tra Svizzera e Germania, sul quale come è noto stanno esprimendo critiche severissime tutte le forze di opposizione in Germania, per le quali si tratta tout court di un insostenibile condono. Dalle percentuali di ristorno previste dai nostri parlamentari pare di capire persino che le percentuali del ristorno previste in prima applicazione siano del 5% non sul capitale ma sulla quota di tassazione preventiva (il 35%) applicata dalla Svizzera. Se così fosse si tratterebbe di un’inezia, di fatto un condono più scandaloso dello scudo fiscale! Di fronte a questa tematica complessa chiediamo innanzitutto ai nostri parlamentari la più assoluta trasparenza ed un confronto con le varie rappresentanze politiche ed associative degli italiani in Svizzera! Sia chiaro che SEL, che fa della lotta all’evasione fiscale e della fuga dei capitali un punto centrale della sua proposta, si opporrà a qualsiasi forma, palese o mascherata, di condono. Chiede che i parlamentari eletti in rappresentanza degli italiani all’estero, non si pieghino ad interessi di parte e operino innanzitutto per salvare l’Italia, la sua dignità e le sue finanze!

Diritti e cittadinanza: il filo comune che unisce gli italiani all’estero e gli immigrati in Italia

SEL continuerà a condurre l’iniziativa politica a favore delle nostre comunità all’estero, avendo come stella polare le politiche dei diritti e l’estensione della cittadinanza. Diritti e cittadinanza sono il filo che collega in una battaglia comune gli italiani all’estero e i cittadini immigrati in Italia. Troppo poco sinora è stato fatto dalle rappresentanze degli italiani all’estero per ricordare i tanti tratti di sofferenza che accomunano le storie di chi lascia il proprio paese per andare altrove a trovare lavoro e fortuna. Troppe volte sentiamo dire che noi italiani all’estero siamo diversi rispetto agli immigrati in Italia. La storia ci dice che non è così e questa memoria va in ogni occasione riattivata. Proprio in ragione di questo filo comune noi salutiamo come un fatto estremamente positivo l’avvio di una campagna promossa in Italia dalle associazioni delle seconde generazioni per una riforma delle norme sulla cittadinanza che favorisca la naturalizzazione automatica dei figli degli immigrati. Nei prossimi giorni avvieremo un contatto con queste organizzazioni non solo per esprimere loro il nostro pieno sostegno, ma anche per promuovere alcuni momenti comuni di riflessione. Per altro possono essere utilizzate a questo scopo alcune produzioni cinematografiche e opere teatrali che scaturiscono proprio da giovani registi italiani che operano in Svizzera.

Voto all’estero: alcuni impegni di SEL

Nei prossimi mesi SEL avvierà una sua riflessione sulle modalità di voto nella circoscrizione estero e sulle varie ipotesi di riforma che concernono questo aspetto del sistema elettorale italiano. Ci auguriamo di farlo nel contesto di una nuova legge elettorale così come viene rivendicato dalle centinaia di migliaia di cittadini che in Italia e all’estero hanno firmato il referendum abrogativo del “porcellum”. Il tema del voto all’estero è tornato alla ribalta nazionale in occasione dei referendum di giugno. Esso assume particolare rilievo nell’ambito delle diverse proposte di riforma attualmente presentate ed è sempre più spesso evocato in termini critici da partiti, gruppi parlamentari, politologi e costituzionalisti. È evidente che nel ridiscutere le questioni del voto all’estero e più in generale il tema della rappresentanza occorre riconsiderare criticamente l’attuale esperienza, i risultati carenti che essa ha prodotto e il rapporto che si è instaurato tra le espressioni associative ed elettive della nostra collettività e i parlamentari. Un rapporto fondato troppo spesso sulla delega “in bianco”. Crediamo che non sia nell’interesse delle nostre collettività limitarsi ad invitare i parlamentari alle manifestazioni celebrative (colpisce tra l’altro che siano sempre gli stessi!). Occorre costruire con essi una interlocuzione che serva a verificare permanentemente, in modo rigoroso e critico tutti i loro atti parlamentari”.

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