Data odierna 22-09-2017

Illustrate dal presidente Zacchera le proposte di riforma del voto all’estero depositate in Parlamento Chiesta dai deputati del Pd Fedi, Narducci e Garavini un’azione politica più incisiva...

Illustrate dal presidente Zacchera le proposte di riforma del voto all’estero depositate in Parlamento

Chiesta dai deputati del Pd Fedi, Narducci e Garavini un’azione politica più incisiva da parte del Comitato. Si è riunito ieri il Comitato permanente sugli Italiani all’estero della Camera. La seduta è stata introdotta dal presidente del Comitato Marco Zacchera  che ha ricordato come nella riunione del 21 aprile sia stata segnalata l’opportunitá di una riflessione sulle proposte di legge di modifica dell’esercizio di voto degli italiani all’estero e di riforma degli organi rappresentativi delle nostre comunitá nel mondo. Alla luce di ció da Zacchera sono stati illustrati i contenuti salienti sia delle numerose proposte di riforma del suffragio all’estero presentate alla Camera ed al Senato – al momento peró ve ne sono altre in attesa di pubblicazione – sia delle audizioni svolte al Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’applicazione delle norme che regolano le elezioni nella circoscrizione Estero.

Dopo le comunicazioni del presidente il deputato del Pd Marco Fedi  ha segnalato la perdurante assenza alle riunioni del Comitato dei deputati della maggioranza, una situazione che impedisce di fatto uno scambio di vedute sui temi in esame e la ricerca di posizioni condivise, nonché la disomogeneitá delle proposte di riforma del voto all’estero finora presentate. Secondo Fedi in questo ambito sarebbe comunque opportuno conoscere anche la posizione del Governo su specifici temi di particolare rilevanza, come ad esempio il rischio dell’espressione di un voto doppio nel caso di sistemi misti, lo svolgimento delle operazioni di scrutinio in Italia per assicurare la competenza giurisdizionale delle Corti d’Appello e le difficoltá nell’organizzazione dei seggi sul territorio che si verificano in alcuni Paesi. Fedi, dopo aver evidenziato la sua contrarietá al rinvio delle elezioni dei Comites e del Cgie stabilito con decreto legge dal Governo, ha auspicato un utile confronto anche sull’impostazione della riforma della rappresentanza degli italiani all’estero.  Il deputato ha anche richiamato l’attenzione sulla ripresa presso la Commissione Affari Costituzionali dell’esame delle proposte di legge in materia di cittadinanza. Un tema sul quale il deputato aveva richiesto in passato al Comitato un approfondimento per quegli aspetti che potrebbero interessare i connazionali all’estero. A tal proposito Fedi ha auspicato l’assunzione da parte del Comitato di una specifica posizione  e la convocazione di un incontro con i rappresentanti del Governo per capire quale sia la posizione dell’esecutivo su questa problematica.

A sua volta il vice presidente della Commissione Esteri Franco Narducci si è interrogato sull’opportunitá che il Comitato continui  la propria attivitá alla luce dello scarso peso politico che lo ha caratterizzato nella presente legislatura. Su questo punto da Narducci è stato inoltre rilevato come, non solo in ragione delle differenze regolamentari ma anche a causa della persistente assenza dei deputati di maggioranza, i provvedimenti che interessano le collettivitá all’estero finiscano con l’essere sempre incardinati presso l’altro ramo del Parlamento. Il deputato del Pd ha concluso il suo intervento ponendo in evidenza come, in assenza di un significativo aumento della capacitá del Comitato di incidere politicamente, potrebbero venire  meno le condizioni per continuare a partecipare ai lavori.

Anche Laura Garavini (Pd) ha sottolineato la necessitá  di un’azione più incisiva da parte del Comitato, che ad oggi non ha fatto sentire la sua voce su molte questioni assai rilevanti per gli italiani all’estero. La Garavini, dopo aver rilevato che la maggioranza appare molto divisa sulle questioni relative ai connazionali nel mondo, ha evidenziato come l’opposizione, e in particolare il Partito democratico, si stia adoperando per individuare una posizione unitaria, anche nei due rami del Parlamento.

In sede di replica il presidente Zacchera, dopo aver precisato che la scarsa incisivitá del Comitato va soprattutto ricercata non tanto nell’assenza dei deputati di maggioranza quanto nella sua natura regolamentare, si è detto pronto ad assumere tutte le iniziative che potrebbero contribuire a un’azione più efficace del Comitato ed ha condiviso la necessitá, espressa in primo luogo da Fedi, di audire al più presto i rappresentanti del Governo sui temi discussi nella seduta.

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