Data odierna 23-10-2017

Riflettori puntati sulla ripartizione Europa nel terzo appuntamento di RaiUno dedicato ad una serie di tavole rotonde sul voto all’estero.   Diretti da Giovanni Morello, gli ospiti in studio oggi...

Ripartizione Europa in primo piano: Fantetti, Billè, Ferretti, Vittorio e Sotiriou a confronto su RAI1

Riflettori puntati sulla ripartizione Europa nel terzo appuntamento di RaiUno dedicato ad una serie di tavole rotonde sul voto all’estero.

 

Diretti da Giovanni Morello, gli ospiti in studio oggi erano: Raffaele Fantetti, senatore uscente candidato del Pdl in Europa, Luigi Billè, candidato al Senato con la Lista Monti, Gianluigi Ferretti, candidato alla Camera con il Maie, Pasquale Vittorio, candidato alla Camera con Rivoluzione Civile Ingroia e Nadia Sotiriou, candidata al Senato con il Movimento 5 Stelle.

Punto di partenza della trasmissione, le proposte dei candidati. Il sen. Fantetti, è tornato sulla promessa “della restituzione dell’Imu: aboliremo l’Imu – ha affermato – e fisseremo criteri specifici per gli italiani all’estero quali proprietari di prima casa. Sarà restituito quanto versato. Punteremo inoltre sul binomio italiani all’estero – imprese italiane all’estero”.

Sulla stessa linea le osservazioni di Pasquale Vittorio, per il quale parlare di “seconda casa per gli italiani all’estero è una vera e propria presa in giro: come si può far pagare un’aliquota così alta – si è chiesto – se l’italiano emigrato è dovuto andare via, dovendo operare una scelta obbligata? E non dimentichiamo le rimesse che hanno aiutato il nostro Paese nel corso degli anni. Inoltre – ha sintetizzato – cosa vogliamo farne degli italiani di II e III generazione? Vogliamo portarne avanti l’identità ed il senso di appartenenza italiano oppure vogliamo che diventino cittadini di altri Paesi? Noi chiediamo per questo l’abolizione dell’Imu”.

Su posizioni più moderate Luigi Billé, per il quale occorre evitare “demagogie elettorali” e capire che “l’Imu è una tassa sulla casa dovuta ai comuni che si paga ovunque in Europa. Noi siamo dell’idea che si dovrebbe attuare la condizione ‘prima casa’ per le proprietà degli italiani all’estero, anche in considerazione del contributo che i nostri emigrati hanno reso al Paese con le rimesse nel corso degli anni”. La proposta avanzata da Billé potrebbe essere quella di una tassa “Paga per quanto usi”, tramite “una convenzione con il comune di residenza a tre, sei mesi o per intero se si decide di tornare in Italia”.

Sotiriou, da parte sua, precisando la posizione del Movimento 5 Stelle “contrario all’abolizione dell’Imu, ma favorevole alla considerazione “prima casa”" ha evidenziato i meccanismi tramite cui trovare fondi rimpiazzabili all’Imu: “chi ha di più paghi di più – ha esordito la candidata – si possono poi tagliare gli stipendi ai parlamentari, i finanziamenti ai partiti e all’editoria. Si possono trovare i fondi applicando maggiore attenzione nella lotta alla corruzione, all’evasione fiscale, tramite l’abolizione delle province”.

Polemica da subito la presa di posizione di Ferretti, secondo cui “l’Imu per gli italiani all’estero è uno dei problemi, non è il problema. Il problema reale è il totale disinteresse della madrepatria verso i suoi emigrati”. Affermando di “contestare questo tipo di trasmissione e la scelta della Rai di trasmetterlo in orari che all’estero ne rendono la fruizione pressoché impossibile”, Ferretti ha spostato quindi l’accento sul “disinteresse totale verso la chiusura dei consolati italiani all’estero”.

Sul tema, Fantetti ha ribadito la posizione del Pdl, convinto che a causa della mancanza di fondi e della ampiezza delle ripartizioni estere ad oggi sia “impossibile garantire la presenza fisica in loco. Per questo – ha detto – la nostra proposta si chiama “Secoli. Servizi Consolari Online”, ovvero la  digitalizzazione dei servizi consolari, che diventino così il punto di riferimento delle imprese italiane all’estero”, veicolo di “promozione dell’italianità” nel mondo. Da qui la scelta di “agevolare ad esempio l’attività delle camere di commercio”.

Posizione questa condivisa in parte da Vittorio, secondo cui proprio perché “le camere di commercio all’estero non hanno la benzina necessaria per camminare da sole, occorre finanziarle maggiormente, ripristinare in toto la funzionalità dell’Ice, ma soprattutto”, ecco la proposta, “assumere personale in loco che costa la metà, e farlo anche per la lingua e la cultura italiana all’estero”.

In merito al futuro dei consolati, Vittorio si è detto contrario alla digitalizzazione ponendosi la questione della fruizione da parte di quella fascia di emigrati anziani.

Dello stesso avviso Billé, secondo cui per la telematizzazione “i tempi non sono ancora maturi” poiché “manca il ricambio generazionale per rendere efficiente il sistema e l’accessibilità delle fasce di una certa età non è ancora fattibile. Occorre dunque mantenere il servizio laddove c’è”.

“Ridicola anche solo l’idea” per Ferretti, contrario a tagli e digitalizzazioni di ogni sorta.

Su una posizione diversa Nadia Sotiriou, secondo cui anche in merito ai consolati occorrerebbe “tagliare gli sprechi degli uffici che non svolgono il proprio ruolo efficientemente”, ma il punto è, ha sottolineato, “che per una politica seria dobbiamo porci obiettivi a lungo termine. Le questioni sono altre, ci dobbiamo chiedere cosa volgiamo raggiungere in 20, 30 anni”.

Immediato l’altolà di Ferretti, che ha detto di non ammettere né veti né tagli ai consolati, i quali, ha ribattuto, “sono e restano il problema vero”. “Come si fa a pensare di fare dei tagli?”, ha chiesto. “Non ci sono sprechi anzi: bisognerebbe quadruplicare i fondi attuali”.

Più o memo concordi si sono detti gli ospiti in studio sulla possibilità di un coordinamento futuro tra le future forze politiche elette per l’estero, “al fine di portare avanti battaglie comuni a favore di tutto il Continente”, contro ogni forma “di frammentazione” politica.

Da ultimo, condivisione di intenti anche sull’idea di ripristinare un eventuale ministro per gli italiani nel Mondo (“indispensabile” per Ferretti) e sulla necessità di rivedere la legge per il voto all’estero: per Billé e Vittorio plausibile l’idea di attuare il voto estero tramite seggi eliminando i plichi per maggiore trasparenza; per Fantetti più credibile invece una centralizzazione del sistema.

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