Data odierna 19-08-2017

Poche risorse per una rete diplomatico – consolare troppo estesa. Il Vice Ministro degli Esteri Marta Dassù torna in Parlamento e parte ancora una volta dal dato economico per spiegare perché la Farnesina...

Riorganizzazione consolare: Dassù in parlamento / Confermate tutte le chiusure: Si comincia il 30 novembre

Poche risorse per una rete diplomatico – consolare troppo estesa. Il Vice Ministro degli Esteri Marta Dassù torna in Parlamento e parte ancora una volta dal dato economico per spiegare perché la Farnesina procederà, come previsto, al ri-orientamento annunciato, cioè alla chiusura di 13 sedi consolari.

Niente è cambiato dall’8 agosto, quanto il Vice Ministro è intervenuta in Senato: oggi, il Vice Ministro ha spiegato ai deputati e ai senatori delle Commissioni Affari Esteri – riunite questa volta alla Camera – come e quando inizieranno le operazioni che ridisegneranno la presenza diplomatica italiana all’estero.

Nella elaborazione del piano, la Farnesina – ha ribadito Dassù – ha seguito quattro direttrici: risparmio economico dovuto alla spending review, razionalizzare le risorse umane, liberare le risorse per una presenza negli Stati emergenti, offrire servizi sostitutivi alle collettività residenti nelle circoscrizioni dove chiuderanno le sedi.

E allora: posto che non siamo gli unici a chiudere e che gli altri Paesi hanno praticamente il doppio dei funzionari diplomatici che ha l’Italia, Dassù ha ribadito che questa riorganizzazione, o riorientamento, è indispensabile.

Prima delle dolenti note, il viceministro ha comunicato tre aperture: l’Ambasciata in Turkmenistan, ad Ashgabat – annunciata da Mantica, già nel 2011 – e due Consolati generali: uno a Chongqing in Cina, l’altro a Ho Chi Min City, cioè la vecchia Saigon, in Vietnam.

13 le chiusure: in ogni caso, ha detto il vice ministro, “ribadisco il forte impegno della Farnesina a fornire servizi che assicurino una adeguata assistenza ai connazionali”. Certo, ha riconosciuto, “i disagi iniziali ci saranno, ma siamo certi che seguirà un assestamento virtuoso, che non danneggerà le collettività”.

Di seguito i dati annunciati dal vice ministro Dassù.

CHIUDONO IL 30 NOVEMBRE

Tolosa: sede ricevente Marsiglia; in loco uno sportello consolare;

Mons: sede ricevente Charleori; in loco funzionario itinerante;

Spalato: sede ricevente Fiume, in loco ufficio consolare onorario

Scutari: sede ricevente Ambasciata Tirana, in loco ufficio consolare onorario

Alessandria, sede ricevente Ambasciata Il Cario, in loco ufficio consolare onorario.

CAPITOLO SVIZZERA

Confermate le chiusure di Sion, Neuchatel, Wettingen. “Nessun altro Paese ha così tante sedi. Si tratta di una “discriminazione positiva” avallata dallo stesso governo elvetico che, per iscritto, ha ricordato alla Farnesina la loro politica di semplificazione che regola la presenza di sedi consolari estere: che significa – ha chiarito Dassù – una sola sede consolare per ogni regione “linguistica”. Quindi vogliono che al massimo ci siano tre permanenze consolari ufficiali e noi ne abbiamo nove che, dopo le chiusure, diventeranno sei”.

In Svizzera, la Francia ha due Consolati, la Spagna tre, la Germania nessuno, ha solo la cancelleria consolare a Berna.

Sion: sede ricevente Ginevra, in loco funzionario itinerante;

Neuchatel: sede ricevente Ambasciata Berna, in loco funzionario itinerante;

Wettingen: sede ricevente Basilea, in loco funzionario itinerante.

All’inizio Wettingen doveva essere assorbita da Zurigo, perché più vicina, ma, ha spiegato Dassù, Berna ha voluto diversamente: “le autorità elvetiche ci hanno spiegato che così si dividevano le competenze nel Cantone di Argovia, contravvenendo a quanto loro hanno previsto e cioè che di un cantone se ne deve occupare un unico consolato”.

CHIUDONO IL 28 FEBBRAIO 2014

Newark: sede ricevente New York, che verrà potenziata;

Timisoara: sede ricevente Ambasciata di Bucarest, in loco ufficio consolare onorario;

CAPITOLO AUSTRALIA

Adelaide: sede ricevente Melbourne

Bribane: sede ricevente Sydney.

Anche qui si chiude il 28 febbraio 2014. Visto il fattore-distanza il sistema sostitutivo sarà misto: “abbineremo – ha spiegato Dassù – le permanenze consolari, cioè un ufficio consolare onorario, ad un funzionario di ruolo che andrà periodicamente a Brisbane e ad Adelaide, per alcuni giorni di seguito, per garantire una presenza costante nella circoscrizione”.

CHIUDE IL 30 GIUGNO 2014

Amsterdam: sede ricevente l’Ambasciata de L’Aja; in loco ufficio consolare onorario.

Il vice ministro ha ricordato ai parlamentari che “il trasferimento delle competenze non è solo burocrazia: abbiamo verificato i carichi di lavoro di ciascuna struttura comparandola col personale e la comunità residente per trovare soluzioni idonee”.

In ogni caso, ha assicurato, “verrà rafforzato il personale delle sedi riceventi e implementate le tecnologie informatiche”. I contrattisti verranno reimpiegati, quelli di ruolo continueranno nell’alternanza Roma-Estero.

“L’articolo 160 del dpr 18/67 dà all’amministrazione la possibilità di ricollocare i contrattisti entro 3 mesi dalla chiusura delle sedi presso altri uffici all’estero: nello specifico, ad esempio, le due unità dell’agenzia consolare di Sion andranno a Ginevra. A loro si aggiungerà un altro impiegato a contratto per superare la prima fase di trasferimento”.

Quanto all’informatica, verrà potenziato Secoli, già attivo in Belgio e, in via sperimentale, in Spagna e Portogallo. “I prossimi passi per estenderlo seguiranno il piano delle chiusure: dunque entro febbraio 2014 verrà introdotto in Francia, Svizzera, Albania, Croazia ed Egitto; in maggio in Romania; nel giugno 2014 in Australia; a settembre 2014 in Slovenia e Olanda; a dicembre negli Usa”.

Avviandosi alla conclusione, Dassù ha confessato che “per me e per l’Amministrazione è difficile quantificare i risparmi che deriveranno da questa operazione: secondo primi calcoli, nel prossimo esercizio finanziario, il risparmio sarebbe di 8 milioni di euro. Se questa è una stima è invece certo che di quanto verrà risparmiato una parte molto rilevante verrà destinata ai servizi sostitutivi che saranno adeguatamente finanziati per attutire i disagi della comunità”. (aise)

Oppure condividila!

Piaciuta la notizia? Forse ti può interessare..

Lascia un commento

Invia il commento