Data odierna 23-10-2017

Micheloni lascia agli atti il documento finale della continentale di Francoforte:    In occasione della discussione del disegno di legge 2209 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge...

Guarda le immagini RINVIO DELLE ELEZIONI DI COMITES E CGIE: L’INTERVENTO DEL SENATORE CLAUDIO MICHELONI

Micheloni lascia agli atti il documento finale della continentale di Francoforte:   

In occasione della discussione del disegno di legge 2209 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 aprile 2010, n. 63, recante disposizioni urgenti in tema di immunitá di Stati esteri dalla giurisdizione italiana e di elezioni degli organismi rappresentativi degli italiani all’estero) giá approvato alla Camera, il Senatore Claudio Micheloni intervenendo in merito agli emendamenti riferiti all’articolo 2. Il Senatore ha ricordato che giá in sede di dibattito alla Camera, il PD ha provveduto a presentare un emendamento teso a sopprimere tale articolo che prevede un rinvio delle elezioni di Comites e CGIE al 31 dicembre 2012. “Oggi – ha affermato il Senatore Micheloni – presentiamo un emendamento con cui chiediamo di fissare la data entro cui svolgere le elezioni per il rinnovo dei COMITES al 30 giugno 2011″. Micheloni ha quindi portato nell’Aula del Senato le richieste avanzate lo scorso 29 maggio a Francoforte durante la continentale del CGIE. In quella occasione, anche i Comites e le Associazioni in Europa avevano fortemente manifestato davanti alla sede del Consolato locale il loro “no” ad un ulteriore rinvio del rinnovo di Comites e CGIE.

Micheloni ha poi motivato le ragioni di un “no” al rinvio che equivale ad un ultimo atto che vede i nostri connazionali all’estero fortemente penalizzati dalla delicata situazione economica che ha portato a drastici tagli in tutti i settori: “Stanno scomparendo i corsi di lingua e cultura per i discendenti degli italiani all’estero, assistiamo alla riduzione dell’assistenza ai pochi che in America Latina si trovano in gravi difficoltá; si sta inoltre massacrando la rete e i servizi consolari. Gli organismi di cui parliamo – ha voluto sottolineare Micheloni – sono Comitati eletti a suffragio universale, formati da persone che fanno volontariato puro e che non costano nulla allo Stato”.

Pur apprezzando il lavoro del relatore nel chiedere di arrivare alle elezioni subito dopo la conclusione dell’iter di riforma, Micheloni ha chiesto “certezze” considerato che da qualche tempo si registra una sorta di mancanza di dialogo costruttivo, di ascolto, da parte del Governo e del Ministero degli Affari Esteri, “tutte le proposte portate in Aula per conto dei Comites e del mondo dell’associazionismo italiano non hanno mai trovato accoglienza e possibilitá di dialogo”. Pur non sottovalutando i reali problemi, il Senatore Micheloni ha voluto rimarcare che non è necessario affrontare la questione solo ricorrendo a drastici tagli considerato che si possono ottenere importanti risultati anche con una forte azione tesa ad ottimizzare i costi. “Abbiamo portato un solo esempio in Commissione esteri: il Consolato generale di Zurigo da anni ha sede in un immobile che costa al Ministero degli Affari Esteri più di 400.000 euro l’anno d’affitto quando in quella stessa cittá sono possibili soluzioni diverse, a partire dall’utilizzo di immobili del demanio italiano”. A conclusione del suo intervento, il Senatore Micheloni ha chiesto di lasciare agli atti il documento finale della riunione continentale del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero tenutasi a Francoforte il 29 maggio 2010 “perché di quella assemblea, come di quella di Vancouver per l’America del Nord o quella di Buenos Aires in corso in questi giorni, sulla stampa, sui media italiani non c’è traccia. Probabilmente nessuno in Senato è stato informato del fatto che le comunitá italiane nel mondo si sono mobilitate e organizzate con molto sacrificio, anche personale. Ringrazio gli italiani che fanno volontariato in questi Comitati e che si sono riuniti nei tre principali continenti per esprimere il loro disaccordo sulla politica portata avanti nei confronti delle comunitá all’estero, compresi questi rinvii indiscriminati”.

L’emendamento non è stato approvato.

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