Data odierna 22-10-2017

“Apprendiamo, con grande stupore, di un Decreto Legge, approvato il 25 maggio scorso dal Consiglio dei Ministri, avente per oggetto il rinvio delle elezione dei Comites e del Cgie al 2014. Come abbiamo...

Rinvio Comites-Cgie / CGIL: È interesse del paese il rinnovo degli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero

“Apprendiamo, con grande stupore, di un Decreto Legge, approvato il 25 maggio scorso dal Consiglio dei Ministri, avente per oggetto il rinvio delle elezione dei Comites e del Cgie al 2014. Come abbiamo avuto modo di sottolineare più volte, la cultura per la quale le “rappresentanze democratiche” sono sottoposte alla “disponibilità” di risorse economiche, nella fattispecie nemmeno ingenti, non ci appassiona e non ci appartiene”. Così Leopoldo Tartaglia e Claudio Sorrentino, per il Dipartimento Politiche Globali della Cgil, sul Decreto Legge di rinvio delle elezioni dei due organismi di rappresentanza che dovevano svolgersi entro il dicembre 2012.

“Sono passati otto anni dall’ultima elezione di queste rappresentanze – prosegue la Cgil – nei quali le forze di Governo hanno continuamente rimandato il loro naturale rinnovo, unico strumento in grado di evitare la negazione del principio democratico della rappresentanza sociale. È da tempo, lo abbiamo reiterato alla nascita dell’ultimo governo, che abbiamo chiesto di essere sentiti nel merito della legge di riforma della materia, il ddl Tofani, su cui abbiamo avuto modo di manifestare, più volte, il nostro dissenso. Siamo contrari ad un progetto di riforma che “burocratizza” la rappresentanza ed esclude da essa tutte le forme di associazionismo che hanno sempre accompagnato le nostre comunità migrate”.

“Siamo stupiti anche perché – si spiega – ci era sembrato di capire, in diverse occasioni pubbliche, che l’atteggiamento del Ministro Terzi andasse in direzione della conferma della necessità di tale rappresentanza, pur in presenza di una necessaria rivisitazione di tutta la materia che tenesse conto delle nuove migrazioni e delle aspettative delle nostre comunità che sono cambiate e si sono aggiornate tenendo il passo dell’integrazione nel tessuto sociale dei paesi di accoglienza”.

“Nuovi flussi di migrazioni – si spiega – sfuggono alla “conta” statistica del fenomeno, in quanto non ottemperano al cambio di residenza in partenza e non si registrano all’Aire in arrivo. Senza le nostre rappresentanze associative all’estero, che spesso suppliscono a quelle diplomatiche che si ritirano dal territorio, – secondo il sindacato – sarà difficile osservare questa nuova fase migratoria e definire per essa il giusto atteggiamento “politico” nelle scelte che sono indispensabili se non si vogliono chiudere ambedue gli occhi”.

“Rinnoviamo, infine, – conclude la nota Cgil – la nostra disponibilità ad incontrare il Signor Ministro ed a confrontare con lui le nostre proposte con lo scopo di adeguare, maggiormente, la realtà quotidiana con la legislazione e gli organismi di supporto, ribadendo che è interesse dell’intero Paese un rapido rinnovo degli organismo di rappresentanza sociale degli italiani all’estero”.

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