Data odierna 12-12-2017

È stata assegnata alle Commissioni riunite Affari esteri e Cultura della Camera la proposta di legge dell’onorevole Gabriella Carlucci (Pdl) “Riforma delle scuole italiane all’estero e...

È stata assegnata alle Commissioni riunite Affari esteri e Cultura della Camera la proposta di legge dell’onorevole Gabriella Carlucci (Pdl) “Riforma delle scuole italiane all’estero e interventi per la promozione della lingua e della cultura italiane all’estero”. Il testo inizierà l’iter dalla sede referente per poi essere sottoposto ai pareri delle Commissioni Affari Costituzionali, Bilancio e Lavoro.
Nella presentazione del testo, Carlucci ribadisce come “la diffusione della lingua e della cultura italiane nel mondo sia un obiettivo di grande importanza per il nostro Paese e per le sue future prospettive di sviluppo e il rinnovamento delle nostre istituzioni scolastiche e culturali all’estero non è più rinviabile”. Parimenti, la deputata sottolinea che “il ruolo della scuola all’estero si riqualifica nella promozione di nuove strategie in stretta connessione con la realtà circostante, garantendo il mantenimento delle radici linguistico-culturali con l’Italia, valorizzandone la lingua e la cultura in una prospettiva interculturale, favorendo per la nostra utenza l’acquisizione di un bilinguismo e biculturalismo aggiuntivo, nonché di una matura ed equilibrata identità culturale, fattori indispensabili per un’integrazione completa, attiva e responsabile, culturalmente, socialmente ed economicamente più idonea di una mera assimilazione alla realtà del Paese ospitante”.
Carlucci cita quindi “interventi flessibili” per “incentivare la diffusione di corsi di lingua e cultura italiane” quale “efficace strumento di diffusione della lingua italiana e migliorare la qualità dell’intervento educativo”.
Sotto il profilo strutturale, poi, per la parlamentare “è necessario un processo di trasformazione delle nostre scuole nella direzione del bilinguismo e del biculturalismo. Ciò comporta un notevole sforzo in termini di progettualità, di impegno didattico e di capacità di avviare e gestire l’indispensabile collaborazione con le autorità scolastiche locali”.
Alla luce di tali considerazioni, la proposta di legge, spiega, “prevede che le competenze sulle istituzioni scolastiche e culturali all’estero siano assegnate ad un organismo permanente interministeriale, l’Agenzia per la promozione della lingua e della cultura italiane, istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e composta da rappresentanti del Ministero degli esteri, del Miur, del Ministero dei beni e delle attività culturali, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali”. La proposta prevede inoltre “la stipula di accordi quale strumento per potenziare i rapporti di collaborazione con le autorità politiche e scolastiche locali” e la previsione di “interventi di sostegno integrati nelle scuole locali al fine di promuovere il plurilinguismo e di incrementare l’innalzamento del successo scolastico”. Carlucci definisce quindi “indispensabile” il “garantire all’utenza una certificazione che superi l’attuale equipollenza del titolo di studio” e cita diversi interventi per centrare gli obiettivi indicati, tra cui l’inserimento della lingua e cultura italiane nei curricula delle scuole locali e un’adeguata formazione iniziale e in itinere del personale direttivo, docente, tecnico, amministrativo impegnato nelle varie attività scolastico-culturali all’estero. Diciassette gli articoli che compongono il testo.
Art. 1. (Finalità).
1. La Repubblica promuove la diffusione all’estero della cultura e della lingua italiane, per contribuire allo sviluppo della reciproca conoscenza e della cooperazione culturale fra i popoli, nel quadro dei rapporti dell’Italia con gli altri Stati, riconoscendo nella divulgazione del nostro patrimonio linguistico e culturale una priorità nell’ambito della politica estera del Paese.
2. È istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, l’Agenzia per la promozione della lingua e della cultura italiane all’estero, di seguito denominata «Agenzia», composta da rappresentanti del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, del Ministero degli affari esteri, del Ministero dei beni e delle attività culturali e del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
Art. 2. (Funzioni dell’Agenzia per la promozione della lingua e della cultura italiane all’estero).
L’Agenzia:
a) persegue le finalità di cui all’articolo 1, promuovendo il coordinamento tra le amministrazioni dello Stato, gli enti e le istituzioni pubbliche, fatta salva l’autonomia delle università e delle altre istituzioni culturali, ai sensi delle leggi vigenti;
b) svolge funzioni di orientamento e di assistenza per le iniziative promosse dalle istituzioni scolastiche e culturali italiane all’estero e da associazioni e fondazioni, nel quadro delle finalità della presente legge;
c) anche tramite le rappresentanze diplomatiche e gli uffici consolari, in conformità a quanto previsto dalla presente legge e nel quadro dei rapporti politico-diplomatici dell’Italia con gli altri Stati, svolge funzioni di indirizzo e di vigilanza sulle istituzioni scolastiche italiane all’estero, provvedendo anche alla loro istituzione e soppressione;
d) cura la raccolta e la diffusione dei dati relativi alle attività scolastiche e culturali italiane all’estero, avvalendosi anche di tutte le informazioni che amministrazioni dello Stato ed enti e istituzioni pubblici sono tenuti a tal fine a trasmetterle;
e) presenta ogni anno al Parlamento una relazione sull’attività svolta ai sensi della presente legge.
Art. 3. (Istituzioni scolastiche e iniziative a favore dei lavoratori italiani e loro congiunti).
1. Il Governo ha facoltà di istituire, mantenere e sussidiare all’estero scuole e altre istituzioni educative.
2. L’azione dello Stato nei riguardi delle scuole e delle altre istituzioni educative di cui al comma 1 è esercitata dall’Agenzia, d’intesa con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e con il Ministero degli affari esteri, ed è finalizzata a promuovere ed attuare all’estero iniziative scolastiche e attività di integrazione scolastica a favore dei cittadini italiani residenti all’estero, con i seguenti obiettivi:
a) diffondere l’uso della lingua e la conoscenza della cultura italiane;
b) inserire l’insegnamento della lingua italiana nei programmi scolastici stranieri;
c) elevare il livello culturale delle comunità italiane all’estero;
d) favorire l’integrazione degli utenti nelle strutture scolastiche e formative del Paese ospitante;
e) ridistribuire le scuole e le iniziative educative con primario riferimento alla promozione della lingua e della cultura italiane all’estero;
f) rendere uniforme e sicuro il sostegno statale alle scuole, mediante la fissazione di criteri e parametri di assegnazione delle risorse certi e vincolanti, prevedendo anche modalità per favorire la flessibilità dei progetti formativi interculturali, differenziate rispetto a quelle previste per analoghe iniziative nel territorio nazionale.
Art. 4. (Amministrazione, coordinamento e vigilanza).
1. Per amministrare, coordinare e vigilare le scuole, le istituzioni educative e le altre iniziative di cui all’articolo 3, è messo a disposizione dell’Agenzia un contingente di personale con qualifica dirigenziale o con qualifica funzionale non inferiore all’area C, posizione economica C1, appartenente ai ruoli dell’amministrazione centrale e periferica dell’istruzione o dell’amministrazione universitaria, nonché di personale direttivo e docente della scuola, nel limite complessivo di duecento unità.
2. Presso gli uffici scolastici consolari, ai quali è affidata l’amministrazione di istituzioni scolastiche italiane funzionanti all’estero, è assegnato un contingente di personale della scuola per lo svolgimento delle funzioni di coordinamento e di assistenza tecnica.
3. Il personale di cui ai commi 1 e 2 è collocato fuori ruolo, con provvedimenti adottati dall’amministrazione di appartenenza, di concerto con i Ministeri degli affari esteri e dell’economia e delle finanze. Ad esso sono affidate mansioni corrispondenti alla qualifica ed al profilo professionale di appartenenza.
4. Il servizio prestato ai sensi del presente articolo è valido a tutti gli effetti come servizio di istituto nel ruolo di appartenenza.
Art. 5. (Ordinamento delle scuole italiane all’estero).
1. Con regolamento del Ministro degli affari esteri, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, su proposta dell’Agenzia, è definita la disciplina dell’organizzazione e del funzionamento delle scuole italiane all’estero, secondo un modello uniforme, salvo varianti rese necessarie da particolari esigenze locali, e conforme a quello delle corrispondenti scuole statali del territorio nazionale, compresa l’attribuzione dell’autonomia scolastica. Ai titoli di studio conseguiti presso le scuole disciplinate ai sensi del presente comma è riconosciuto valore legale.
2. I programmi didattici delle scuole di cui al comma 1 sono approvati con decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca.
Art. 6. (Scuole non statali).
1. Con decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, su proposta dell’Agenzia, alle scuole italiane all’estero che dipendono da enti privati o da associazioni o fondazioni, in possesso di requisiti sostanzialmente conformi a quelli previsti per le corrispondenti scuole italiane statali all’estero, può essere riconosciuta la parità, ai sensi e agli effetti delle norme vigenti in materia di parità scolastica per le scuole non statali operanti nel territorio nazionale.
Art. 7. (Iniziative scolastiche e attività di integrazione scolastica).
1. L’Agenzia, per attuare le iniziative scolastiche e le attività di integrazione scolastica previste dall’articolo 3 e promuovere l’inserimento dell’insegnamento della lingua e cultura italiane nei curricoli delle scuole locali, definisce e coordina:
a) iniziative miranti ad offrire l’insegnamento della lingua e cultura italiane anche ad autoctoni e stranieri frequentanti le scuole locali;
b) interventi di sostegno, recupero e rafforzamento al fine di promuovere il plurilinguismo e il multiculturalismo e di consentire l’effettiva integrazione degli alunni italiani nelle strutture scolastiche e formative del Paese ospitante;
c) iniziative di sperimentazione tendenti a caratterizzare la scolarizzazione e la formazione delle scuole italiane all’estero secondo la realtà e le esigenze delle diverse aree geografiche;
d) interventi per garantire il funzionamento delle scuole statali all’estero e la vigilanza sulle scuole non statali all’estero, in modo da assicurare l’armonizzazione degli obiettivi educativi e culturali.
2. L’Agenzia inoltre istituisce:
a) classi o corsi preparatori aventi lo scopo di agevolare l’inserimento dei congiunti dei lavoratori italiani nelle scuole dei Paesi di immigrazione;
b) corsi integrativi di lingua e cultura generale italiane per i congiunti di lavoratori italiani che frequentano nei Paesi di immigrazione le scuole locali corrispondenti alle scuole italiane del primo ciclo di istruzione;
c) corsi speciali annuali per la preparazione dei lavoratori italiani e dei loro congiunti agli esami di Stato conclusivi del primo ciclo di istruzione.
Art. 8. (Programmi, esami, titoli di studio).
1. I programmi di insegnamento, le norme per lo svolgimento degli esami e per il rilascio dei titoli di studio delle classi, corsi e scuole di cui all’articolo 7 e ogni altra disposizione per l’attuazione del medesimo articolo sono stabiliti con decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca.
Art. 9. (Uffici scolastici consolari).
1. Le funzioni degli uffici scolastici consolari sono le seguenti:
a) mediazione tra l’utenza e la realtà linguistico-culturale italiana per favorire il mantenimento o la riscoperta delle proprie radici culturali;
b) mediazione tra l’utenza e la realtà socio-culturale del Paese ospite, in una relazione paritetica di scambio e scoperta reciproca;
c) mediazione tra l’utenza e le strutture sociali di appoggio, italiane e locali, al fine di evitare l’emarginazione scolastica e sociale.
2. In rapporto a tali funzioni gli uffici scolastici consolari, di concerto con le rappresentanze diplomatiche e consolari e sulla base delle indicazioni dell’Agenzia, svolgono i seguenti compiti:
a) orientare le scelte sul territorio, fissando gli obiettivi sulla base dell’analisi dei bisogni riscontrati;
b) valutare, sulla base delle risultanze dell’attività di cui alla lettera a), l’efficacia e la validità degli interventi scolastici proposti da enti e associazioni;
c) monitorare l’andamento delle attività, valutando la corrispondenza dei risultati agli obiettivi fissati;
d) selezionare e assumere con concorso pubblico il personale scolastico destinato ad iniziative proposte da enti e associazioni.
Art. 10. (Personale da destinare all’estero).
1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro degli affari esteri, il Ministro dell’economia e delle finanze e i Ministri rispettivamente competenti in rapporto alle categorie di personale da destinare all’estero, è stabilito, su proposta dell’Agenzia, il contingente quadriennale del personale universitario o scolastico di ruolo da assegnare alle iniziative e istituzioni scolastiche italiane all’estero, alle scuole europee e alle istituzioni scolastiche e universitarie estere, tenendo conto delle indicazioni fornite dagli uffici scolastici consolari, anche in riferimento ad osservazioni e proposte delle rappresentanze sindacali unitarie interessate. Con il medesimo decreto è fissato altresì il relativo limite massimo di spesa.
2. Il contingente di cui al comma 1 è soggetto a revisione biennale.
3. Il contingente del personale di ruolo di cui al presente articolo, escluso quello da destinare senza oneri a carico dello stato di previsione del Ministero degli affari esteri, è stabilito entro il limite massimo di 1.500 unità.
Art. 11. (Procedura per la destinazione all’estero del personale).
1. Il personale dipendente dalle amministrazioni dello Stato da assegnare alle istituzioni scolastiche italiane all’estero, comprese quelle di cui all’articolo 636 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, alle scuole europee e alle istituzioni scolastiche e universitarie estere, è scelto esclusivamente tra il personale di ruolo che ha superato il periodo di straordinariato o di prova nel ruolo di appartenenza e che ha conoscenza delle lingue straniere richieste per il Paese a cui è destinato.
2. Alla destinazione alle istituzioni di cui alla presente legge si provvede, in quanto mobilità professionale, secondo le disposizioni contenute nel contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto scuola; essa è disposta, nei limiti dei contingenti stabiliti ai sensi dell’articolo 10, secondo piani quadriennali definiti in relazione alle esigenze delle istituzioni medesime.
Art. 12. (Assegnazione della sede e collocamento fuori ruolo).
1. L’assegnazione alla sede di servizio del personale da destinare all’estero avviene con decreto del Ministro degli affari esteri previo nulla osta del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.
2. Il personale di cui al comma 1 è collocato fuori ruolo per il periodo durante il quale esercita le funzioni con provvedimento dell’amministrazione di appartenenza di concerto con il Ministero degli affari esteri e con il Ministero dell’economia e delle finanze.
Art. 13. (Durata massima di permanenza all’estero).
1. Il servizio presso le istituzioni scolastiche italiane all’estero, comprese quelle di cui all’articolo 636 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, le scuole europee e le istituzioni scolastiche ed universitarie estere, non può essere superiore ad un periodo complessivo di nove anni scolastici.
2. È fatta salva la possibilità di essere ulteriormente impiegato nelle istituzioni scolastiche di cui al comma 1 previo nuovo superamento delle procedure di selezione.
3. Al personale da destinare alle scuole europee si applicano le norme dello statuto del personale docente di dette scuole.
Art. 14. (Periodi minimi di permanenza all’estero).
1. Il personale destinato all’estero assume l’obbligo di risiedere all’estero per una durata non inferiore a tre anni.
2. Nel caso di rimpatrio a domanda, prima della scadenza del primo triennio di servizio all’estero, le spese di rimpatrio sono a carico dell’interessato, salvo che la domanda sia determinata da gravi motivi di carattere personale o familiare.
3. La destinazione da una ad altra sede all’estero non può avere luogo prima di due anni di servizio nella stessa sede, salvo il caso di gravi motivi o di ragioni di servizio.
4. Il personale destinato all’estero mantiene la titolarità nella scuola di provenienza per i primi tre anni della permanenza all’estero.
Art. 15. (Rientro in sede metropolitana).
1. Al momento del rientro in sede metropolitana il personale scolastico ha diritto di precedenza nella scelta e nell’assegnazione della sede.
2. Gli anni di servizio all’estero sono valutati, oltre che per quanto previsto dal testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, anche ai fini delle graduatorie di istituto, come servizio prestato sul territorio nazionale.
Art. 16. (Norme applicabili al personale amministrativo, tecnico e ausiliario).
1. Al personale amministrativo, tecnico e ausiliario si applicano le norme relative al personale docente, con esclusione di quelle relative ai comandi e alle supplenze temporanee.
Art. 17. (Trattamento giuridico ed economico).
1. Le spese per il trattamento economico metropolitano del personale direttivo, docente e amministrativo, tecnico ed ausiliario delle scuole di ogni ordine e grado, in servizio presso le istituzioni scolastiche all’estero, comprese le scuole europee, le scuole private e sussidiate, rimangono a carico dell’amministrazione di appartenenza.
2. Al personale in servizio nelle istituzioni scolastiche all’estero, oltre allo stipendio e agli assegni di carattere fisso e continuativo previsti per il territorio nazionale, tranne che per tali assegni sia diversamente disposto, compete, dal giorno di assunzione giuridica fino a quello di cessazione dalle funzioni in sede, uno speciale assegno di sede, non avente carattere retributivo, per sopperire agli oneri derivanti dal servizio all’estero. Tale assegno è determinato sulla base dei criteri previsti dagli articoli 143 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, e successive modificazioni, in analogia a quanto previsto per il trattamento del personale dell’amministrazione degli affari esteri”.

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