Data odierna 23-10-2017

Ieri l’Aula del Senato ha proseguito la discussione dei disegni di legge costituzionale di riforma del Parlamento e della forma di Governo, che, dalle dimissioni del senatore Vizzini, non hanno più...

Riforma costituzionale: Prosegue l’esame in Senato

Ieri l’Aula del Senato ha proseguito la discussione dei disegni di legge costituzionale di riforma del Parlamento e della forma di Governo, che, dalle dimissioni del senatore Vizzini, non hanno più un relatore.

L’esame del testo ha dato vita ad accesi dibattiti. Il primo, in mattinata, sulla parità di genere; il secondo, nel pomeriggio sulla modifica all’articolo 68 della Costituzione (autorizzazione a procedere), con Finocchiaro (Pd) e Belisario (Idv) che hanno annunciato l’abbandono dei lavori da parte dei rispettivi Gruppi, stante l’”ipocrisia politica” dell’Aula che sta esaminando un provvedimento che non vedrà mai la luce.

Ma andiamo con ordine. Ieri mattina, l’Assemblea ha approvato l’articolo 3 che sopprime il limite del compimento del 25° anno d’età per l’elettore del Senato e abbassa da 40 a 35 anni il limite d’età per poter essere eletto senatore.

Nel corso dell’esame degli emendamenti, si è sviluppato un dibattito molto articolato intorno alla opportunità di inserire in Costituzione la previsione che la legge garantisca la rappresentanza delle minoranze e la parità di genere. Il dibattito ha evidenziato diversità di opinione anche trasversali all’interno dei singoli Gruppi e, malgrado il tentativo di limare il testo dell’emendamento sul punto, alla fine l’Aula ha votato no.

L’Assemblea è quindi passata agli emendamenti presentati all’articolo 4 che modifica l’articolo 64 della Costituzione, fissando il principio della pubblicità delle sedute delle Camere, facendo riferimento alle modalità di adozione dei Regolamenti parlamentari e alla validità delle deliberazioni. L’articolo 4 del testo proposto dalla Commissione, inoltre, aggiunge all’articolo 64 un ulteriore comma che stabilisce che i Regolamenti delle Camere garantiscono le prerogative e i poteri del Governo e della maggioranza nonché i diritti delle opposizioni e delle minoranze in ogni fase dell’attività parlamentare. A seguito dell’approvazione di un emendamento a prima firma del sen. Benedetti Valentini (PdL), l’articolo 4 è stato approvato in un testo emendato che premette le prerogative e le facoltà del parlamentare agli altri elementi garantiti dai Regolamenti delle Camere.

Dopo che gli altri emendamenti aggiuntivi all’articolo 4 sono risultati respinti, l’esame di un emendamento, presentato dai sen. Chiaromonte (PD) e Compagna (PdL), volto a modificare l’articolo 68 della Costituzione ha dato luogo ad un lungo dibattito.

La proposta prevede, tra l’altro, la facoltà per l’autorità giudiziaria, al termine delle indagini preliminari, di comunicare alla Camera di appartenenza l’intenzione di esercitare l’azione penale; entro 90 giorni, durante i quali il procedimento è sospeso, la Camera decide se disporre la sospensione del procedimento per la durata del mandato. Oltre agli interventi di opposto tenore nel merito dell’emendamento, come accennato, l’occasione è stata utile per un bilancio politico sull’andamento dell’iter parlamentare della riforma. Considerando ormai la prosecuzione della discussione un esercizio di “ipocrisia politica”, giacché il “tradimento da parte del PdL dell’accordo politico alla base del testo proposto dalla Commissione ne impedirà l’approvazione a maggioranza qualificata e di conseguenza anche la sua immediata entrata in vigore”, Finocchiaro e Belisario hanno annunciato l’intenzione di abbandonare i lavori, provocando interventi a sostegno ma anche reazioni molto ferme, come quella del Vice Presidente del Gruppo PdL Quagliariello che ha definito la decisione “al limite dell’eversione”.

L’emendamento è stato quindi accantonato.

Nella seduta notturna, sono stati illustrati gli emendamenti agli articoli non ancora esaminati.

In particolare, l’articolo 5 del testo proposto dalla Commissione Affari Costituzionali sostituisce l’articolo 69 della Costituzione con un testo che stabilisce che i membri del Parlamento hanno il dovere di partecipare ai lavori delle Camere, anche nelle Commissioni, e ricevono un’indennità stabilita dalla legge. Fra gli emendamenti illustrati, quello soppressivo della sen. Poretti (Radicali nel PD), che ha sottolineato come le modalità di esame della riforma non aiutano certo a ricostruire il rapporto tra la politica e i cittadini, mentre il sen. Benedetti Valentini (PdL) ha sottolineato l’esigenza di prevedere sanzioni economiche per i parlamentari che non ottemperano all’obbligo di partecipare ai lavori.

L’articolo 6 modifica l’articolo 70 della Costituzione secondo cui la funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere; viene soppresso l’avverbio “collettivamente”.

Più ampia l’illustrazione degli emendamenti all’articolo 7 che propone un testo interamente sostitutivo dell’articolo 72 della Costituzione che tratta le modalità con cui è esercitata la funzione legislativa e con cui avviene l’esame dei disegni di legge.

Calderoli (LNP), che ha annunciato il ritiro di tutti gli emendamenti a sua firma tranne due riferiti appunto all’articolo 7 la cui approvazione costituisce per la Lega Nord “elemento discriminante per il voto finale favorevole alla riforma”, ha giudicato “eccessivo” il potere del Governo di intervenire con suoi provvedimenti su materie attribuite alla potestà legislativa regionale.

Per Del Pennino (Misto-PRI) vanno invece abolite o fortemente ridotte le competenze di legislazione concorrente fonte di innumerevoli conflitti di attribuzione. L’articolo 7 viene considerato addirittura centrale rispetto all’intera riforma da Benedetti Valentini (PdL), secondo il quale “si rischia di delineare un meccanismo di esame dei disegni di legge complesso, confuso e incerto, soprattutto con riferimento ai possibili abusi nell’assegnazione dei provvedimenti ad una sola delle Camere con una procedura che assegna poteri troppo ampi ai Presidenti delle due Assemblee”. Secondo Pastore (PdL), invece, “è sufficiente introdurre alcuni correttivi al meccanismo individuato dal testo che è sostanzialmente positivo”.

Dati per illustrati gli emendamenti ai restanti articoli, la seduta si è conclusa con l’illustrazione, da parte di Fleres (CN:GS-SI-PID-IB-FI) di un articolo aggiuntivo all’articolo 13 con cui si propone l’istituzione dell’Assemblea costituente. La discussione prosegue nelle sedute di oggi.

Oppure condividila!

Piaciuta la notizia? Forse ti può interessare..

Lascia un commento

Invia il commento