Data odierna 25-09-2017

“Se uno degli input principali alla revisione della Carta costituzionale e alla modifica della legge elettorale è quello di ridurre la leva tra elettori ed eletti, come pure quello di poter consentire...

Riforma costituzionale / Fantetti in aula: Dall’Italia si continua ad emigrare

“Se uno degli input principali alla revisione della Carta costituzionale e alla modifica della legge elettorale è quello di ridurre la leva tra elettori ed eletti, come pure quello di poter consentire agli elettori di scegliere i propri eletti, la circoscrizione Estero è l’unica che già garantisce questi due risultati”. È quanto ricordato ieri dal senatore Pdl Raffaele Fantetti (Pdl), intervenuto nel dibattito in Aula sulla riforma di Parlamento e forma di Governo.

“Questo perché – ha chiarito Fantetti – noi siamo eletti sulla base di preferenze e con un rapporto tra elettore ed eletto molto più alto, essendo 4,3 milioni gli italiani residenti all’estero iscritti all’AIRE che eleggono nel Parlamento italiano solo sei senatori e 12 deputati. Quindi, se questi sono gli scopi, in realtà nella circoscrizione Estero li avremmo già raggiunti”.

“Essendo appena rientrato dopo aver partecipato nei giorni scorsi, su incarico del Presidente del Senato, che ringrazio, e del Presidente del Comitato per le questioni degli italiani all’estero, a un interessante convegno a Gerusalemme sui rapporti tra le diaspore e le madrepatrie, – ha proseguito il senatore eletto in Europa – vi segnalo che l’organizzazione istituzionale degli italiani all’estero, che ho avuto modo di rappresentare in quel consesso, ha registrato un grande interesse. Per una volta, infatti, il nostro assetto istituzionale, rappresentato dai comitati eletti a livello di consolato (i Comites), da un Consiglio generale di rappresentanza a livello nazionale e da una rappresentanza parlamentare, è all’avanguardia nel recepire le istanze di queste comunità. Comunità che continuano a crescere: questo è il punto che vorrei rappresentare a tutti voi”.

“Il fenomeno emigratorio italiano – ha osservato il senatore Pdl – da un punto di vista storico ha un primato mondiale che nessuno ci può contestare, essendo noi un popolo che è emigrato per tanto tempo in tutto il mondo; inoltre, il dato dei 4,3 milioni di residenti all’estero è sottostimato rispetto a quello reale. Faccio notare che un collega, presidente dell’organizzazione dedicata ai coreani all’estero, parlava di un totale di 7,2 milioni di coreani all’estero. Andando nello specifico, si è potuto verificare proprio ieri che di questi 7,2 milioni solo 2,5 milioni sono ancora cittadini coreani; pertanto, loro si reputano una diaspora maggiore di quella italiana (noi saremmo considerati la quarta nel mondo), ma i coreani, che sarebbero davanti a noi, tengono conto anche di quanti hanno perso la cittadinanza, pur avendo origini coreane. Con questo stesso criterio gli italiani sarebbero di gran lunga la più grande diaspora del mondo, essendo il totale dei soggetti di origine italiana nel mondo, ma che non hanno conservato la cittadinanza (quindi non sono iscritti all’AIRE), superiore al dato certo di 30 milioni riportato nell’ultimo rapporto della Fondazione “Migrantes” sugli italiani nel mondo. Mi preme sottolineare il fatto che non si tratta di un fenomeno storico, ma di un fenomeno attuale. Vi segnalo che dai dati di ISTAT e della Fondazione “Migrantes” risulta che ben 500.000 italiani di età inferiore ai 40 anni hanno lasciato il nostro Paese negli ultimi cinque anni. Di fronte a dati di questo genere non si può ignorare il fatto che la rappresentanza istituzionale degli italiani all’estero andrà a garantire i diritti politici e di rappresentanza di queste nuove migrazioni. Pertanto, non è guardando indietro che bisogna continuare a garantire questa possibilità, ma guardando avanti; l’emigrazione, infatti, ha ripreso a crescere perché è sintomatica della crisi generazionale che c’è in Italia. E a questi giovani che devono lasciare il Paese perché la loro generazione è stata trattata male non si può negare anche il diritto di rappresentanza. Quindi, è con la mano sul cuore e con l’invito a guardare avanti che sottolineo l’importanza della circoscrizione Estero”.

“Inoltre, – ha proseguito – se anche dovesse essere accolta la riduzione dei parlamentari nella formula più recentemente approvata in Commissione, che prevede il passaggio da sei senatori a quattro e da dodici deputati a otto, poiché la circoscrizione Estero è divisa in quattro sottoripartizioni, vi segnalo l’incongruità del fatto che un senatore per ogni ripartizione non sarebbe rappresentativo in termini uguali. Nella ripartizione Europa, infatti, risiedono 2,2 milioni di italiani, mentre nella ripartizione Asia ne risiedono 230.000. Avere un senatore in rappresentanza di 230.000 e un altro in rappresentanza di 2,2 milioni è un dato – è evidente a tutti – che non sarebbe corretto”.

Quindi, ha concluso, “nella denegata ipotesi di una riduzione ulteriore del già ridotto numero dei rappresentanti della circoscrizione Estero, vi segnalo e appongo, d’accordo con il presentatore e mio stimato collega Claudio Micheloni, la mia firma agli emendamenti che tendono a riportare il numero degli eletti della circoscrizione Estero a cinque in Senato e dieci alla Camera per rappresentare la diversità e la quantità eccezionale di italiani che risiedono in Europa”.

Oppure condividila!

Piaciuta la notizia? Forse ti può interessare..

Lascia un commento

Invia il commento