Data odierna 12-12-2017

“Come italiano all’estero prima ancora che come Relatore, in Commissione ed in Aula, esprimo viva soddisfazione per l’incardinamento del D.L. 2212 “Incentivi fiscali per il rientro dei...

“Come italiano all’estero prima ancora che come Relatore, in Commissione ed in Aula, esprimo viva soddisfazione per l’incardinamento del D.L. 2212 “Incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia” tra i lavori dell’Assemblea Generale del Senato dei prossimi 22-23 Dicembre e sono grato alla conferenza dei capigruppo ed alla presidenza del Senato per averne compreso e condiviso l’urgenza”. Così il senatore del Pdl Raffaele Fantetti, relatore in Commissione Finanze che oggi ricorda l’iter parlamentare del provvedimento approvato dalla Camera il 26 maggio e arrivato in Commissione Finanze e Tesoro del Senato il 2 Novembre.
“L’approvazione – spiega Fantetti – prevedeva il recepimento del parere di sette Commissioni, tra i quali quello -decisivo- della commissione Bilancio. Dati i termini generali di vigenza degli Incentivi previsti dal Disegno di Legge solo fino al 31/12/2013, ci è parso immediatamente necessario, al fine di raggiungere l’obiettivo di una sua approvazione utile, salvaguardare l’integrità del testo approvato quasi all’unanimità dalla Camera. Per questo, come relatore della maggioranza e di concerto con la presidenza in Commissione VI dei gruppi parlamentari del Partito democratico e della Lega Nord, ho svolto un intenso lavoro di lobbying parlamentare per ottenere che le varie modificazioni e specificazioni da apporre al testo prima della definitiva approvazione fossero contenute in un Ordine del Giorno a mia firma sul quale siamo infine riusciti ad ottenere l’approvazione anche del Governo”.
L’odg, annuncia Fantetti, sarà ripresentato in Aula per l’approvazione generale, insieme al testo del D.L. 2212, il prossimo 22 Dicembre.
Ne pubblichiamo di seguito il testo integrale.
“Il Senato,
in sede di esame del disegno di legge n. 2212, recante ” Incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia”,
premesso che:
il disegno di legge in oggetto, all’articolo 2, comma 2, demanda a un decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, l’individuazione delle categorie di soggetti beneficiari;
all’articolo 3, comma 1, definisce la percentuale di riduzione del reddito imponibile ai soggetti beneficiari, distinguendo secondo il genere del beneficiario;
all’articolo 3, comma 5, demanda ad un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, le disposizioni necessarie per l’applicazione del comma medesimo relativamente al computo da parte del datore di lavoro, ai fini del calcolo delle ritenute fiscali, del beneficio attribuito ai lavoratori dipendenti;
all’articolo 4, comma 2, demanda a un decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con i Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell’economia e delle finanze, da adottare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, la definizione delle funzioni e dei ruoli dei soggetti coinvolti nelle procedure amministrative per il rientro in Italia, nonché l’individuazione della misura dei diritti da porre a carico delle persone fisiche che rientrano in Italia in modo da garantire la copertura integrale dei maggiori oneri derivanti dalle intese con la società Italia Lavoro Spa,
impegna il Governo
a individuare le categorie dei soggetti beneficiari tra coloro che: sono cittadini dell’Unione europea; sono nati dopo il 1° gennaio 1969; hanno risieduto continuativamente in Italia per almeno ventiquattro mesi; hanno successivamente risieduto all’estero per almeno 24 mesi, così come risultante per i cittadini italiani dalla registrazione negli appositi elenchi dell’A.I.R.E. (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) e, per i cittadini degli altri paesi dell’Unione europea, dalla registrazione in eventuali simili registri nazionali dei residenti; sono in possesso di un titolo accademico di I o II livello o altro titolo accademico post lauream, riconosciuti come tali dal Ministero dell’Istruzione secondo i criteri di equipollenza previsti dall’Unione europea; sono assunti o avviano in Italia un’attività di impresa o di lavoro autonomo; trasferiscono in Italia il proprio domicilio nonché la propria residenza (uscendo dai registri A.I.R.E. e rientrando negli elenchi dei relativi Comuni per quanto riguarda i cittadini italiani, e compiendo equivalenti atti previsti dalle competenti legislazioni nazionali, per quanto riguarda gli altri cittadini dell’Unione europea) entro tre mesi dall’assunzione o dall’avvio dell’attività;
ai fini della definizione del decreto di cui al comma 2 dell’articolo 2, a intendere il possesso del titolo di laurea come criterio che esaurisce la dizione “specifiche competenze e qualificazioni scientifiche e professionali” per l’individuazione delle categorie di soggetti beneficiari;
con riferimento al comma 1 dell’articolo 3, a interpretare in senso estensivo la dizione “lavoratrici” e “lavoratori” utilizzata per individuare i soggetti beneficiari: infatti le due parole citate sono da intendersi come termini che identificano tutti i soggetti percettori dei redditi (da lavoro, autonomi o di impresa) oggetto del beneficio fiscale previsto al citato comma;
con riferimento alle procedure amministrative di cui all’articolo 4, ad assumere iniziative volte ad evitare un eventuale aggravio di oneri per gli uffici della rete diplomatico-consolare (peraltro limitato, nel tempo, dai termini previsti e, nelle dimensioni, dai numerosi vincoli discriminanti – di cui sopra – dei potenziali beneficiari), attraverso il combinato disposto del previsto utilizzo della documentazione “Europass” (ex Decisione 2241/2004/CE del Parlamento Europeo) e degli appositi offici della società “Italia Lavoro Spa”".

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