Data odierna 22-09-2017

“E’ urgente una riforma del voto estero, soprattutto in vista di un ritorno alle urne ravvicinato rispetto allo scadere naturale della legislatura, che – pare ormai chiaro – di...

Ricky Filosa: Urgente riforma voto all’estero

“E’ urgente una riforma del voto estero, soprattutto in vista di un ritorno alle urne ravvicinato rispetto allo scadere naturale della legislatura, che – pare ormai chiaro – di certo non durerà cinque anni. Torniamo dunque a picchiare sullo stesso tasto, e lo facciamo sapendo che evidentemente qualcuno vorrebbe che tutto restasse così com’è: ma il voto degli italiani nel mondo ha mostrato troppe falle, troppe irregolarità, troppe ombre per non richiedere di essere migliorato”. Così Ricky Filosa, Coordinatore del MAIE per il Centro America, che prosegue: “Uno dei punti che reputo fondamentali è la creazione di un registro degli elettori: chi vuole esprimere il proprio voto, lo comunichi per tempo al Consolato di riferimento, confermando i propri dati anagrafici e il proprio indirizzo di residenza, o indicandone eventualmente il cambio, in modo tale che il plico elettorale arrivi per certo a destinazione. Questo, il registro degli elettori, ovvero l’inversione dell’opzione, già di per sè garantirebbe più ordine e pulizia nelle elezioni all’estero. Allo stesso tempo, sono convinto che nel terzo millennio si possano, anzi, si debbano studiare soluzioni alternative al voto per corrispondenza, come il voto elettronico, per esempio: le tecnologie vanno usate, visto che viviamo nell’era digitale. Non si capisce perchè attraverso un pc si possa controllare il saldo del proprio conto in banca, si possano fare bonifici e pagare delle bollette, e non si possa esprimere il proprio voto. Mi pare una contraddizione assoluta. Le operazioni bancarie online richiedono una procedura di estrema sicurezza: non si può fare lo stesso quando si tratta di votare? Non escludo nemmeno la possibilità di votare nei seggi, presso le nostre istituzioni diplomatiche, Ambasciate e Consolati, o luoghi da esse indicati e autorizzati. Sogno da sempre un sistema misto, che comprenda voto per posta (migliorato in molti dei suoi aspetti), voto elettronico e voto nei seggi. Altri Paesi occidentali usano un sistema misto di questo genere. La Francia, per esempio: perchè non imitarli in questo? Sia l’elettore poi a decidere il modo di votare”.

“Questi sono i punti che, a mio modo di vedere, andrebbero discussi prima di ogni altro”, continua l’esponente del Movimento Associativo Italiani all’Estero. “Potremmo poi pensare anche all’inserimento della fotocopia del documento di identità nel plico elettorale da inviare per corrispondenza, ed eventualmente a una riforma più larga che punti a togliere le preferenze all’estero (collegi elettorali obiettivamente enormi) per passare a delle liste blindate, ovvero composte da candidati scelti dalle varie forze politiche, con criteri che dovrebbero essere, auspicabilmente, presenza sul territorio, nel dibattito sui media, capacità di ascolto e di proposte. Meritocrazia e preparazione, in due parole. Ma, ripeto, visto che in Italia cambiare lo status quo è sempre assai difficile, mi accontenterei per il momento di un dibattito incentrato su registro degli elettori e sistema di voto misto. Su tutti gli altri punti, mi impegno a spiegare i motivi per cui, ad esempio, non vedrei male l’ipotesi di liste bloccate oltre confine”.

“Ci tengo a sottolineare – prosegue il Coordinatore MAIE – che queste mie proposte e queste mie idee rappresentano opinioni personali, certamente esposte in qualità di esponente MAIE ma soprattutto di italiano residente all’estero da oltre 15 anni ormai; e che con gli italiani nel mondo ci lavora ogni giorno. Non rappresentano dunque, le mie opinioni, la linea ufficiale del Movimento Associativo, che naturalmente può essere decisa solo dopo un dibattito interno al MAIE stesso e dopo un confronto con il nostro presidente, On. Ricardo Merlo. Nessuno ha la verità in tasca, tanto meno io: ma mi piace pensare, confrontarmi, e mi piace ascoltare e imparare. Mi auguro quindi di potere suscitare un dibattito, insieme ad altri amici, addetti ai lavori, esponenti politici, per discutere eventuali modifiche – in teoria, auspicate da tutti ogni volta – della legge che regola il voto dei connazionali residenti oltre confine. Perchè ciascuno – conclude Filosa – avrà le sue opinioni, ma una cosa è certa: qualsiasi cosa si riesca a fare, sarebbe comunque migliore della situazione attuale, con un voto estero che, dal momento in cui vengono stampati i plichi elettorali fino allo scrutinio di Castelnuovo di Porto, fa acqua da tutte le parti”.

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