Data odierna 22-09-2017

Nella seduta di ieri, la Commissione Affari Costituzionali del Senato ha iniziato l’esame, in sede referente, del disegno di legge presentato dal senatore Pd eletto in Australia, Francesco Giacobbe,...

Riacquisto della cittadinanza: In Senato l’esame del DDL del sen. Giacobbe

Nella seduta di ieri, la Commissione Affari Costituzionali del Senato ha iniziato l’esame, in sede referente, del disegno di legge presentato dal senatore Pd eletto in Australia, Francesco Giacobbe, “Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, recante nuove norme sulla cittadinanza”.
Il ddl – sottoscritto dai senatori di tutti gli schieramenti, tra cui gli eletti all’estero – prevede il riottenimento della cittadinanza italiana alle donne che l’hanno persa, in quanto sposate con uno straniero prima del gennaio 1948, cioè prima dell’entrata in vigore della Costituzione; la riapertura dei termini per il riacquisto della cittadinanza per quanti sono stati costretti a rinunciarvi nel passato; e la possibilità di riacquisto – attraverso l’espressione della propria volontà – per lo straniero o l’apolide del quale il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado siano stati cittadini di nascita.

Ad illustrare il testo ai colleghi è stata la senatrice Pd Isabella De Monte, relatrice in Commissione, secondo cui “l’aspirazione al riacquisto della cittadinanza italiana merita particolari attenzione e tutela. Si tratta di ex cittadini italiani che esprimerebbero, attraverso la presentazione di una dichiarazione, la volontà tesa al riacquisto di una cittadinanza che possedevano e alla quale sono stati costretti a rinunciare a causa di disposizioni di legge, per l’Italia precedenti all’entrata in vigore della legge 5 febbraio 1992, n. 91, per altri Paesi fino al 2002, che oggi non trovano più attuazione nelle più moderne legislazioni sulla cittadinanza”.

“La questione – ha aggiunto De Monte – si pone con urgenza anche per coloro i quali, nel periodo di vigenza del termine previsto dall’articolo 17 della legge 91/1992, anche volendolo, non erano nelle condizioni di chiederla, pena la perdita della cittadinanza dello Stato di residenza. La riapertura dei termini risolve anche il problema posto dai minorenni, ex cittadini italiani, che hanno perso la cittadinanza italiana senza mai esprimere una precisa volontà a causa della naturalizzazione del padre”.

Quindi, il progetto di legge prevede “l’eliminazione di ogni scadenza temporale per la riapertura dei termini per la presentazione delle dichiarazioni tese ad ottenere il riacquisto della cittadinanza italiana, rimanendo comunque limitata e circoscritta unicamente ed esclusivamente a coloro i quali, già cittadini italiani precedentemente alla data di entrata in vigore della legge 5 febbraio 1992, n. 91, l’avevano perduta per naturalizzazione”.

In secondo luogo, ha spiegato De Monte, “con questo disegno di legge, modificando l’articolo 1 della legge n. 91 del 1992, si estende il diritto di cittadinanza anche ai figli di madre italiana nati anteriormente al 1° gennaio 1948, proponendo un intervento legislativo volto a eliminare una volta per tutte la disparità di trattamento tra cittadini e a superare la remora procedurale persistente nel nostro ordinamento”. Il testo, ha concluso, “vuole anche semplificare l’articolo 4 della legge n. 91 del 1992; assegnando con una dichiarazione espressa di volontà la cittadinanza allo straniero o l’apolide, del quale padre o la madre o uno dei discendenti in linea retta di secondo grado sono stati cittadini di nascita”.

L’esame del ddl proseguirà nelle prossime sedute della Commissione. (aise)

Oppure condividila!

Piaciuta la notizia? Forse ti può interessare..

Lascia un commento

Invia il commento