Data odierna 20-11-2017

Matteo Renzi, intervistato dalla Stampa di Torino, assicura: “Le elezioni europee non sono un referendum su di me, e nemmeno sul governo”, per questo “andremo al voto senza il mio nome nel simbolo...

Renzi: non sono referendum su di me, nel simbolo Pd non ci sarà mio nome

Matteo Renzi, intervistato dalla Stampa di Torino, assicura: “Le elezioni europee non sono un referendum su di me, e nemmeno sul governo”, per questo “andremo al voto senza il mio nome nel simbolo del Pd. Rimaniamo sulla linea ‘no name’ che varò Bersani. Oggi è così: poi alle elezioni politiche, nel 2018, staremo a vedere. Tempo ancora ce n’è”.

Sempre a proposito di Europee: “Non credo che si tratti di una tornata elettorale difficile, drammatica per noi. Il Partito democratico è forte e strutturato e credo che, al di là delle elezioni europee, nelle amministrative possa recuperare il Piemonte, l’Abruzzo, Prato e qualche altro comune”.

Renzi nel colloquio con la Stampa torna ad attaccare Susanna Camusso, segretario della Cgil, e il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. Non si fa attendere la replica di Camusso: “Posizioni come quella di Renzi, che riducono le forme di partecipazione, indeboliscono la democrazia. Sempre. Non e’ un giudizio su questa fase, ma un’affermazione di scuola”. “Lui, che teorizza la necessita’ di cambiare verso – osserva Camusso – in realta’ non fa che assecondare una tendenza gia’ esistente. Penso che sia un errore. Ma penso anche che sia una grande occasione per il sindacato di riappropriarsi della contrattazione nelle fabbriche. Non mi angoscio di fronte alle sue parole, ma ritengo che esprimano un elemento di conservazione”.

Per il leader della Cgil “Renzi cavalca un’onda di parte dell’opinione pubblica. Ma forse – aggiunge – ha anche un’idea diversa della relazione tra politica e societa’, peraltro tutta da sperimentare, quando dice che parla direttamente ai cittadini senza intermediazioni. E’ un modello ben conosciuto anche in Italia, nella versione politica di Berlusconi come in quella tecnocratica di Monti. Ma al di la’ delle singole organizzazioni c’e’ un modello che l’Europa dichiara di sposare che e’ quello della rappresentanza degli interessi e della partecipazione che aiuta a mantenere la democrazia. Non mi pare che il governo vada in quella direzione”. Insiste Camusso: “La rappresentanza sociale e’ qualcosa che arricchisce e rafforza la democrazia. Volerla cancellare espone a rischi”.

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