Data odierna 25-09-2017

Davanti al crescente fermento interno al Partito democratico, Matteo Renzi cerca di gettare acqua sul fuoco. “Le polemiche interne al Pd non hanno senso. Almeno, non adesso”, scrive sul suo...

Renzi insiste: “Abolire il finanziamento

Davanti al crescente fermento interno al Partito democratico, Matteo Renzi cerca di gettare acqua sul fuoco. “Le polemiche interne al Pd non hanno senso. Almeno, non adesso”, scrive sul suo profilo Facebook. “Che io abbia proposto l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti – aggiunge – non è una notizia: è proposta che abbiamo lanciato dalle primarie e dalla Leopolda. Non so se abolire il finanziamento serva a far pace con Grillo; sicuramente serve a far pace con gli italiani che hanno votato un referendum e che anche alle elezioni ci hanno dato un segnale”.

Le ultime uscite del sindaco di Firenze, in particolare l’intervista a ‘Che tempo che fa’, avevano messo in allarme lo stato maggiore del partito, tanto da far pensare ad un’azione di “disturbo” in vista di un rapido ritorno alle urne. “Nessuno vuole “sabotare” il tentativo di Bersani – sostiene Renzi – anzi. L’Italia ha bisogno di un governo, prima possibile. Perché l’emergenza non è sapere chi farà il ministro, ma affrontare la situazione economica e la crisi occupazionale. Paradossalmente se Bersani accettasse di abolire il finanziamento ai partiti forse avrebbe qualche chance in più – non in meno – di farcela. Decida lui, comunque: a me non sta a cuore la discussione di corrente, ma sta a cuore l’Italia”.

A Renzi Bersani ha replicato attraverso un’intervista al Tg2. “Noi siamo prontissimi
a fare una nostra proposta sulla rivisitazione del finanziamento pubblico, ma non siamo dell’idea che la politica vada fatta solo dai miliardari”, ha ribadito. “Siamo dell’idea – ha aggiunto – che la politica si apra a piccoli finanziamenti privati, ma non basta: serve una norma sulla trasparenza della vita interna dei partiti”. Il segretario è poi tornato ad insistere sulla strategia del confronto sul programma di governo in 8 punti. “Il sentiero certo che è stretto, ma le altre non sono autostrade. Non faccio scambi di poltrone, dico che questa è una proposta per cambiare, ora si può, se non lo si vuole lo si dica davanti al Paese”, ha affermato Bersani.

Una tappa fondamentale verso un’eventuale accordo con il M5S è quella di oggi pomeriggio, quando al Senato si svolgerà l’incontro tra i ‘mediatori’ del Pd e gli esponenti del Movimento Cinque stelle, dopo l’appello di Bersani per una “corresponsabilità degli incarichi istituzionali”. I pressuposti non sembrano lasciare però spazio all’ottimismo circa il raggiungimento di un’intesa. L’incomunicabilità tra le due forze politiche pare rimanere infatti totale.

“Andiamo ad ascoltare”, taglia corto la futura presidente dei deputati grillini Roberta Lombardi. Un’atteggiamento, sostiene, corroborato dal confronto online. “Ho letto tutti i vostri suggerimenti – scrive sul suo blog – Grazie. Mi avete confermato nella nostra idea di andare ad ascoltare e basta. Noi non facciamo scambi di poltrone ma ci aspettiamo che il voto di 8.000.000 di nostri concittadini sia tenuto da conto”.

La Lombardi rinfaccia poi al Pd il rifiuto ad aprire l’incontro alla stampa. “Abbiamo proposto ieri di fare l’incontro a porte aperte e alla presenza della stampa ma il Pd ha declinato l’invito. Vi racconteremo dopo quello che si è detto”, scrive ancora la parlamentare.

Il capogruppo al Senato in pectore, Vito Crimi, torna invece sulla questioine di un possibile voto del movimento a favore dell’arresto di Silvio Berlusconi in caso di richiesta avanzata dalla magistratura. “Che strano scoprire quanto scalpore desti una mia dichiarazione – spiega – che a me sembrava una ovvietà. Ma così è in questo Paese, ciò che è normale diventa straordinario e ciò che dovrebbe essere straordinario diventa la normalità…”.

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