Data odierna 23-08-2017

Il primo giorno di scuola, ovvero lavorativo, del 2014 per Matteo Renzi è stato quello buono per dimostrare una sostanziale discontinuità con il passato. A chi gli sconsigliava di muoversi prima del...

Renzi ci prova: Tre proposte e in un mese chiudiamo

Il primo giorno di scuola, ovvero lavorativo, del 2014 per Matteo Renzi è stato quello buono per dimostrare una sostanziale discontinuità con il passato. A chi gli sconsigliava di muoversi prima del “ponte” dell’Epifania ha risposto picche, ha preso carta e penna ed ha scritto ai partiti. Sul tavolo, il segretario del PD ha messo tre proposte: la riforma della legge elettorale, l’abolizione del bicameralismo e la riforma del Titolo V della Costituzione.

In particolare, per quanto riguarda la legge elettorale, ha detto di voler rinunciare ad una proposta PD, proponendo di partire da tre possibili modelli: il Mattarellum rivisitato, la legge spagnola e il doppio turno dei sindaci; quanto alle riforme, l’abolizione del “bicameralismo con la trasformazione del Senato in Camera delle Autonomie Locali e la cancellazione di ogni indennità per i senatori che non vengono più eletti ma diventano tali sulla base dei loro ruoli nei Comuni e nelle Regioni”; infine una “riforma del titolo V che semplifichi il quadro costituzionale e istituzionale, che restituisca allo Stato alcune competenze oggi in mano alle Regioni (per esempio l’energia) e che riduca il numero e le indennità dei consiglieri regionali al livello di quello che guadagna il sindaco della città capoluogo”.

I tempi sono stringenti, ma Renzi è convinto che ci si possa riuscire.

I partiti non hanno atteso molto per rispondere. Partendo dagli alleati di governo, per l’NCD ha parlato Alfano affermando di rimanere “coerenti con quanto già detto” e, quindi, “di essere pronti al lavoro sulla legge elettorale sul modello dei sindaci”. L’impianto di quella legge, ha aggiunto Alfano, “è chiaro e ha funzionato. Non c’è bisogno di molte altre parole. Se si vuole si può. Noi la legge elettorale la vogliamo cambiare e subito”.

Anche Scelta Civica si è dichiarata pronta a discutere, ricordando che è da luglio che “chiede un contratto di coalizione in cui si metta nero su bianco un programma di governo, con tempi certi e modalità di attuazione ben definite”. Lo ha detto Benedetto Della Vedova, portavoce politico di SC, aggiungendo di approvare “l’accelerazione di Renzi” e di essere “pronti da subito a discutere, con le nostre proposte, i temi impostati dal segretario Pd”.

Dal fronte dell’opposizione reazioni contrastanti. Berlusconi ha avuto parole di apprezzamento per l’iniziativa di Renzi anche se ha posto la condizione di andare all’election-day con le europee di maggio. “A proposito di legge elettorale, colgo con positività”, sostiene in una nota Berlusconi, “il metodo proposto dal segretario del Pd Matteo Renzi sia rispetto alla possibilità di incontri e consultazioni bilaterali sia rispetto al fatto che abbia messo sul tavolo diverse ipotesi, tra le quali c’è certamente una soluzione ragionevole, utile a garantire governabilità piena, un limpido bipolarismo e chiarezza di scelta per gli elettori”. Il presidente di Forza Italia ha tuttavia aggiunto: “la nostra posizione è chiara: serve un election day per garantire un’alta partecipazione e un notevole risparmio di spese per lo Stato”.

Porte chiuse, invece, dal M5Stelle. “Renzi si metta pure il cuore in pace”, ha scritto Paolo Becchi sul suo account di twitter , poiché “non ci sarà alcuna riforma del bicameralismo perfetto con l’aiuto del M5S”. “Cominci piuttosto”, ha aggiunto, “a restituire il maltolto”. Paolo Becchi, docente di filosofia del diritto, viene considerato l’ideologo di riferimento dei 5 Stelle. E dal sito del movimento arrivano commenti anche più duri: “Matteo Renzi, il leader telecomandato, continua ripetere a pappagallo le storielle che gli suggeriscono i suoi ignoranti mentalisti che nulla sanno né del Pd né (tantomeno) del Movimento 5 Stelle”. (aise)

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