Data odierna 20-09-2017

“Cambiamo il partito per cambiare l’Italia”, “la mia ambizione è cambiare l’Italia e cambiare un partito che riflette sul suo ombelico”. Così Matteo Renzi in un’intervista...

Renzi: cambiamo il Pd per cambiare l’Italia

“Cambiamo il partito per cambiare l’Italia”, “la mia ambizione è cambiare l’Italia e cambiare un partito che riflette sul suo ombelico”. Così Matteo Renzi in un’intervista a Repubblica lancia la sua sfida: è pronto a candidare il suo progetto per un “nuovo riformismo”. “Il Pd è in un angolo – osserva -. O ne esce oppure salta in aria”. Finora il partito “ha avuto una strategia perdente in quasi tutto. Ha inseguito le formule e i tatticismi regalando la leadership della discussione una volta a Grillo, una volta Berlusconi”. Renzi invita il partito a farsi “avanti con le sue idee” e a imporle al nuovo governo. A partire dal tema del lavoro, “la vera emergenza”: “Bisogna semplificare e sburocratizzare”.

Renzi insiste anche sul taglio “ai posti della politica” e su “via il finanziamento pubblico dei partiti”. Il sindaco di Firenze sottolinea di non essere interessato alla “discussione sulle larghe intese o su Berlusconi”. “Pensiamo a quel che si deve fare. Tutti sanno che io sono per andare a votare subito, ma è evidente che dopo la conferma di Napolitano al Quirinale le urne sono improbabili”. L’esecutivo nascente dovrebbe a suo avviso durare “il meno possibile”, “se in sei mesi o un anno realizza un po’ di questi interventi, ci guadagna il Pd e il Paese”. Su chi dovrebbe guidare il governo Renzi invita il Pd a metterci “la faccia” Fabrizio Barca? “Non ho capito qual è il suo progetto. Ci vedremo”. Nichi Vendola sul Quirinale “ha sbagliato”: “inaccettabile insistere su Rodotà davanti alla disponibilità di Napolitano”. Renzi apre al presidenzialismo: “Spero – dice – che questa sia stata l’ultima volta di un capo dello Stato eletto in questo modo”, “perché non coinvolgere direttamente i cittadini evitando questo tifo da stadio?”.

CIVATI, I ‘TRADITORI’ ORA FARANNO I MINISTRI – “Si parla molto di ‘traditori’, ma state attenti: perché i soliti protagonisti della politica italiana che ora chiamate così poi potreste ritrovarvi, tra qualche ora, a chiamarli ‘ministri’. Tutti insieme. Appassionatamente. Con un argomento formidabile: dopo che abbiamo ridotto il centrosinistra così, non vorrete mica andare a votare? Affidate le cose a noi, sappiamo come si fa”. E’ l’attacco del deputato Pd Giuseppe Civati, sul suo blog. “Faccio notare che – sostiene Civati – se avessimo votato Prodi o Rodotà, non saremmo andati a votare, come le vecchie volpi della politica hanno ripetuto (altro che Twitter) a tutti i giovani deputati. No, semplicemente avremmo fatto un governo del Presidente. Con un Presidente, un governo e una maggioranza molto diversi da quella che vedremo tra qualche ora. Spero sia chiaro a tutti. Anche a quelli che, come me, in questi giorni hanno perduto”. Ieri, conclude, “Napolitano ha annunciato che oggi dirà quali sono le condizioni che gli hanno fatto accettare il secondo mandato. Condizioni di cui nessuno ha parlato ufficialmente e che certo il Pd non ha valutato. Anzi, Bersani ha spiegato ripetutamente che non c’erano, quelle condizioni. Personalmente, voglio fidarmi: mi chiedo però perché tutti parlino di Amato, Berlusconi sia in un brodo di giuggiole e i nostri filo-governissimo così scatenati. Curioso, no?”.

DOMANI LA DIREZIONE, SI DECIDE LINEA IN VISTA DELLE CONSULTAZIONI – Si riunirà domani la direzione del Pd che dovrà decidere la linea in vista delle consultazioni che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano farà per formare un governo. La direzione si annuncia delicatissima dopo le lacerazioni che hanno portato alle dimissioni dell’intera segreteria. Nella riunione, infatti, si deciderà anche sull’anticipo del congresso e in che modo sarà retto il partito prima della scelta congressuale di un nuovo segretario.

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