Data odierna 23-08-2017

Ha incoronato ufficialmente Matteo Renzi nuovo segretario del partito l’Assemblea Nazionale del PD, che ieri alla Fiera di Milano ha anche eletto a larghissima maggioranza Gianni Cuperlo presidente. “Rispettare...

Renzi all’assemblea nazionale del PD: Restiamo ribelli ma uniti

Ha incoronato ufficialmente Matteo Renzi nuovo segretario del partito l’Assemblea Nazionale del PD, che ieri alla Fiera di Milano ha anche eletto a larghissima maggioranza Gianni Cuperlo presidente.

“Rispettare il tuo popolo significa scommettere sul futuro del nostro partito e su un cammino unitario”, ha detto Cuperlo, ringraziando Renzi per aver offerto la presidenza del Pd a chi è uscito sconfitto dal congresso.

Un concetto, questo del’unità, ripreso anche dal presidente del Consiglio, Enrico Letta, che di fronte all’Assemblea si è detto convinto che “uniti non ci batte nessuno”. Per Letta il PD “è il baricentro, il pilastro della democrazia. Vorrei fosse chiaro a noi stessi”, ha aggiunto. “Dalla forza e dalla centralità e dalla resilienza del Pd saremo in grado di ricostruire la democrazia italiana che è duramente attaccata e in forte difficoltà”, facendo cose concrete “a partire dalle riforme istituzionali e dalla legge elettorale”, ha detto Letta recependo le richieste tanto di Cuperlo quanto di Renzi. “Sono convinto che l’Italia ce la farà se il Pd ce la farà”, ha concluso.

Un appello colto anche dal neo segretario nazionale, consapevole “che il Pd è parte integrante di questo governo e contemporaneamente è il perno fondamentale su cui si regge”.

“Restiamo ribelli” e cambiamo l’Italia, ha esordito Matteo Renzi a Milano. “L’essere ribelli è soprattutto una sfida con se stessi”, poiché ciascuno deve provare “a cambiare la quotidianità: dobbiamo essere capaci di cambiare nel nostro piccolo l’Italia”.

E dovrà farlo tutta la classe politica. “O entro fine gennaio si approva alla Camera la riforma” elettorale, ha detto Renzi, “o la politica perde la faccia”. Secondo il neosegretario del PD serve una legge per cui “chi vince vince e le larghe intese sono l’eccezione, non la regola”.

Secondo Matteo Renzi “bisogna partire da un accordo alla tedesca, voce per voce, punto per punto e con i tempi stabiliti per i prossimi 12-15 mesi”. Ed ancora, rivolgendosi al premier Enrico Letta, “il Pd deve tornare ad essere il partito del lavoro”, semplificandone al più presto le regole e modificando “le condizioni degli ammortizzatori sociali”, che ad oggi assicurano “solo alcune categorie”. Per Matteo Renzi il primo punto dell’agenda di governo dovrà essere dunque “un gigantesco piano” per il lavoro, mettendo un punto a quella che il segretario ha definito “l’era ideologica” sul lavoro.

“Nel patto di coalizione serve l’impegno a modificare la Bossi-Fini e inserire lo jus soli”, ha proseguito Renzi, che ha annunciato l’intenzione di inserire nel programma anche il tema delle unioni civili.

“Dobbiamo avere un modo diverso di vedere il rapporto tra banche e politica”, ha aggiunto il nuovo segretario, “ma possiamo anche chiedere alle banche di uscire dai settori che non competono loro, ad esempio l’editoria”.

Matteo Renzi ha infine annunciato “una agenda per il prossimo anno” di governo e “una visione per i prossimi 15 anni in Italia”. L’Europa, ha detto ancora Renzi, “non è il nostro salvatore, ma senza l’Italia l’Ue non va da nessuna parte e in questo tutti noi dobbiamo aiutare Enrico nel semestre europeo”. (aise)

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