Data odierna 23-10-2017

Due referendum riguardano, in pratica, la privatizzazione dell’acqua (l’uno concernente l’affidamento e la gestione della rete idrica a società private e l’altro che consente ai gestori privati...

Due referendum riguardano, in pratica, la privatizzazione dell’acqua (l’uno concernente l’affidamento e la gestione della rete idrica a società private e l’altro che consente ai gestori privati un’adeguata remunerazione del capitale investito); un terzo referendum concerne, invece, la produzione di energia nucleare mentre il quarto riguarda il mantenimento in vigore della legge sul legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e degli stessi Ministri a comparire nelle udienze penali che li riguardano.

Pertanto con questo referendum si tratta di voler, o meno, abrogare delle leggi già esistenti (privatizzazione dell’acqua, energia nucleare, legittimo impedimento). Quindi votando SI si dichiara di voler cambiare le leggi attualmente in vigore, mentre votando NO si dichiara di voler mantenere l’attuale normativa.

Chiarito l’oggetto dei quattro quesiti referendari ed il significato di votare SI oppure NO, vediamo perché è necessario che anche gli elettori italiani residenti all’estero partecipino al voto.

Innanzitutto per una questione di principio. Ben due o tre generazioni di emigrati italiani hanno lottato per una vita con lo Stato Italiano, prima, per avere degli organismi di rappresentanza (Comites e Cgie) e, poi, per poter avere dei propri rappresentanti nel Parlamento italiano votando localmente, obiettivo, quest’ultimo, raggiunto solo nel 2001. Tuttavia i detrattori del voto all’estero non si sono mai dati per vinti e sono sempre più frequenti le critiche, più o meno velate, che si levano nel governo e nel parlamento italiani contro questa grande conquista.

Anche recentemente lo stesso Sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri senatore Alfredo Mantica ha tenuto a ricordare al Cgie che il voto all’estero per questi quattro referendum costerà ben 27 milioni di euro che si sarebbero potuti destinare invece ad altre iniziative (sic!). Proprio per questi motivi è importante che si abbia un’alta partecipazione al voto degli elettori italiani all’estero ma anche per dimostrare la voglia di partecipazione democratica e l’interesse a quanto accade in Italia dove si ritorna spesso, si hanno familiari e parenti, vi si possiede un’abitazione ed in tanti, un giorno, vorrebbero pure ritornare per sempre.

In secondo luogo, trattandosi di referendum, perché siano validi occorrerà una partecipazione al voto del 50% più uno degli aventi diritto e quella degli elettori emigrati potrebbe proprio essere determinante per superare la soglia di questo quorum che, ricordiamo, negli ultimi venti anni non è mai stata superata da nessun referendum. Ed anche per questi quattro referendum del 12 e 13 giugno prossimi (ma, attenzione, nella Circoscrizione Estero il plico del voto per corrispondenza dovrà pervenire al consolato di riferimento entro le ore 16 di giovedì 9 giugno) è, peraltro, molto alto il rischio che non si superi il quorum considerato che il governo e la maggioranza di centrodestra, che lo sostiene, sta facendo di tutto per depotenziarli temendo, soprattutto, il referendum sul legittimo impedimento che, come noto, interessa personalmente proprio lo stesso capo del governo, Silvio Berlusconi.

Opera di depotenziamento che è iniziata non accorpando il referendum alle elezioni amministrative dello scorso 15 e 16 maggio (anche se questa folle decisione è costata più di 300 milioni di euro alla casse della Stato!) ed è proseguita approvando, all’ultimo momento, una modifica della legge sul nucleare che sta mettendo a rischio questo quesito referendario (nel merito dovrà esprimersi in questi giorni la Corte di Cassazione) che, dopo la recente catastrofe della centrale nucleare di Fukushima in Giappone, potrebbe far da traino anche per gli altri quesiti e quindi far superare il quorum.

Morale, non solo è importante votare per tutti e quattro i referendum (indipendentemente dalla sorte che avrà quello sul nucleare) ma anche votare SI a tutti e quattro i quesiti:

* Due SI per l’acqua, poiché è un bene pubblico indispensabile per la vita di tutti e deve restare perciò “pubblico” e non fonte di profitto per qualcuno.

* Un SI per il nucleare, poiché le centrali nucleari e le relative scorie che producono sono un grossissimo rischio per tutti noi e per le generazioni a seguire come ha dimostrato anche Fukushima, tanto che nazioni come la Germania e la stessa Svizzera hanno deciso di rinunciarci per il futuro privilegiando le fonti energetiche rinnovabili.

* Un SI per il legittimo impedimento, poiché tutti dobbiamo essere uguali di fronte alla giustizia e questa è, invece, una legge ad personam fatta e voluta da questo governo e da questo parlamento per consentire all’attuale Primo Ministro, Silvio Berlusconi, di evitare i suoi processi. (dino nardi*)

* Uim – Cgie

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