Data odierna 23-09-2017

“Difetta di attenzione, è distratto, ansioso, smanioso, nervoso, invidioso, inquieto, imprudente, esaltato ed ossessionato sino al protagonismo maniacale di essere il Robin Hood degli italiani...

“Difetta di attenzione, è distratto, ansioso, smanioso, nervoso, invidioso, inquieto, imprudente, esaltato ed ossessionato sino al protagonismo maniacale di essere il Robin Hood degli italiani all’estero. Ah, grande De Filippo, dove sei con la tua pernacchia sonora e significativa”. Così si è espresso l’on. Antonio Razzi (IR), appena letto il comunicato stampa che il collega del Pd eletto all’estero Gino Bucchino ha diramato nella serata di ieri, 4 maggio, a proposito della sua proposta di eliminare l’ICI sulla prima casa anche per gli italiani al’estero.

Razzi invita Bucchino “a spiegarci dove si trovasse nel lontano 2008 quando il mio ordine del giorno fu approvato dal governo a proposito dell’abolizione dell’ICI sulla prima casa anche per gli italiani all’estero.

“Sarebbe meglio che” Bucchino “la smettesse di rispondere ai dictat del suo capo”, afferma Razzi sottolineando “lui sa chi è”, e, prosegue, “sentisse il bisogno di rivestirsi di serietà cercando almeno di informarsi prima di sparare panzane”.

Ciò premesso, Razzi ribadisce quanto da lui già sottolineato rispondendo all’articolo apparso sulle colonne del Corriere della Sera, reo di aver fatto “una chiara illazione ad una legge ad personam pro domo mea: il provvedimento da me presentato”, afferma Razzi, “non può riguardare i miei interessi perché la casa che sto comprando con i miei soldi e con il mutuo contratto in banca, che continuerò a pagare con i miei soldi sino al 2013, è una seconda casa di mia proprietà in Italia in quanto la prima è quella avuta in eredità dai miei genitori”.

Razzi invita inoltre Bucchino a “lasciar perdere la demagogia che gli serve solo per fare una finta bella figura agli occhi dei suoi elettori, offendendo la mia persona con paragoni improponibili”. E il riferimento qui è alle “cronache giudiziare” che hanno coinvolto l’ex senatore PdL Di Girolamo.

“Le discriminazioni di cui parla” il deputato del Pd “non mi riguardano”, afferma ancora Razzi, “in quanto sono di gran lunga superate dalla mia proposta che dal 2008 ad oggi trova una continuità disarmante che ai suoi occhi, quando andrà a studiare, sembrerà come una inesorabile macchina schiacciasassi”.

“Lavori e studi caro lei”, conclude infine Razzi, “piuttosto che cogliere occasioni sbagliate denigrando gratuitamente persone oneste e laboriose”.

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