Data odierna 23-10-2017

Rapporti difficili, a volte “interrotti” tra gli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero e la rete diplomatico consolare in Svizzera. È il quadro che emerge dall’interrogazione...

Rapporti COMITES-CGIE-Ambasciata e consolati in Svizzera: Micheloni interroga Terzi

Rapporti difficili, a volte “interrotti” tra gli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero e la rete diplomatico consolare in Svizzera. È il quadro che emerge dall’interrogazione che il senatore Pd Claudio Micheloni ha presentato al Ministro degli esteri Terzi.

“In Svizzera, – spiega il senatore nella premessa – da diverso tempo, tra i Comitati degli italiani residenti all’estero (Comites), ovvero gli organi elettivi di rappresentanza della comunità italiana ivi residente, e l’ambasciatore italiano a Berna ed alcune autorità consolari si assiste ad un preoccupante deterioramento dei rapporti al punto da vedere varie procedure aperte presso la Procura della Repubblica di Roma, e analoghe iniziative sono previste anche presso la Procura della Confederazione elvetica”.

“A quanto risulta all’interrogante nella città svizzera di Sion, i rapporti tra il Comites e la locale Agenzia consolare si sono totalmente interrotti e sono attualmente all’attenzione della Procura generale della Repubblica di Roma. Più volte – riporta Micheloni – da parte del Comites del Vallese è stata sottoposta alla attenzione del Ministro degli esteri la gravissima situazione creatasi nel Vallese. Tra le varie opposizioni da parte della suddetta Agenzia consolare quella che appare più grave è rappresentata dal perdurante diniego da parte dell’agente consolare, e dello stesso Ambasciatore, dell’accredito delle somme stanziate e già trasferite presso il Consolato generale di Ginevra, necessarie alla copertura delle spese effettive di funzionamento del Comites per l’anno 2011. Tutto ciò, anche dopo che, dal mese di giugno 2011, si era avuto il parere favorevole del Console generale d’Italia di Losanna e, dal mese di novembre 2011, il parere dell’Ufficio giuridico del Ministero degli affari esteri, in cui si sosteneva l’obbligatorietà della copertura delle spese effettive di funzionamento del Comites. Il risultato di tali inconcepibili opposizioni da parte della dottoressa Errico ha costretto il Comites di Sion a coprire, con importanti impegni personali di denaro, gli esborsi relativi a spese effettive di funzionamento quali affitto, assicurazioni, personale e altro ancora”.

Quanto a Berna, Micheloni ricorda che “nella capitale della Confederazione elvetica è stato chiuso il Consolato ed è, attualmente, in funzione soltanto una Cancelleria consolare presso l’Ambasciata che, a seguito di una decisione dell’ambasciatore, comunicata al Comites, ha chiuso gli sportelli il sabato mattina, ovvero nel giorno di maggiore affluenza e più utile ai cittadini ivi residenti. Decisione, quella dell’ambasciatore, adottata senza tenere in alcun conto l’esito dell’incontro, avvenuto qualche settimana prima, cui egli stesso aveva presenziato, con il Comites, con il Consiglio generale degli italiani all’estero (CGIE), nonché con i parlamentari italiani rappresentanti del territorio e a margine del quale si era raggiunta una soluzione di compromesso che prevedeva la chiusura stabilita nel giorno di sabato, in via sperimentale e, inizialmente, per una sola volta al mese; tutti i gli enti gestori dei corsi di lingua e cultura italiane, vivendo le difficoltà derivanti dalla drastica riduzione dei finanziamenti da parte del Ministero degli affari esteri, chiedono alle famiglie di contribuire finanziariamente al fine di salvaguardare le esigenze di sviluppo sociale, culturale e civile della comunità di riferimento. Quanto appena descritto è accaduto, anche, tra l’Ente gestore dei corsi di lingua e cultura italiane del cantone San Gallo, i rappresentanti della comunità italiana ivi residente e il Console di San Gallo, i quali, concordemente, avevano convenuto sulla necessità di contribuire finanziariamente al fine di mantenere in vita i corsi di lingua e cultura italiane tenuti dall’Ente, nonché lo stesso Comites. Tuttavia, l’Ambasciata d’Italia a Berna, intervenendo presso il Console di San Gallo, ha impedito qualsiasi forma di sostegno da parte del Consolato alla raccolta di tali contribuzioni da parte delle famiglie, nonostante tale contribuzione fosse su base volontaria ed espressamente voluta dall’assemblea dei comitati dei genitori”.

Il senatore chiede quindi di sapere “quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sui fatti riportati in premessa: se un agente consolare locale possa non rispettare le decisioni del Console generale d’Italia, nonché del Ministero degli affari esteri e quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sul comportamento del responsabile dell’Agenzia consolare di Sion, in merito all’opposizione alle decisioni assunte dal Consolato generale di Ginevra e dall’Ufficio giuridico del Ministero degli affari esteri, rispettivamente adottate nel mese di giugno e novembre 2011; se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno, al fine di rasserenare il clima creatosi, rimuovere l’agente consolare, causa principale della rottura dei rapporti tra il Comites di Sion e l’agente summenzionato; se, nel quadro di normali rapporti istituzionali, ritenga corretto che l’ambasciatore di Berna non rispetti un’intesa raggiunta in presenza del Comites, del CGIE e dei parlamentari italiani rappresentanti del territorio, in merito al mantenimento del sabato quale giorno di apertura degli sportelli della Cancelleria consolare; se ritenga opportuno che l’ambasciatore possa impedire la realizzazione di un accordo tra il Comites, i rappresentanti della comunità locale e il Console di San Gallo volto a garantire il mantenimento dei servizi e delle attività del Comites e dei corsi di lingua e cultura italiane presso la città di San Gallo” e, infine, “se non ritenga opportuno intervenire, entro brevi termini, a rimuovere l’ambasciatore d’Italia presso la Confederazione elvetica, al fine di far cessare le cause che hanno prodotto la grave situazione creatasi in premessa, provvedendo con urgenza all’insediamento del suo successore, il cui nome, a quanto risulta all’interrogante, sarebbe peraltro già stato comunicato alle autorità elvetiche”.

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