Data odierna 22-09-2017

La dimensione estera dell’informazione costituisce una assoluta priorità dell’azione della Farnesina. È quanto si sottolinea in una nota del Ministero in cui si esprime “preoccupazione”...

RAI International si salva?

La dimensione estera dell’informazione costituisce una assoluta priorità dell’azione della Farnesina. È quanto si sottolinea in una nota del Ministero in cui si esprime “preoccupazione” per la soppressione delle produzioni targate Rai Internazionale dal 1 gennaio prossimo.

“Mai come oggi – secondo il Ministro degli Esteri Giulio Terzi – è necessario rispondere all’esigenze dell’informazione e della proiezione culturale economica dell’Italia a livello globale. Nel mondo globale si compete sempre più anche con lo strumento informativo. Informare di meno all’estero sul nostro “Sistema Paese” o anche essere meno presenti all’estero con i nostri mezzi d’informazione rischia di porci in una situazione di svantaggio sul piano nazionale rispetto ai nostri concorrenti”.

Dal Ministero, nella consapevolezza “delle criticità di bilancio della Rai e nel pieno rispetto dell’autonomia dell’azienda”, si esprime “preoccupazione per le conseguenze che le decisioni adottate dal Consiglio di Amministrazione della Rai relative alla cessazione delle attività di autoproduzione di Rai International avrebbero per l’informazione sull’Italia all’estero e per l’offerta in favore delle comunità degli italiani all’estero il cui diritto all’informazione approfondita sul proprio Paese rappresenta un diritto che va rispettato”.

“Altrettanto preoccupante – prosegue la nota – è l’ipotesi di chiusura di numerosi sedi della Rai all’estero, in paesi di grande rilievo per la proiezione internazionale, il ruolo e l’influenza del nostro Paese”.

La Farnesina “ha già espresso la propria disponibilità ad un confronto per discutere ed esplorare insieme con la Rai così come con altri principali soggetti dell’informazione, in un’ottica di comune responsabilità nella difesa dell’interesse nazionale, le modalità affinché le scelte autonome di questi ultimi non si traducano in una riduzione del livello quantitativo e qualitativo dell’ informazione e conoscenza sull’Italia all’estero che influenzerebbe negativamente il peso complessivo del nostro Paese sul piano globale e danneggerebbe le nostre comunità all’estero”

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