Data odierna 22-09-2017

Questa mattina le 26 organizzazioni – medici del lavoro, Chiese, partiti politici, sindacati, associazioni femminili e organizzazioni per combattere le dipendenze, coordinate dall’Unia – che...

Raccolte 86’499 firme contro la giornata lavorativa di 24 ore in Svizzera

Questa mattina le 26 organizzazioni – medici del lavoro, Chiese, partiti politici, sindacati, associazioni femminili e organizzazioni per combattere le dipendenze, coordinate dall’Unia – che fanno parte dell’Alleanza per la domenica si sono riunite a Berna per depositare presso la Cancelleria federale le firme contro la giornata lavorativa di 24 ore.

La raccolta firme è stata completata in tempo record. In meno di tre mesi i promotori del referendum hanno raccolto 67.082 firme autenticate (su 86.499 raccolte) contro la liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi nel commercio al dettaglio.

Con un’installazione simbolica, l’Alleanza per la domenica sta protestando contro la crescente frenesia che caratterizza il mondo del lavoro e la minaccia di burn out che grava sulla società: i fautori della liberalizzazione fanno girare ininterrottamente e vorticosamente piccoli lavoratori su un orologio con un quadrante a 24 ore.

“La liberalizzazione relativa ai negozi annessi a stazioni di servizio – si legge nella nota dell’Alleanza – introduce per la prima volta orari di lavoro non stop nel commercio al dettaglio, ma non è che il primo di una lunga serie di progetti radicali. La prossima votazione avrà dunque anche valore di precedente per i progetti successivi: il Gruppo verde liberale vuole introdurre nei piccoli negozi la giornata lavorativa di 24 ore, 7 giorni su 7. La motivazione è che anche i negozi annessi a stazioni di servizio possono restare aperti più a lungo. Il Consigliere agli Stati PLR Fabio Abate chiede addirittura l’introduzione su larga scala del lavoro domenicale”.

Le organizzazioni dell’Alleanza per la domenica esprimono dunque “grande soddisfazione per la rapidità con cui sono state raccolte le firme. Tale rapidità – si sottolinea nella nota – dimostra che la popolazione svizzera non condivide i tentativi di liberalizzazione della politica. Lo dimostrano anche le votazioni degli ultimi anni: in oltre il 90% delle votazioni l’elettorato si è espresso contro il prolungamento degli orari di apertura dei negozi. Anche il personale addetto alla vendita è contrario ad un’ulteriore liberalizzazione perché sa che un prolungamento degli orari di apertura dei negozi peggiorerebbe ulteriormente le sue condizioni di lavoro. L’incombente lavoro notturno e domenicale, nocivo per la salute, interessa soprattutto le donne”.

Vista la rapidità con cui sono state raccolte le firme, l’Alleanza per la domenica ora “confida che l’elettorato boccerà anche il progetto di liberalizzazione relativo ai negozi di stazioni di servizio”.

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