Data odierna 23-10-2017

“Non vorrei mettere in imbarazzo Romano Prodi facendo il suo avvocato difensore, anche perchè questa è una fase in cui indicare un candidato significa bruciarlo specie se a farlo è un partito...

Quirinale, Vendola: Intollerabile esclusione di Prodi

“Non vorrei mettere in imbarazzo Romano Prodi facendo il suo avvocato difensore, anche perchè questa è una fase in cui indicare un candidato significa bruciarlo specie se a farlo è un partito piccolo come Sel, ma trovo intollerabile immaginare una esclusione di Prodi” dai nomi in corsa per il Quirinale. Lo ha detto Nichi Vendola a ‘In 1/2ora’, intervistato da Lucia Annunziata.

“L’elezione di Laura Boldrini è figlia di una reazione alla nostra sconfitta elettorale quando ho detto rompiamo un tabù: cerchiamo il contatto con i Cinquestelle dove ci sono energie fresche invece che nell’equilibrio dell’inciucio dove c’è puzza di vecchia politica. E incamminarsi su quella strada ha portato al successo dell’elezione di Pietro Grasso al Senato”. Lo ha detto Nichi Vendola a in 1/2ora spiegando che “il metodo Boldrini” deve essere seguito anche per il Quirinale.

SACCONI, PRODI E’ IL NOME CHE DIVIDE DI PIU’ – “Sembra che Bersani continui su una posizione irresponsabile che divide il paese e che, con un Presidente della Repubblica fazioso vuole preludere a una politica di governo che potremmo definire ulteriormente depressiva. Mi auguro che nel Pd si esprima chi non condivide la posizione di Bersani”. Lo afferma Maurizio Sacconi, senatore del Pdl a Tgcom24. “Nel prossimo incontro con Bersani – prosegue – Berlusconi dirà quello che ha detto chiaramente a tutti, ieri. L’Italia brucia, le imprese vivono una condizione di crisi di liquidità e di crollo della domanda interna, i posti di lavoro si consumano quotidianamente. Occorre un governo che possa affrontare una riforma economica e sociale”. Prodi al Quirinale? “E’il nome più divisivo che può essere ipotizzato, per una serie di ragioni. Serve una figura di garanzia, non un leader politico fortemente antagonista rispetto a quella parte consistente del nostro paese che è rappresentato dal Pdl”, risponde Sacconi che, in merito alla possibilità che Prodi sia eletto al quarto scrutinio con l’appoggio dei grillini, aggiunge: “Sarebbe la scelta peggiore per il futuro dell’Italia. Significherebbe che il Pd si affida al grillismo, quindi al suo radicalismo. L’Italia avrebbe un governo ostile alle imprese e al lavoro. Un accordo tra Pd e componenti radicali rappresentati dal M5S sarebbe il peggio, del peggio, del peggio per il futuro dell’Italia, condannata ad un terribile declino alimentato da vincoli nella vita quotidiana. Prodi – conclude – è divisivo, non posso dire altrettanto della Finocchiaro e di altre persone del Pd, ma è necessario che le proposte vengano fatte in modo aperto. Qualunque ipotesi offerta senza possibilità di discussione produrrebbe divisione metodologiche. Mai come ora occorre la ricerca dell’unità nazione”.

CIVATI, PRODI? MI PIACE E NON DIVIDE IL PD – “Mi piace. Trovo incredibile che si dica che non debba assolutamente essere Prodi il nuovo Capo dello Stato. E’ una figura molto forte ma non credo che spacchi il centrosinistra. Se si porta Prodi in Parlamento è perché c’é una maggioranza e un ragionamento politico, sarebbe una follia bruciarlo per i gusti di questa o quella corrente”. Risponde così Giuseppe Civati, deputato del Pd a Tgcom24 parlando dell’ipotesi di eleggere l’ex premier Prodi al Colle. “Se Berlusconi continuerà a dire che Prodi non va bene – prosegue – diventerà simpatico a tante persone. Quindi è possibile che sia nella lista di Grillo, insieme a Stefano Rodotà. I nomi della rosa di Grillo? “Mi aspetto – risponde Civati – che facciano un nome che potrebbe essere Rodotà o altre figure che il Movimento porta all’attenzione del Parlamento nelle prime votazioni. Prodi ho l’impressione che non sarà il primo nome”. Quanto alla Finocchiaro, il deputato del Pd risponde: ” Candidatura legittima e prestigiosa, non so se potrebbe aprire a un maggiore consenso. L’importante è che ci sia una figura che possa parlare ad un’ampia maggioranza. Convergenza Pd-M5S? Secondo me ci potrebbe essere un dibattito chiaro tra noi e loro”. Incontro Bersani-Berlusconi? “Non so cosa potranno dirsi – risponde – si passa dai toni deflagranti di ieri a considerazioni più morbide ed elastiche”.

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